Diario Viola Fiorentina

La nebbia sull’Europa

Lo Stade de la Tuilière di Losanna

Dopo l’ennesima sconfitta tra le mura del Franchi, non più fortino inespugnabile ma terra di conquista, giorni complicati e clima pesante, per la società gigliata.

Sotto accusa il patron Commisso, i dirigenti, ma anche il tecnico Vanoli che dopo settimane non ha portato nessuna novità, per uscire da una crisi di gioco e risultati.

Il malumore e la delusione dei tifosi totale, l’ACCVC (associazione più numerosa dei viola club, ndr), con un comunicato dai toni decisi, certifica la frattura tra società e tifoseria, mentre lo zoccolo duro della Curva Fiesole, come abbiamo scritto nel precedente articolo (una triste serata), nel post gara contro il Verona, preferisce lasciare lo stadio vuoto tra silenzio e indifferenza.

Dal fronte societario, prosegue il ritiro, dopo un giorno di riflessione, nessun cambiamento alla guida tecnica, si susseguono voci di possibili innesti a livello dirigenziale, con una marea di commenti, consigli per gli acquisti di gennaio, giocatori scontenti, illazioni di ogni genere, che non fanno che creare confusione e difficoltà.

In questo caos mediatico, dove ognuno si fa portavoce di una soluzione, esiste anche un calcio giocato, quello che in questo momento di incertezza, dovrebbe essere il solo motivo di discussione.

Si chiude, con la sesta gara del girone unico di Conference League, la prima fase, che porterà le prime otto qualificate agli ottavi di marzo, dal nono al ventiquattresimo posto, alla doppia sfida dei play off di febbraio.

Anche in questo caso una gara alla portata, gli svizzeri del Football Club Lausanne-Sport, Losanna, sedicesimi con otto punti, un punto in più dei viola, posizionati all’undicesimo posto, uno scontro diretto per entrare tra le prime otto.

Nessun incontro tra le due squadre prima d’ora, l’unico legame un nome che ha fatto la storia, dopo 15 anni in viola, il mitico numero 10 Giancarlo Antognoni, conclude il calcio giocato proprio nella città elvetica.

Il club, arrivato quinto nel precedete campionato, attualmente all’ottavo posto (su 12 squadre), disputa le gare interne nello Stade de la Tuilière, con una capienza di 12.500 spettatori.

L’impianto inaugurato nel 2020, ha come caratteristica il manto erboso in materiale sintetico.

Tutti esauriti i tagliandi messi a disposizione per gli ospiti, con circa 900 supporter viola, nei diversi settori.

Il sestetto arbitrale tutto belga, il direttore di gara Lothar D’hondt.

L’orario fissato delle 21.00. La Fiorentina in divisa viola, gli elvetici, in bianco.

Il tecnico Vanoli, adotta una totale rivoluzione nella formazione titolare, in vista della delicata sfida di campionato, in casa contro l’Udinese di domenica.

Gli undici di partenza con il modulo del 3-5-2 sono: Martinelli, Pongracic, Marì, Viti, Koaudio, Richardson, Nicolussi Caviglia, Sohm, Kouame, Dzeko, Piccoli.

Dal settore ospiti, viene esposto uno striscione, che parla di rispetto per la città e per la maglia.

Subito dopo il fischio d’inizio, la gara sospesa per lanci di fumogeni dal settore ospiti, l’arbitro belga fa proseguire dopo un minuto.

Fase di studio delle due squadre, ritmo blando, maggiore possesso palla e contropiedi degli elvetici, qualche brivido per la difesa viola, che recupera.

Il primo affondo, verso l’area avversaria degli ospiti ,al 35esimo con un corner guadagnato da Koaudio.

Prima della fine della prima frazione, il direttore di gara D’hondt sospende la gara per una fitta nebbia sul campo, dopo pochi minuti si riprende, con le due squadre che impedite da una buona visuale, rinunciano a pressare.

Si va all’intervallo, dopo 3 minuti di recupero, con uno scialbo pari a reti inviolate.

Nella ripresa, pericolosi i biancoblù, con un sinistro di Kana-Biyik di poco fuori dalla porta.

Il primo cambio tra i gigliati al 55esimo, l’ingresso di Fortini per Kouame, un difensore per un’attaccante.

