(Nella foto, la squadra applaude i tifosi sotto la Curva, di Paolo Giuliani)
Dopo sconfitta in campionato contro il Sassuolo, la peggiore non solo come prestazione, ma per i diversi episodi che hanno evidenziato una squadra allo sbando, si torna in campo, nel quinto turno del girone unico della Conference League.
Nella mattinata della gara, attraverso un’intervista fatta da un quotidiano locale, torna a parlare il patron Rocco Commisso (dopo un silenzio di settimane, ndr), che ribadisce la volontà di restare al comando della società, ripone la massima fiducia nei dirigenti e nel tecnico, si scusa con i tifosi per il momento di difficoltà, certo di uscire dalla situazione di bassa classifica, con il credo del vietato retrocedere.
Un segnale di vicinanza che mette a tacere mugugni e illazioni, anche se alle dichiarazioni devono rispondere i fatti sul campo.
La gara europea, considerata in questo periodo d’intralcio, per la mole di gare ravvicinale, per il poco tempo a disposizione per gli allenamenti, diventa di notevole importanza, un ‘opportunità per cambiare l’attuale trend negativo.
Diversi motivi sono di vantaggio, il tecnico può dare minutaggio ai giocatori delle seconde linee, sperimentare diversi moduli, portare fiducia e autostima nel gruppo.
L’avversario è lo storico club dell’ex Unione Sovietica, la Dynamo Kiev, che dopo l’indipendenza dell’Ucraina, rappresenta i colori della capitale.
Dopo decenni di gloriosa storia calcistica, con campioni e trofei vinti, la Dynamo dopo il primo posto del campionato scorso, attraversa un periodo di crisi e risultati.
Ferma al terzo turno di Champions League, sconfitta nei palyoff di Europa League, in Conference ha ottenuto 3 punti in 4 partite, in campionato nel turno precedente conquista una vittoria dopo 4 sconfitte consecutive, record negativo storico.
Grandi cambiamenti nella squadra ucraina, rispetto ai campioni della passata stagione, la cessione dell’’attaccante Vanat, gli infortuni recenti, il cambio alla guida tecnica da pochi giorni, dall’U19 l’allenatore Igor Kostiuk sostuisce Shovkovski.
Una situazione simile all squadra viola, due squadre entrambe alla ricerca di riscatto e di vittoria.
La gara fissata alle 18.45, in un giorno lavorativo, ma soprattutto il momento non entusiasmante della squadra, porta pochi tifosi sugli spalti, in totale 8.750, uno stadio quasi deserto.
La Fiorentina con la prima maglia viola, gli ucraini in divisa bianca. La terna arbitrale serba, con il direttore di gara Milos Milanovic.
Il tecnico Paolo Vanoli adotta una rotazione con qualche sorpresa, Viti in difesa e Richardson a centrocampo per la prima da titolari, resta il modulo del 3-5-2.
Gli undici di partenza sono: De Gea, Pongracic, Comuzzo, Viti, Dodo, Richardson, Nicolussi Caviglia, Ndour, Fortini, Dzeko (cap.), Kean.
Dopo la sigla della competizione europea, con le squadre schierate in campo, il fischio d’inizio dellarbitro.
La prima occasione viola, cross di Dodo e colpo di testa di Dzeko, di poco alta sulla treversa.
Gli ospiti rispondono, con un buon pressing, guadagnano un corner, dalla cui battuta la difesa gigliata chiude gli spazi.
Dopo un fase di attesa la Fiorentina alza il rtitmo, con diverse azione offensive, un tiro di Kean su cross di Dodo, deviato in corner dalla difesa, si porta sulla battuta Nicolussi Caviglia con un tiro verso il centro, Dzeko di sinistro al volo verso la porta, fermato da Kean, inconsapevole sulla traiettoria.
Al 18esimo arriva il sospirato vantaggio, cross dalla destra di Dodo, colpo di testa di Kean con il pallone all’angolino della porta difesa da Neshcheret.

Moise Kean autore della prima rete, di Paolo Giuliani
La Fiorentina più intraprendente si porta in avanti, diverse azioni con un tiro di Dzeko, pericoloso Kean che recupera palla, salta due avversari entra in area, il suo destro bloccato dal portiere, al 40esimo bella iniziativa di Richardson che dal limite dell’area manda sulla traversa.
Nei minuuti finali, giallo per Ndour che diffidato salterà la prossima gara, dopo 2 minuti di recupero si va all’intervallo.
Nella ripresa buon inizio dei gigliati, ma al 54esimo un tiro di Voloshyn impegna con la prima parata il portiere De Gea.
Gli ucraini continuano a pressare e dopo un minuto arriva il pari, con un gran sinistro dal limite dell’area del centrocampista Mykhailenko.

