Diario Viola Fiorentina

Momenti ed emozioni della passata stagione

(Nella foto, Gosens e Palladino, dopo la semifinale Conference League, di Andrea Martini)

Il girone di ritorno parte per la squadra viola con la trasferta a Monza, l’ex squadra del tecnico gigliato.

Nel frattempo il mercato invernale porta il primo supporto, dal Napoli arriva in prestito, il centrocampista Micheal Folorunsho.

I brianzoli inferiori tecnicamente, sorprendono i viola e ottengono tre punti, i mille tifosi, dopo la prestazione senza grinta e carattere, si fanno sentire con cori eloquenti, ma confermano il loro supporto alla squadra.

Il post gara con le dichiarazioni criptiche del direttore sportivo Pradè, acuiscono tensioni e malumori nell’ambiente.

Il periodo negativo prosegue con il pari in casa contro il Torino, clima di festa per lo storico gemellaggio con i granata sugli spalti, ma fischi a fine gara, per un pari arrivato in inferiorità numerica per un intero tempo.

Due punti in sei gara, decretano crisi di risultati e prestazioni. I media locali mettono ancora una volta sotto accusa il tecnico, si prospetta anche un capovolgimento sulla panchina, ma con grande determinazione, l’allenatore difende il gruppo, mette a tacere le notizie degli ipotetici dissapori interni, conferma l’unione d’intenti della società.

Il turno successivo a Roma, sponda Lazio, squadra in forma fisica, alla guida il fiorentino Marco Baroni. Primo tempo strepitoso, doppio vantaggio, dimezzato nei minuti finali, che diventa di totale sofferenza per il pressing dei laziali, un De Gea strepitoso, e la prova corale porta vittoria e morale.

Il momento di difficoltà sembra alle spalle, anche se restano i detrattori verso il tecnico. Il bis del successo arriva nella gara successiva al Franchi contro il Genoa.

Una rete da cineteca di Moise Kean, il centravanti idolo del popolo viola, una capacità realizzativa impressionante, standing ovation per il bomber viola, 13 goal in campionato, 17 totali.

Per la cronaca raddoppio dell’islandese Gudmundsson, che sembra tornare al suo livello di buone doti tecniche.

Nel frattempo dal mercato invernale arrivano altri rinforzi, oltre il citato Folorunsho, in ordine cronologico dal Monza il difensore Pablo Marì, dal PSG il centrocampista Cher Ndour, dall’Atalanta l’attaccante Nicolò Zanioli, dalla Juventus il centrocampista Nicolò Fagioli.

Dopo nubi e temporali nella Fiorentina sembra essere tornato il sereno, e con l’entusiasmo delle due ultime vittorie, si torna in campo pochi giorni dopo.

Il recupero il 6 febbraio, dopo 67 giorni dalla gara sospesa per il malore di Bove, la sfida contro l’Inter.

La squadra viola rimaneggiata per infortuni e problemi fisici, 16 in tutto da movimento, due portieri in panchina, tre ragazzi dalla Primavera.

Si inizia come da regolamento dal minuto dell’interruzione. Gara piacevole con diversi ribaltamenti di fronte, ma al 59esmo, esplode il Franchi, nell’occasione tutto esaurito, per il vantaggio realizzato da Ranieri.

Il raddoppio arriva dall’incontenibile Kean, che fa impazzire ogni singolo spettatore, ma l’apoteosi arriva con la sua personale doppietta, una serata indimenticabile, con una prestazione perfetta contro la corazzata dei Campioni d’Italia.

Si festeggia la Fiorentina ma anche il bomber di ruolo, Moise Kean, con il miglior rendimento personale (15 in campionato, ndr), rivitalizzato dalla fiducia dell’allenatore, il principale artefice di una squadra che fa sognare.

La classifica sorride con il quarto posto.

Il destino beffardo ripropone la sfida nel successivo turno, come da calendario, in trasferta a San Siro, purtroppo in questo caso, con epilogo opposto.

Incredibile svista arbitrale con pallone fuori dalla linea, dal corner arriva il vantaggio dei nerazzurri. Si ristabilisce la parità su rigore, battuto da Mandragora, ma disattenzioni di marcatura, e superiorità tecnica degli avversari, porta alla sconfitta immeritata.

La successiva gara nel lunch match della 25esima giornata, la neo promossa del Como, sorprende una Fiorentina spenta, pesa l’assenza di Kean, interruzioni continue, due episodi, un contropiede e un tiro dalla distanza, portano un’altra sconfitta.

