Diario Viola Fiorentina

Bentornata Europa

Dopo un inizio di stagione inaspettato e deludente, con una classifica di campionato deficitaria, la Fiorentina, in campo, nella seconda gara, del girone unico di Conference League.

La trasferta è nella capitale austriaca, a Vienna, contro il Rapid Vienna.

Le due squadre arrivano all’appuntamento con le stesse difficoltà di risultati nei rispettivi campionati.

Il Rapid Vienna da quattro sconfitte consecutive, terzo a meno 4 punti dallo Sturm Graz, nella competizione europea a 0 punti, con la sconfitta nel primo turno, con il Lech Poznan.

La gara fissata alle 18.45, nell’Allianz Stadion, considerato il più moderno stadio calcistico austriaco, con 24.000 posti a sedere, la possibilità di arrivare fino a 28.000 spettatori.

Nella gara contro la Fiorentina, presenza massiccia dei tifosi di casa, anche i supporter gigliati al seguito sono in numero considerevole, circa 1200 nel settore ospiti.

L’allenatore viola Stefano Pioli, nella conferenza di presentazione della vigilia, parla di gruppo compatto, ed anticipa la formazione con diversi cambi, il recupero di Comuzzo e Sohm. Non convocati per problemi fisici, Robin Gosens e Moise Kean.

L’allenatore austriaco Peter Stoger, prima della gara annuncia di dover fare a meno del giocatore più importante, l’attaccante Mbuyi.

Splendida atmosfera all’ingresso delle due formazioni, con le coreografie nelle due curve, in quella biancoverde, tanti cartoncini bianchi con la scritta Forza, nel settore ospiti un muro di bandierine viola, con lo striscione Purple Block.

Il tecnico Pioli, come accennato, effettua un massiccio turn over, il modulo del 3-5-2, De Gea tra i pali, Comuzzo, Pablo Marì, Viti, Fortini, Ndour, Nicolussi Caviglia, Fagioli, Parisi, Dzeko, Piccoli.

La Fiorentina con la terza maglia azzurra, in omaggio ai colori dell’Arno, il Rapid in divisa bianca.

Partono subito in pressing gli ospiti, che in area sfiorano la rete, il portire Hedl non trattien il pallone, allontanato sulla linea da un difensore, anche dopo un colpo di testa di Dzeko.

Al nono minuto arriva il vantaggio viola, Dzeko dalla sinistra calcia verso la porta, il portiere respinge, verso il centro area, dove Ndour, senza  grandi sforzi, di stinco manda in rete.

Cher Ndour autore della prima rete, fonte Instagram Fiorentina

I biancoverdi rispondono con due tiri verso la porta difesa da De Gea, il secondo di Amane esce di poco fuori.

La gara prosegue con un buon ritmo, gli ospiti in fase offensiva, al 31esimo occasione del raddoppio sprecata da Piccoli, Fagioli effettua un lancio preciso verso l’attaccante, che stoppa il pallone, ma davanti la porta manda fuori dallo specchio.

Si creano diverse azioni, manca il passaggio finale, con la difesa austriaca in grande difficoltà.

Dopo un minuto di recupero si va all’intervallo.

Nella ripresa, i viola ancora in avanti, al primo affondo trovano il raddoppio con un gran goal di Dzeko, azione che parte dalla destra, con Ndour che allarga verso sinistra per Fortini, cross perfetto del terzino verso l’area, dove il bosniaco, più veloce di tutti, gonfia la rete.

La gioia di Edin Dzeko, alla seconda rete, fonte Instagram Fiorentina

Il Rapid con Ahossou cerca di aprire la gara, ma De Gea blocca.

Al 57esimo doppio cambio, Sohm e Mandragora al posto di Nicolussi Caviglia e Fagioli.

Al 65esimo si esalta De Gea su un tiro di Seid dalla distanza, il portiere spagnolo con le punta delle dita, alza il pallone sulla traversa, in corner.

In questa fase di gioco, il Rapid più reattivo cerca di riaprire la gara, con qualche azione offensiva, manca di precisione.

