(Nella foto, da sinistra il DG Ferrari, il tecnico Vanoli, il DS Goretti)
Il mese di novembre per la Fiorentina inizia con diversi capovolgimenti a livello tecnico, le dimissioni per ds Pradè, l’esonero del tecnico Pioli, la panchina affidata a Galloppa (allenatore della Primavera) per la gara di Conference, e il passaggio di testimone a Paolo Vanoli, con l’esordio ufficiale nella gara a Genova.
Qualche notizia del passato, per conoscere il nuovo mister, ex difensore, nasce a Varese il 12 agosto 1972.
Una buona carriera da calciatore, iniziata a 21 anni, dopo aver disputato diversi campionati dilettantistici, nel Venezia, con due stagioni in serie B.
Nel 1995 passa al Verona, con un anno in serie cadetta e due in serie A. Nel 1998 al Parma, in due anni vince una Coppa Uefa (segna una delle tre reti contro l’Olympique Marsiglia in finale), una Coppa Italia e una Supercoppa.
Nel 2000 arriva alla Fiorentina, dove nel 2002, vince la sua seconda Coppa Italia, autore della rete nella finale contro il Parma.
Dopo il fallimento della società toscana passa al Bologna, e nel 2003 nel Glasgow Rangers per una stagione e mezza.
Nel 2005 torna in Italia nel Vicenza in serie B, nell’anno successivo tenta l’esperienza in Grecia nell’Akratitos, con 4 partite all’attivo.
Esordisce con la maglia della Nazionale nel 1999, con un paio di presenze.
La carriera di allenatore parte nel 2007, fino al 2009 con una formazione di serie D, il Domigliana.
Poi una lunga serie di collaborazioni dal 2010 al 2017, nello staff tecnico della FIGC, dall’U16 all’U19, entra a far parte della Nazionale maggiore come assistente tecnico di Gian Piero Ventura, dopo otto anni con le dimissioni chiude l’esperienza in federazione.
Nella stagione 2017/18 entra nello staff di Antonio Conte nel Chelsea, nel 2019 segue lo stesso allenatore nell’Inter, fino al 2021.
La prima panchina da allenatore in un club professionistico, arriva nel dicembre 2021, con lo Spartak Mosca, vince la Coppa Di Russia, ma a causa del conflitto russo-ucraino non rinnova.
Nel novembre 2022 subentra ad Andrea Soncin nel Venezia in serie B, con un contratto biennale.
L’anno dopo con i play off, porta i lagunari in serie A.
Dal giugno 2024 approda al Torino, dopo una sola stagione, interrompe la collaborazione con il club granata.
Si arriva così all’attualità, il 7 novembre, viene ufficializzato la nomina come nuovo allenatore della Fiorentina.
Dopo aver ottenuto il primo punto nella trasferta al Marassi, dal WindTre Media Center del Viola Park, il 12 novembre, la serata di presentazione alla stampa, del neotecnico Paolo Vanoli e del DS Roberto Goretti, già collaboratore di Pradè come direttore tecnico.
Ad introdurre la conferenza, e con vari interventi una volta chiamato in causa, il direttore generale Alessandro Ferrari.
Tante le domande alle quali dirigenti e tecnico rispondono, diverse le tematiche, dal recente passato, alle cause dell’esonero dell’ormai ex Pioli, il mercato, gli allenamenti, gli obiettivi futuri.
Messaggi importanti le prime parole del neotecnico Vanoli, concetti che racchiudono il suo pensiero calcistico, parla di una sfida che accoglie senza paura, ma con grande motivazione ed energia, un percorso lungo da affrontare con grande lucidità.

Il neo tecnico Paolo Vanoli
Interviene prima della risposta del ds Goretti, sul mercato, non è il momento afferma, perché bisogna solo pensare alla prossima gara (Juventus, ndr) importante e difficile, lavorare di partita in partita, fare piccoli passi, con piccoli traguardi, con umiltà, senza guardare indietro, con consapevolezza e lucidità, del lavoro quotidiano, per dare qualcosa al presidente ai nostri tifosi.