Il momento negativo prosegue anche nella seguente sfida, a Verona contro gli scaligeri, una gomitata mette KO l’attaccante Kean, che dopo le prime cure e la sutura alla ferita, cerca di restare in campo, pochi minuti dopo si accascia a terra, tra lo sgomento generale, esce in barella.

Una gara ostica e senza spettacolo, nei lunghi minuti di recupero la beffa della rete dei veronesi, per disattenzione difensiva, porta la terza sconfitta consecutiva per i viola.

Dal 28 febbraio al 16 marzo un tour ravvicinato di gare, dal ritorno al successo in casa contro il Lecce, rete di Gosens, alla gara di andata contro i temibili greci del Panathinaikos, con inizio shock, ma con il recupero di due reti di Beltran e Fagioli, che mantengono aperta il passaggio ai quarti.

La gara termina 3 a 2, ma il rientro dalla trasferta greca, avviene a poche ore dalla difficile sfida contro il Napoli.

Lo stadio dei partenopei esaurito in ogni settore, i viola subiscono la rete dello svantaggio per un rinvio corto del portiere viola.

Gli azzurri trovano il raddoppio, ma la ripresa per i viola è di grande carattere, con la rete che apre la gara, dalla distanza Gudmundsson dimezza lo svantaggio. Il forcing finale dei viola non basta, che incassano un’ altra sconfitta.

La sfida successiva il ritorno degli ottavi in casa contro il Panathinaikos.

Tre reti ad uno, Mandragora, Gudmundsson e Kean portano i viola ai quarti, nel doppio confronto di aprile con gli sloveni del Clje.

Una serata da incorniciare, la gara mai come le altre, quella successiva, la sfida al Franchi contro la nemica di sempre Juventus.

La tifoseria organizza la coreografia, polemiche per la frase non amichevole verso i bianconeri, in tribuna un beniamino indimenticato Gabriel Batistuta, la dedica al dirigente Barone ad un anno dalla scomparsa, diversi momenti di emozioni e finale di tripudio.

Un successo netto con tre reti, dall’angolino di Gosens, al bolide di Mandragora, all’ottava rete dell’islandese Gudmundsson.

Tutta la squadra e lo staff tecnico sotto la Curva, per festeggiare una vittoria da ricordare.

La sosta ferma il momento positivo dei viola, che riprende due settimane dopo con un altro successo contro una big, è il turno dell’Atalanta, in lotta per lo scudetto.

Una delle migliori prestazioni dei gigliati, il solito Kean sul tabellino dei marcatori, un Franchi in festa, la Fiorentina  si conferma come “l’ammazza grandi”. Un’altra big sul cammino viola nella successiva gara, il Milan al Meazza di San Siro.

Un doppio vantaggio degli ospiti, Gudmundsson che costringe l’avversario in autorete, Kean per il raddoppio, rete rossonera che apre la gara, eurogoal di Ranieri annullata per un precedente intervento, pari  rossonero del 2 a 2 nella seconda parte dell’ex Jovic.

Un doppio pari che lascia rammarico, ma che chiude un ciclo di ferro con 7 punti conquistati, 17 reti del centravanti Kean.

Un aprile e un maggio per chiudere la stagione, di impegni ravvicinati, con grandi aspettative, ma con una serie di spiacevoli episodi che porteranno ad un epilogo, che nessuno avrebbe immaginato.

I quarti con gli sloveni sono più complicati del previsto, ma con il successo nella piccola cittadina, per 1 a 2 con reti di Ranieri e Mandragora e il 2 a 2 in casa, marcatori Mandragora e Kean, si passa alla terza semifinale consecutiva di Conferenze League.

Tra le due gare europee il pari in casa con il Parma a reti inviolate, ancora polemiche e mugugni per i punti lasciati alle “piccole”, la lunga trasferta di Cagliari prevista per il 21 e rinviata al 23 per la morte del Pontefice.

Dopo due giorni in terra sarda con notevoli difficoltà di ogni ordine, alla vigilia della gara Kean lascia il ritiro per problemi familiari.

Il risultato positivo per 1 a 2 a vantaggio dei viola, reti di Gosens e Beltran, riporta fiducia e morale per affrontare le sfide finali.

La sfortuna che pare essere dalla parte dei viola, si conferma con il forfait dell’ultima ora di Dodo, per un attacco di appendicite.

La gara successiva il derby toscano con l’Empoli, un sfida sempre difficile per la sentita rivalità degli azzurri con la squadra viola. Altro successo per 2 a 1, Adli e Mandragora, che portano punti importanti, per restare nella parte alta della classifica.

Un maggio incredibile quanto inaspettato per l’ambiente viola, la prima sfida la trasferta con gli avversari più forti affrontati nei tre anni di Conference, gli spagnoli del Betis Siviglia.