Al 77esimo altra doppia sostituzione, Fortini e Dzeko lasciano il posto a Dodo e Gudmundsson.

Un’altra azione pericolosa dei biancoverdi, con il pallone che attraversa tutta l’area di rigore.

All’87esimo, ultimo cambio, entra Kouadio al posto di Parisi.

Ancora un’ occasione sprecata dai viola, cross di Gudmundsson per Piccoli, fermato prima di entrare in area.

All’89esimo, Koaudio dalla sinistra porta avanti il pallone e serve Gudmundsson, che di sinistro manda il pallone nell’angolino della porta, per il definivo 0 a 3 per la squadra gigliata.

Il numero 10, Albert Gudmundsson, autore della terza rete, con Ndour e Piccoli

Sotto una pioggia copiosa, caduta per la maggior parte della gara, la squadra si avvicina sotto il settore ospiti, per condividere entusiasmo ed applausi reciproci.

Dalla trasferta di Vienna, la Fiorentina torna con diverse note positive, una prova di carattere e di squadra, la migliore di questo complicato inizio stagionale, con le seconde linee, alcuni all’esordio europeo, che danno un notevole contributo, e in prospettiva delle ottime alternative.

Nessun trionfalismo, ma piedi ben ancorati per terra, i problemi non tutti risolti, considerando l’avversario di poco spessore (inferiore di gran lunga agli austriaci affrontati due anni fa con mister Italiano), ma consapevoli di avere fatto passi in avanti, sia nell’approccio mentale che nella manovra di gioco.

Come accennato, la prestazione corale coinvolge tutti i reparti, con diversi protagonisti in evidenza.

La difesa con una prova convincente, attenta e senza sbavature, De Gea solito pilastro tra i pali, mantiene la porta inviolata,  Comuzzo, rientrato dopo diverse gare, Viti e Parisi.

A centrocampo ottima l’intesa del trio schierato, con Niccolò Fagioli su tutti, una prova di qualità, con passaggi precisi, un giocatore di grande classe e tecnica.

Il reparto offensivo crea diverse occasioni, spesso non concretizzate, Piccoli, ancora alla ricerca della sua forma migliore, poteva chiudere prima la gara.

Tra le note liete le seconde linee, che sfruttano l’opportunità data, l’esterno di centrocampo, Niccolò Fortini, classe 2006, proveniente dalla Primavera viola, subentrato con il Sigma Olomuc, all’esordio europeo da titolare, come un veterano, si nota in diverse azioni, offre l’assist vincente per la rete di Dzeko.

Un plauso va anche a Eddy Koaudio, classe 2006, giocatore della Primavera, ma già inserito in prima squadra dal tecnico Pioli, pochi minuti e trova l’assist perfetto per Gudmundsson.

Sul podio (oltre il su citato Niccolò Fagioli), Cher Ndour, l’autore della prima rete, che sblocca la gara, al posto giusto, veloce e concreto, ben inserito nella mediana, alla seconda rete della competizione, l’islandese Albert Gudmundsson che torna al goal dopo due mesi (rete contro il Polyssia, il 21 agosto), un giocatore importante, di grande tecnica non ancora espressa  per fare  la differenza.

Il migliore della gara, Edin Dzeko, con decennale esperienza di attaccante d’area, sfrutta le azioni avute, il bosniaco in qualche caso criticato, risulta determinante sia per la prima rete, che per la seconda personale, due in totale nella competizione.

Una vittoria che arriva nel momento giusto, per rasserenare l’ambiente, per ritrovare la convinzione dei propri mezzi, la fiducia di una squadra competitiva, la certezza di poter migliorare nel campionato.

La  Fiorentina, con il secondo successo ottenuto, si posiziona al comando della classifica generale della Conference League, anche se per differenza reti.

La competizione europea, si presenta come percorso lungo e difficile, ma anche come risorsa per crescere, per fare esperienza, per raggiungere l’obiettivo finale di alzare un trofeo.

Allora bentornata Europa, i viola da protagonisti possono scrivere tante pagine, di questa storia appena iniziata.

Autore

Patrizia Iannicelli

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