(Nella foto, nell’ultima gara con la Lazio, la squadra festeggia la rete di Katla Tryggvadottir, fonte ACF Fiorentina)
La lunga stagione del calcio femminile inizia nel torrido agosto, con diverse novità, un nuovo format, un nuovo trofeo, un supporto tecnologico.
Il nuovo format porta una competizione con una classifica unica, con gare di andata e ritorno, 12 squadre partecipanti invece delle 10 precedenti, le prime 3 classificate nella Champions League, l’ultima retrocessa.
Il nuovo torneo denominato Serie A Women’s Cup, coinvolge tutte le 12 società, divise in 3 gironi a 4 squadre, le prime 3 gare si giocano in formula secca, le vincitrici dei tre gironi più la migliore seconda, si giocano nella final four semifinale e finale in gara unica.
Per la prima volta entra nel calcio femminile la tecnologia, il FVS (Foootball, Video, Support), che consiste di rivedere le immagini di azioni controverse attraverso un video, 2 chiamate da parte delle squadre, una per tempo.
La stagione della Fiorentina femminile oltre le novità che coinvolgono tutte le società, si presenta al nastro di partenza con un nuovo tecnico alla guida, l’allenatore Pablo Pinones-Arce, cileno di origini, ma nato e cresciuto in Svezia.
Anche nella rosa diversi volti nuovi, in tutto 9 ragazze, alle quali sono affiancate alcune dal settore giovanile.
Si parte con la prima gara della Women’s Cup, il 24 agosto in casa, al Rocco B. Commisso Viola Park, contro il Como.
Esordio vincente delle ragazze, con una prova convincente e un netto 2 a 0, reti di Filippa Cumark ed Emma Faerge.
La seconda gara in trasferta contro l’Inter, il 6 settembre, arriva la prima sconfitta, 3 a 1, la marcatrice viola Sophie Bredgaard.
L’ultima sfida del mini girone, ancora tra le mura di casa, l’avversario il Genoa dell’ex mister Sebastien della Fuente, con qualche apprensione finale, le gigliate passano per 2 a 1, reti di Iris Omarsdottir ed Emma Severini.
La classifica finale di 6 punti non basta, prime a pari merito con l’Inter ma con le nerazzurre avanti per migliore differenza reti, neanche come migliore seconda, per lo stesso motivo, a favore delle juventine.
Si archivia il primo trofeo della stagione, e si parte il 5 ottobre con il campionato.
In maniera sorprendente si lascia l’intera posta in palio al Napoli neopromossa, all’esordio in trasferta, ma dal 12 ottobre al 15 novembre, arrivano 3 vittorie e due pareggi.
In ordine cronologico, in casa con l’Inter in una gara aperta fino al termine, si pareggia, per 2 a 2, reti di Emma Snerle e di Iris Omarsdottir.
La successiva con l’altra squadra milanese sponda Milan, ancora tra le mura di casa, arriva al fotofinish, un 4 a 3 a favore delle viola, sul tabellino Emma Severini, doppietta della svedese Madelen Yanogy, dell’islandese Katla Tryggvadottir.
Si prosegue nella scia positiva con il successo a Sassuolo contro le emiliane, rete di Madelen Yanogy.
I primi di novembre arriva la roboante vittoria contro le campionesse d’Italia, al Rocco B. Commisso Viola Park, le ragazze del tecnico Arce Pinones, superano le giallorosse della Roma, per 5 a 2, qualche disattenzione della portiera avversaria, ma gara di carattere della Fiorentina, che finalmente riesce a sfatare il tabù di non aver mai superato le romaniste.
Apre le marcature Iris Omasdottir, doppietta della danese Sophie Bredgaard, rete della norvegese Emilie Woldvik, autorete di un’avversaria.
Chiude la serie di risultati utili consecutivi, il pari per 1 a 1 in trasferta contro il Parma, con rete della capitana Emma Severini.
La prima battuta d’arresto, dopo l’esordio, arriva in trasferta contro la Juventus, per 1 a 0.
Si riparte nella gara successiva, con il successo in casa contro la Ternana, 1 a 0, rete di Iris Omarsdottir, e nella settimana dopo, altri 3 punti contro il Como Woman in trasferta, con le reti di Katla Tryggvaddotir, Michela Catena ed autorete.
L’ultima gara di dicembre, in casa contro il Genoa, dopo l’iniziale vantaggio viola, le rossoblù trovano il pari nel finale, che rallenta la scia positiva.
Intanto inizia la competizione nazionale della Coppa Italia, negli ottavi hanno la meglio le gigliate che passano a Bologna dopo i calci di rigore.
Nei quarti disputati a gennaio, contro il Milan, il pari in trasferta all’andata con rete di Woldvik, rinvia il passaggio del turno al ritorno in casa.
Il 29 gennaio in una serata di freddo intenso, con la gara equilibrata e combattuta, la rete all’ultimo secondo dei tempi regolamentari di Bredgaard, porta le ragazze viola alle semifinali.
L’unica soddisfazione del periodo, in quanto per diversi infortuni, disattenzioni difensive, calo fisico, tre sconfitte consecutive, frenano la corsa verso le prime posizioni.
