Diario Viola Fiorentina

Ad un passo dalla salvezza

(Nella foto, la Curva Fiesole, di Paolo Giuliani)

Dopo la sconfitta nella Conference League, la Fiorentina chiude la 32esima giornata di campionato, nel monday night delle 20.45, al Franchi, contro la Lazio, del tecnico toscano Maurizio Sarri.

La giornata lavorativa, grigia e con una pioggerellina insistente prima e per tutto l’arco della gara, fa desistere molti tifosi, compresi una parte di abbonati, anche se la stima ufficiale indica 18.259 presenze.

Il tecnico Paolo Vanoli ridisegna la squadra, causa squalifiche di Fagioli e Gudmundsson, gli infortunati Kean, Brescianini, Parisi, Fortini.

In panchina, oltre i Primavera ormai parte della prima squadra, Balbo, Kouadio e Kospo, si aggiungono Deli, Braschi, Puzzoli, e il capitano dell’U18 Cianciulli.

Torna a disposizione dopo l’infortunio Solomon.

Si parte con il modulo del 4-1-4-1, De Gea tra i pali, Dodo, Rugani, Ranieri, Gosens, Ndour, Harrison, Mandragora, Fabbian, Fazzini, Piccoli.

L’arbitro dell’incontro, il signor Fabbri.

La Fiorentina con la prima divisa viola, la Lazio in completo bianco.

La prima azione offensiva dei laziali, con un tiro di Zaccagni, decisivo il portiere De Gea che chiude in corner.

Il portiere spagnolo, si ripete dopo qualche minuto con una chiusura su Cancellieri.

Buon ritmo da parte delle due squadre, con gli ospiti propositivi sulle fasce e maggiore possesso palla, poche le occasioni da rete.

Al 28esimo azione manovrata con Mandragora che allarga su Fazzini, che difende il pallone e lo passa verso Dodo, che lo allunga ad Harrison, l’inglese ex Leeds crossa dalla destra verso la parte opposta dell’area, Gosens di testa schiaccia il pallone che tocca il palo ed entra in porta.

Jack Harrison, di Paolo Giuliani

Fiorentina in vantaggio, il Franchi esplode di gioia.

La gara prosegue con lo stesso canovaccio, la Lazio cerca di fare la gara, con azioni insistenti nella metà area, i viola cercano di opporsi con qualche ripartenza.

L’ultima azione offensiva, ancora dei bianco celesti, con un tiro dalla distanza di Zaccagni, che termina tra le braccia del portiere viola.

Dopo un minuto di recupero si va all’intervallo.

Nella ripresa non cambia il ritmo, gli ospiti creano, la Fiorentina chiude gli spazi, pronta a ripartire.

Al 58esimo, Harrison dopo una sponda di Piccoli, sfiora la rete, ma Romagnoli ed il portiere Motta, evitano il raddoppio.

Gioco fermo per un contrasto tra Fabbian e Nuno Tavares, i due giocatori si scontrano di testa, e necessitano dei sanitari in campo, riprendono il loro posto subito dopo.

Al 64esmo, contatto in area tra Mandragora e Noslin, l’arbitro estrae il giallo per il laziale per simulazione, ma viene richiamato al Var.

Dopo diversi minuti di controllo, l’arbitro, conferma la decisione del campo, nessun rigore.

Al 71esimo primo cambio per i viola, esce Rugani per Pongracic.

La Lazio pericolosa su punizione, battuta da Nuno Tavares che manda alto, poi è la volta di Noslin di testa con il pallone al lato della porta.

All’80esimo, Gosens sfinito, lascia il posto a Balbo.

Un minuto dopo, provvidenziale ancora De Gea, su colpo di testa dell’attaccante Ratkow appena entrato, poi è Balbo con decisione che allontana.

Un lungo recupero di 7 minuti, occasione viola con Harrison che in area non calcia, Fabbian su croos di Dodo manda alto.

Si resta ancorati all’area laziale con una serie di corner ostacolati dai giocatori ospiti, Pedro con nervosismo travolge Piccoli, con conseguente ammonizione.

Le ultime azioni, un gran sinistro di Ndour di poco fuori, ancora De Gea respinge su un tiro di Pedro.

Il triplice fischio una liberazione, con i giocatori che festeggiano una vittoria fondamentale, anche il tecnico in panchina si lascia travolgere dall’entusiasmo.

La squadra come rituale si sposta verso il settore occupato dai tifosi, si ferma subito dopo la metà campo, con i cori di sostegno e gli applausi reciproci. La tifoseria encomiabile sempre accanto la squadra.

Anche se carenza di gioco e prestazioni spesso sottotono, successia rrivati in alcuni casi con fortuna, i numeri parlano di un 2026 incredibile.

Ottenuti 26 punti su 35 a disposizione, in campionato su 8 gare una sola sconfitta, 5 vittorie, ma soprattutto a sei giornate dal termine, si allunga a più 8 il divario sulle terzultime.

Sulla prova un plauso va a tutta la squadra, concentrata e attenta, che soffre nella maggior parte della gara il pressing avversario, chiude gli spazi, ogni reparto si sacrifica, senza pensare al ruolo del singolo.

Poche sbavature dalla difesa (2 reti subite nelle ultime 5 gare di campionato), una sufficienza per tutti, mediana a tratti concreta, qualche passaggio sbagliato, si nota l’assenza di Fagioli.

In avanti Piccoli non regge il reparto offensivo, in avanti mai pericoloso.

In evidenza la prova di Fazzini e Ndour che non si risparmiano, l’ultimo sfiora il goal, Harrison non nel suo ruolo, veloce a tutto campo, vicino al goal, trova l’assist vincente per la rete di Gosens.

Robin Gosens autore della rete, di Paolo Giuliani

Il tedesco che parte in sordina, sbaglia qualche appoggio, non riesce in alcune ripartenze, ma realizza una rete pesante che vale una vittoria fondamentale.

Il migliore della gara si conferma David De Gea, pronto, reattivo, determinante, decisivo come nella precedente gara di Verona, un secondo clean sheet, che lo colloca come un protagonista assoluto, in questo finale di stagione.

Il portiere David De Gea, di Paolo Giuliani

Dopo mesi di grande tensione con l’incubo della retrocessione, finalmente l’ambiente tira un sospiro di sollievo, e potrà seguire le ultime gare da affrontare, con meno apprensione e preoccupazione.

La Fiorentina, si porta cosi ad un passo dalla salvezza (manca solo la certezza matematica), che non cancella un anno terribile, inimmaginabile all’inizio, ma che diventi monito nell’evitare gli errori commessi.

La società e i dirigenti, che andranno a costruire o rifondare la nuova squadra, avranno il compito di mettere solide basi, validi giocatori, per lottare e riportare in posizioni e obiettivi di prestigio, la Fiorentina del futuro.

Autore

Patrizia Iannicelli

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