La rete del vantaggio del Losanna arriva poco dopo, al 58esimo dalla sinistra perfetto cross di Kana-Biyik, verso il centro area, dove di testa Sigua manda in rete.

La Fiorentina accusa il colpo, e subito dopo rischia il raddoppio con un gran tiro di Lekoueiry, Martinelli respinge con una gran parata.

Si ripete subito dopo il centrocampista mauritano, che semina il panico nelle retrovie viola, il tiro viene respinto da Viti.

Il tecnico Vanoli, inserisce nuovi innesti con un triplice cambio, Mandragora, Gudmundsson e Kean al posto di Richardson, Dzeko e Piccoli.

Si vede qualche azione, ma senza precisione, gli elvetici provano a portarsi in avanti, gli ospiti si difendono.

L’ultima sostituzione, Dodo al posto di Kouadio.

Nella fase finale, un paio di contropiedi degli ospiti, un tiro di Kean parato, anche se l’attaccante in fuorigioco, Gudmundsson in area anticipato.

Ancora in avanti il Losanna, con un bel tiro di Lekoueiry di poco al lato.

Nei 5 minuti di recupero, ospiti in area, da corner tiro di Sohm, parato dal portiere Letica.

Il triplice fischio chiude la sfida, con l’ennesima sconfitta per la Fiorentina, il rammarico di un’altra prestazione incolore, con un avversario alla portata, l’occasione persa per le riserve, che potevano dimostrare di competere con i titolari, che poi non hanno certo brillato.

Più che calcio giocato in ogni gara, si sottolineano i soliti episodi di caos, che aumentano malcontento e illazioni, con successive smentite.

Ci riferiamo al lancio della fascia, al cambio di Dzeko (oggi capitano) con Mandragora, il numero otto la riceve ma la fa cadere, Viti la raccoglie e la passa a Pablo Marì, i presenti ma anche tutti i tifosi furibondi per il gesto, che nel post gara sarà spiegato sia dalla società, che comunica il vice capitano Marì, ma anche da Mandragora che afferma di voler voluto velocizzare i tempi.

Di certo la questione è plausibile, ma ancora un episodio evitabile, una bufera mediatica, che certifica confusione nello spogliatoio.

Dopo l’ennesimo tracollo generale, impossibile fare commenti sui diversi reparti e sui singoli, poche idee di gioco, errori individuali, difesa incerta, centrocampo insufficiente, attacco impalpabile, anche i nuovi entrati non cambiano il corso della gara.

Per onore di cronaca il migliore della serata, il portiere Tommaso Martinelli, titolare per la seconda volta, dopo l’esordio contro il Mainz del 6 novemre.

Il classe 2006, proveniente dalla Primavera, vice De Gea, evita con buone parate un passivo peggiore.

Il portiere Tommaso Martinelli, di Andrea Martini

Cala la nebbia, non solo metereologica, sulla Conference League per la squadra viola, che con la terza sconfitta, scivola al quindicesimo posto della fase a gironi, con il conseguente doppio turno dei play off da disputare a febbraio.

Un successo con due reti di scarto, avrebbe portato agli ottavi, con fiducia e autostima per affrontare le successive sfide.

Il grigiume del periodo, senza un lampo di luce, non esenta da colpe nessuno, compreso il tecnico Vanoli subentrato da poco più di un mese, che non ha portato una svolta positiva, ma ha proseguito con risultati impietosi, ottenendo due pari e sei sconfitte.

La società sta valutando la sua posizione in bilico, già con la prossima gara in casa domenica contro l’Udinese, una sorta di ultima spiaggia, per restare al timone della squadra.

Dopo l’ennesima brutta figura nella competizione europea (terza per importanza di prestigio e introiti), i viola, hanno il dovere di invertire questa inesauribile discesa, con carattere e gioco di squadra, per uscire dal tunnel dove sono sprofondati.

La città di Firenze e la tifoseria, meritano ben altri palcoscenici, ma soprattutto il rispetto per la maglia con il giglio, e per la gloriosa storia che ha raccontato ben altri capitoli.

La prossima sfida, come abbiamo accennato, dovrà dare risposte importanti, la sola vittoria, unico risultato da ottenere, senza alibi o giustificazioni, per rasserenare l’ambiente.

Un segnale concreto, dopo mesi di chiacchiere e promesse, che si attende da diverse gare, per il bene della nostra amata Fiorentina.

Autore

Patrizia Iannicelli

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