La prima in trasferta contro la Lazio, un sonoro 3 a zero per le biancocelesti, la seconda più amara in casa, contro il Napoli, dopo il momentaneo pari di Omarsdottir, le partenopee ottengono l’intera posta in palio, con il finale di 1 a 2.
Chiude questo ciclo terribile, la battuta d’arresto contro l’Inter con un 3 a 0 in trasferta.
La parentesi negativa sembra alle spalle, dopo la vittoria contro il Milan in trasferta, rete di Yanogy, e si consolida con la vittoria, anche se con qualche apprensione nel finale, contro il Sassuolo in casa.
Il risultato finale di 3 a 2, la doppietta di Severini e la rete di Bredgaard rasserenano l’ambiente, anche in vista del doppio confronto contro la Juventus, nelle semifinali di Coppa Italia.
La prima si gioca in casa, la prestazione non premia le ragazze, costrette ad un doppio svantaggio, con reti fortunose delle avversarie, nel ritorno serve un’impresa per approdare alla finale.
Una buona prova arriva anche da Roma con le campionesse in campionato, un pari che porta fiducia e morale, 1 a 1 rete di Yanogy, ma la stanchezza delle gare ravvicinate del periodo, portano un pari a reti inviolate contro il Parma in casa.
La rimonta nella gara di ritorno di Coppa Italia con la Juventus, a fine marzo non avviene, si esce dalla competizione con la sconfitta di 2 a 1, ininfluente il goal della bandiera di Omarsdottir.
Il riscatto immediato potrebbe avvenire nella successiva gara di campionato, la sfida al Rocco B. Commisso Viola Park, di nuovo con le bianconere, porta il pubblico delle grandi occasioni, la gara da sempre considerata di cartello.
Una prova d’orgoglio non basta alle gigliate, costrette per la quarta volta nella stagione a soccombere contro la Juventus, stesso risultato della precedente gara per 2 a 1.
Dopo aver rimesso in pari nella prima frazione, con Omarsdottir, nella ripresa, seconda rete della bianconera Salvay, condanna oltremodo le viola, che subiscono un’altra sconfitta immeritata, per quello visto in campo.
Le ultime gare lasciano poche speranze di riportarsi nelle posizioni da Champions, si rischia il tracollo con la Ternana, ma si recupera con una doppia rimonta, 2 a 2 finale con reti di Filippa Curmark e Maria Luisa Filangeri.
Il calcio riserva sorprese e non dà nulla per scontato, nella penultima gara tra le mura di casa, la rete su rigore realizzata da Bredgaard, contro il Como, apre uno spiraglio per arrivare alla terza posizione, con il presupposto di un risultato negativo delle bianconere.
Le ragazze viola ottengono il risultato prefissato, contro il Genoa ultimo in classifica, 2 a 3, con le reti di Bredgaard, dell’olandese Ilse Van Der Zanden (alla prima rete in maglia viola), di Omarsdottir, che purtroppo non serve a superare la Juventus.
Pochi giorni fa l’ultima gara del campionato, in casa, uno scontro diretto con la Lazio, appaiata a pari punti.
Un solo obiettivo da onorare, vincere davanti al proprio pubblico e chiudere in bellezza una stagione in chiaro scuro.
La gara a ritmi blandi, con la prima azione offensiva delle gigliate al quarto d’ora, ma arriva la rete del vantaggio, che rompe l’equilibrio alla mezz’ora, con la rete di Katla Tryggvaddottir.
Nella seconda frazione, più vibrante per azioni ed occasioni, da annotare l’esordio del portiere Viola Bartalini, al posto della titolare norvegese Cecilie Fiskerstrand.

La centrocampista danese, Sophie Bredgaard, festeggia la sua rete contro la Lazio, fonte ACF Fiorentina
Al 74esimo, il raddoppio di Sophie Bredgaarad, una splendida rete al volo dalla sinistra, che sembra chiudere la gara.
Nei minuti finali, la Lazio accorcia le distanze da una mischia, ma il risultato resta a favore delle gigliate.
Si chiude la stagione con il quarto posto raggiunto, 36 punti realizzati (a 3 di differenza dalla Juve posizionata al terzo, che vale la Champions, ndr), frutto di 10 vittorie, 6 pareggi, 6 sconfitte.
Un colpo di coda delle ragazze che, con la terza vittoria consecutiva dimostrano con carattere di avere buone doti tecniche nelle singole e nel gruppo.
Il tecnico Pablo Pinones Arce, fresco di rinnovo contratto per altri 2 anni, porta nuova esperienza e ha il merito di inserire in prima squadra alcune ragazze della Primavera, sostiene che il percorso di crescita è solo all’inizio, che ci sono i presupposti per diminuire il gap con le grandi.
Considerando il cammino che abbiamo riassunto, tanti i punti lasciati per strada, per disattenzioni, errori, un amalgama di squadra da migliorare, una dose di sfortuna, che portano al rammarico che poteva essere altro epilogo.
La Fiorentina, pioniera della categoria, sfiora il podio e raggiunge comunque un risultato lusinghiero, considerando il nuovo ciclo, dal settore tecnico, con l’arrivo del nuovo allenatore, delle tante ragazze, delle idee innovative da mettere in pratica.
Un punto di partenza per ripartire nella prossima stagione, con una squadra competitiva e di livello, che porti in alto i colori viola, e possa scrivere un’altra pagina importante, del calcio femminile del futuro.

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