Dopo la roboante vittoria nella gara di andata, per 0 a 3, con il Polissya, giocata in Slovacchia nella città di Presov, la Fiorentina, nel match di ritorno dei play offs, di scena in trasferta, al Mapei Stadium di Reggio Emilia, causa i lavori del restyling del Franchi.
L’orario fissato alle 20.00, per la relativa distanza il primo esodo della tifoseria gigliata, che in 5.033, si posizionano nelle tribune dell’impianto, est ed ovest.
Prima della gara, un violento temporale si abbatte sulla città emiliana, nessun problema al fischio d’inizio con una buona tenuta del terreno di gioco.
Come anticipato nella conferenza di presentazione, il tecnico parmense Stefano Pioli, effettua una rotazione, sei calciatori differenti rispetto alle due precedenti gare (Pablo Marì, Viti, Mandragora, Parisi, Fazzini, Dzeko), anche in vista della seconda giornata di campionato, con la trasferta contro il Torino.
La squadra scende in campo con la prima tenuta viola, gli ucraini in divisa bianca.
Gli undici di partenza con il modulo del 3-4-2-1 sono: De Gea tra i pali, Comuzzo, Pablo Marì, Viti, Dodo, Mandragora, Fagioli, Parisi, Fazzini, Ndour, Dzeko.
L’arbitro designato lo spagnolo Ricardo de Burgos.
Al secondo minuto una disattenzione di Comuzzo con l’uscita di De Gea, facilita l’inserimento di Nazarenko che a porta vuota mette il pallone in rete, per il vantaggio degli ospiti.
I viola increduli e storditi, non riescono a contrastare gli avversari, che senza grandi manovre trovano il raddoppio al 13esimo, sulla fascia sinistra Talles Costa salta Parisi, il cross dell’ucraino arriva fuori dall’area, dove Andriyevskiy da 25 metri, con una mezza giravolta al volo di un gran sinistro, manda il pallone nell’angolino destro della porta, incredibile doppio vantaggio del Polissya.
La Fiorentina continua a non trovare idee di gioco, passaggi sbagliati, anticipi degli avversari, gli ucraini di modesta tecnica, continuano a difendere e in velocità a portarsi nell’area avversaria.
Il primo tiro verso la porta del Polissya al 37esimo, da fuori area ci prova Fazzini, il portiere Kudryk para senza problemi il tiro centrale del giocatore viola.
Si va all’intervallo senza ulteriore recupero.
Nella ripresa escono Ndour per Gudmundsson e Parisi per Gosens.
Al 53esimo contropiede viola con Fazzini, che salta un paio di avversari, davanti la porta calcia con il pallone che si ferma sul palo, sfortunata la squadra viola in questa occasione da rete.
Al 64esimo altro doppio cambio, Comuzzo lascia il posto a Pongracic, Mandragora a Sohm.
La fascia di capitanoda Mandragora passa a Gosens.
I gigliati più propositivi e attivi, al 69esimo azione offensiva viola, con Dodo dalla destra che crossa nel mezzo, colpo di testa di Gosens parato dal portiere.
Al 78esimo, arriva la rete fondamentale, per impedire un finale horror, Dzeko protegge palla e serve Gudmundsson, l’islandese innesca Gosens che aggancia il pallone e crossa dalla sinistra, Dodo con un diagonale, manda il pallone in rete e accorcia le distanze.

L’autore della prima rete, il brasiliano Dodo, fonte Instagram Fiorentina
All’85esimo esce Viti per Ranieri. Un minuto dopo da corner Gudmundsson crossa in area, ancora Gosens trova il secondo assist, per Ranieri appena entrato in campo, che pronto sotto porta riporta in parità il risultato.

Luca Ranieri festeggiato dai compagni per la rete del pari, fonte Instagram Fiorentina
Gli ucraini anche per un evidente stanchezza fisica, chiusi nella propria metà campo, subiscono la terza rete.
All’89esimo da calcio d’angolo, battuto da Gudmundsson, batti e ribatti in area, con il tocco finale del bosniaco Dzeko che completa la rimonta.
La Fiorentina, al fotofinish recupera il doppio svantaggio, e chiude con la vittoria.
Termina la gara con la squadra a metà campo, che festeggia l’entrata nel tabellone generale della competizione europea, fase a girone unico di 36 squadre totali.
Il gruppo dei giocatori, si porta sotto il settore occupato dalla maggior parte della tifoseria, con il consueto lancio delle maglie.
La gara divisa in due parti, porta a qualche riflessione, un primo tempo sottotono, mancanza di idee, distrazioni e superficialità, forse dovuto anche al risultato dell’andata che sembrava presagire ad una formalità il ritorno, l’ avversario di livello inferiore approfitta degli errori viola, la seconda frazione con i titolari in campo, portano maggiore concretezza e superiorità tecnica.
Come abbiamo accennato nella gara di campionato con il Cagliari, la Fiorentina deve trovare ancora un equilibrio di gruppo, l’amalgama con i nuovi arrivati (l’ultimo in ordine cronologico, l’acquisto oneroso, 25 milioni piu 2 di bonus, dell’attaccante Roberto Piccoli, ndr), qualche rinforzo in altri reparti.
Sulla prestazione luci ed ombre dei componenti gruppo, difesa sottotono, centrocampo con il solo Fagioli sufficiente, in attacco poca lucidità e precisione.
Migliorano le cose nella ripresa con le sostituzioni, che alzano il baricentro e aumentano il ritmo.
Sui singoli, in evidenza Fazzini, offre una buona prova anche nel primo tempo, Dodo non ai sui livelli, apre le marcature per la rimonta, Ranieri al posto giusto appena entrato in campo, Dzeko si cita per la prima rete in maglia viola.
Il migliore del match Robin Gosens, carisma, personalità da leader, doti tecniche da campione, decisivo in fase offensiva, con gli assist che portano il finale in crescendo.

Robin Gosens, il migliore del match, fonte Instagram Fiorentina
Un plauso va comunque alla squadra ucraina, con il tecnico Ruslan Rotan, che nel post gara parla della guerra nella loro terra, della difficoltà di potersi allenare, dei lunghi trasferimenti per raggiungere le sedi delle gare, della maggiore qualità della Fiorentina, con sportività fa i complimenti ai viola ed augura di vincere la Conference. Lo stesso augurio viene postato sui social della società Polissya.
Inizia da Reggio Emilia, il cammino della Fiorentina verso la quarta Conference League consecutiva.
Inserita in prima fascia, tra le sei totali, anche quest’anno con i favori dei pronostici, ma con maggiore convinzione e aspettative, di arrivare alla finale del 27 maggio a Lipsia, per alzare finalmente un trofeo.
Nell’anniversario del centenario dalla nascita della squadra gigliata, che cade proprio nel 2026, sarebbe un sogno, tanto atteso e realizzato, per Firenze e la Fiorentina.

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