L’ambiente surriscaldato con lo stadio esaurito in terra spagnola, e il maggiore livello tecnico, costringono alla resa dei viola, ancora assenti Dodo e Kean, Cataldi costretto a lasciare il campo.

Un doppio vantaggio che poteva essere di maggiore passivo, la rete di Ranieri lascia spiragli aperti per sovvertire il risultato, la settimana successiva al Franchi.

Prima del match di ritorno, la trasferta a Roma, una sconfitta con una rete di scarto, e un difesa coriacea dei giallorossi.

Nel pre gara della semifinale, nella consueta conferenza europea, si conferma l’opzione esercitata dalla società, con il terzo anno, dopo i due anni di contratto, del tecnico campano Palladino, dopo l’annuncio avvenuto sui canali ufficiali.

La serata al Franchi contro il Siviglia, delle grandi occasioni, stadio esaurito, rientra Dodo a tempo record, anche Kean tra i titolari.

Una punizione con tiro perfetto di Antony, porta gli andalusi in vantaggio, ma due gran tiri di Gosens ribaltano e riportano in pari il risultato tra andata e ritorno.

Dopo varie situazioni si va ai supplementari.  Gli ospiti più in forma fisicamente chiudono i conti con la rete del pari, che significa finale, resta l’amara delusione dei viola, costretti a percorrere la sola strada, non semplice, del campionato, per tornare in Europa.

Le ultime sfide appunto, sembrano alla portata, Venezia ed Udinese fuori casa, il Bologna al Franchi.

Nella laguna si compie l’ennesima sconfitta, 2 a 1 (rete di Mandragora ), la terza in ordine cronologico, la più amara per l’avversario mediocre, che acuisce malumori e fischi all’indirizzo della squadra.

L’ultima in casa, viene evidenziata dai media locali, più dall’accoglienza dei tifosi verso l’ex tecnico Italiano (tre anni n viola, fresco vincitore di Coppa Italia, passato al Bologna), che sulla gara in campo.

Una serata incredibile e paradossale, si passa in vantaggio, ma lo zoccolo duro della tifoseria tramite striscioni e cori inizia una contestazione contro il ds Pradè e il tecnico Palladino.

Il risultato, un rotondo 3 a 2, Ranieri, Richardson e il solito Kean che torna al goal dopo un mese di astinenza, non attutisce l’amarezza di situazioni inappropriate e fuori luogo, che mettono in secondo piano la vittoria ottenuta.

L’ultima battaglia in campo in Friuli contro l’Udinese, si parte in svantaggio e si ribalta con due reti, Fagioli e Comuzzo (splendida rete del classe 2005 arrivato dalla Primavera, la prima nella massima serie), il pari non accontenta i viola che ancora con Kean chiudono la gara.

La Fiorentina si classifica sesta, 62 punti conquistati, migliore posizione degli ultimi dieci anni, ritorno in Conference League (anche per la sconfitta della Lazio, battuta due volte), un bilancio positivo.

Dopo la chiusura del calcio giocato, la dirigenza viola con il direttore generale Alessandro Ferrari, il ds Daniele Pradè, in collegamento con il patron Rocco Commisso, convocano una conferenza stampa, per analizzare la stagione, per mettere le basi per il futuro.

Tutto sembra rientrare nell’ordine delle cose, ma il 28 maggio, arrivano come un fulmine a ciel sereno, le dimissioni del tecnico Raffaele Palladino.

I gruppi organizzati della tifoseria con un durissimo comunicato attaccano società e dirigenti, anche la parte più diplomatica si associa con toni più pacati.

La Firenze del calcio si divide come al solito, a favore e contro, nessuna risposta, come giusto, dalla dirigenza.

Il caos assoluto con una lista di ipotetici tecnici, quasi certo (non si hanno ancora notizie ufficiali) il ritorno di Stefano Pioli, bloccato per problemi burocratici in Arabia, già sulla panchina gigliata dal 2015/17.

Il mercato di acquisti e cessioni, in pieno fermento, tutto da definire, compresi riscatti e prestiti, a meno di un mese dal ritiro di metà luglio, nessuna certezza.

Termina il nostro excursus della stagione passata, con momenti ed emozioni vissuti sui campi, tra entusiasmo e delusione, raccontate con la passione di sempre, amanti irriducibili  della splendida arte dello scrivere.

Ripartiremo con lo stesso spirito di abnegazione, con i prossimi capitoli della storia viola, per proseguire oltre il tempo ed i protagonisti che la rappresentano.

Autore

Patrizia Iannicelli

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