La rete del momentaneo pari di Mykhailenko, di Paolo Giuliani
Pochi minuti dopo, da un corner battuto da Nicolussi, Viti di testa verso la porta sul secondo palo, dove Kean sfiora la rete, ma colpisce l’esterno della porta.
Al 67esimo triplo cambio per il tecncico Vanoli, Nicolussi Caviglia, Dzeko e Viti lasciano il posto a Kouame, Gudmundsson e Parisi, si passa ad un 4-4-2.
Le sostituzioni portano subito effetti positivi, al 74esimo arriva il raddoppio, azione di Parisi per Kean che di testa impegna in una parata Neshcheret, che respinge corto, il pallone resta davanti la porta, reattivo Gudmundsson che a porta vuolta lo manda in rete.

La seconda rete di Albert Gudmundsson, di Andrea Martini
Grande entusiasmo dei compagni in campo e dalla panchina che festeggiano la rete dell’islandese.

Albert Gudmundsson festeggia con i compagni, di Paolo Giuliani
Nell’ultima fase di gioco altre sostituzioni, Mandragora al posto di Ndour, Koaudio per Dodo.
Ancora pericoloso Kean, cross di Parisi e destro dell’attaccante fermato dal portiere.
Nei quattro minuti di recupero, occasione per gli ucraini, con il pallone che termina distante dalla porta di De Gea.
Il triplice fischio, una vera liberazione, la Fiorentina torna a vincere in casa in Conference dopo più di due mesi.
La squadra dopo fischi e cori denigratori del Mapei nella precedente gara, sotto la Curva dei pochi tifosi, riceve e ricambia gli applausi, un momento di tregua dopo settimane di contestazioni.
Una vittoria che porta fiducia, e interrompe almeno in casa una scia di risultati negativi, anche se come abbiamo scritto un avversario alla portata, che in diverse occasioni ha mostrato buone manovre di gioco.
Sulla prestazione riteniamo sia sufficiente per tutti, un passaggio sbagliato, o una distrazione non condiziona l’andamento generale, buoni segnali rispetto alle precedenti gare, soprattutto dopo il pari, la paura di soccombere, lascia il posto alla determinazione e alla volontà di portare in fondo la posta in palio.
Un buon primo tempo, con De Gea spettatore, poca precisione sotto porta, con la gara aperta che poteva evitare qualche attimo di apprensione fino al triplce fischio.
Tra gli undici, una menzione di merito al marocchino Amir Richardson, titolare a sorpresa, che mette impegno, recupera palloni e con coraggio prova nella conclusione, il buon impatto di Parisi da subentrato che avvia la ripartenza per la seconda rete, la buona prova di Dodo, assist vincente per la prima rete, la crescita costante del giovane Fortini, la professionalità del veterano Dzeko, con la fascia di capitano.
I protagonisti della serata come normale, i due realizzatori, Moise Kean con una prestazione da leader, un guerriero indomito che lotta su ogni pallone, con senso di responsabilità prende sulle spalle la squadra, una spina nel fianco degli avversari costretti a falli per fermarlo, interrompe il digiuno che durava dal 26 ottobre, 3 le reti in totale, una in Conference, lontano dai numeri dello scorso anno, ma un giocatore imprescindibile per la squadra.
Il secondo interprete della serata, l’islandese Albert Gudmundsson, classe e doti tecniche spesso in ombra nel gioco e nella dinamica della gara, ma un giocatore che fa la differenza per essere decisivo, il suo ingresso in campo ribalta il risultato, ed offre una spinta maggiore in attacco. Con cinque reti stagionale, diventa il capocannoniere della squadra.
L’Europa sorride ai gigliati, dopo settimane di tempesta torna il sole, con la fiducia di un gruppo ritrovato, (apprezzate anche le esultanze e gli abbracci tra giocatori), le seconde linee una risorsa, il cambio modulo e le sostituzioni decisivi, un nuovo inizio per ripartire.
Dopo i risultai della quinta giornata di Conference League, la Fiorentina si posiziona all’undicesimo posto, l’ultima gara della prossima settimana contro il Losanna in Svizzera (divise da un punto a favore dei viola), dirà se poter evitare i play off di febbraio o entrare nelle prime otto negli ottavi di marzo.
Il tour di gare ravvicinate, archiviata la competizione europea, prosegue con la fondamentale gara della prossima domenica, lo scontro diretto con il Verona, con gli scaligeri penultimi a 9 punti.
Una finale a tutti gli effetti come ha sottolineato in diverse occasioni il tecnico Vanoli, come tale da affrontare, con il giusto atteggiamento, forte determinazione, ritmo, pressing, fiducia dei propri mezzi.
La prima vittoria del campionato da conquistare, attesa da 14 giornate, per dare continuità alla buona prestazione vista, per dimostrare che il buio è alle spalle, che la strada intrapresa è quella giusta, che il peggiore inizio di stagione può essere ribaltato e trasformato in modo positivo.

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