La mentalità di calarsi nella realtà attuale, aggiunge, si acquisisce anche facendo capire gli errori fatti, come si fa con i propri figli, nello stesso tempo meglio non esprimere opinioni, in quanto possono essere distorti, si riferisce a qualche contatto dei giocatori con i giornalisti.
Sul modulo, ribadisce, di fare le cose semplici e trovare compattezza, “bisogna sempre vincere, ma nel caso evitare di perdere”, di prendere goal su calci piazzati, di adottare la marcatura ad uomo.
Sui tifosi, parla di doverli riconquistare con sacrificio, e voglia di uscire dalla situazione attuale, accettare le critiche, con senso di responsabilità, il gruppo ha voglia di fare bene, continua, bisogna avere tempo, senza la frenesia di ottenere tutto in due gare.
Fagioli e Gudmundsson, considera giocatori di qualità, ma che devono dimostrare le loro doti, anche i subentrati, con 5 cambi a disposizione, il 50%, devono dare il loro contributo.
Con grande sincerità, parla dei test fisici fatti nella prima mattinata di allenamento, un modo per organizzare il lavoro sui singoli, avere parametri sui quali lavorare e migliorare.
Per il futuro presto fissare obiettivi, concentrati sul prossimo allenamento, per aggiungere un altro tassello.
Sul reparto offensivo, di come possono coesistere Kean e Piccoli, ha affermato, che bisogna mettere in condizione gli attaccanti di segnare, possono giocare soli o insieme, ma sempre a disposizione della squadra.
Quanto può essere pesante essere nella Fiorentina, con la pressione esterna, il tecnico parla di maglia pesante per chi la indossa, quindi, è necessario fare capire ai ragazzi giovani il valore e cosa rappresenta.
Infine, non cerca nessun alibi con lo stadio, ridotto per i cantieri, sostenendo che anche fuori casa i tifosi sono presenti.
Il nuovo direttore sportivo Roberto Goretti, ribadisce che il ruolo chiamato a ricoprire, lo ha già svolto in molti anni di carriera, ha ringraziato il suo predecessore Pradè, ma anche il direttore Ferrari e la famiglia Commisso, per la opportunità data.

A destra il DS Roberto Goretti
La figura del nuovo tecnico una sua scelta, per la loro amicizia, perché conosce l’ambiente ed è capace di affrontare una situazione di emergenza.
Sul mercato si parlerà al momento opportuno, ha ribadito, in sintonia con l’allenatore, nessun altra figura esterna come direttore tecnico, con il solo collaboratore Raffaele Rubino, già nello staff.
Consapevole quanto nel mondo del calcio tutto è relativo, guarda al presente, ma con il massimo lavoro di poter restare dieci anni, o una sola settimana.
Sui dettagli del contratto di Vanoli, indica la data fino a giugno del 2026, con opzione per l’anno successivo, sottolinea la grande disponibilità dell’allenatore, ad accettare la proposta senza condizioni.
Ribadisce il concetto del tecnico, lavoro quotidiano con la massima concentrazione, uscire dal momento negativo, di conseguenza, creare le scelte per il futuro.
La concezione di pensare al presente con scelte semplici, navigando a vista.
Il direttore generale Alessandro Ferrari, spiega dopo la polemica del CT azzurro Gattuso, come è stato gestito l’infortunio di Kean, come sono arrivate le dimissioni di Pradè, un passo per non alimentare altre polemiche, dopo la rottura con i tifosi.
Parla di stagione diversa dopo le aspettative dell’estate, di un presidente battagliero che dimostra ancora ambizione, dopo una cifra già spesa di 500 milioni.
L’obiettivo dato a Vanoli, continua è di mettere un tassello alla volta, uscire dall’ultimo posto in classifica, lottare su più fronti, Conference e Coppa Italia.
Chiude affermando, che non ha mai pensato alle dimissioni, dopo il record dei punti dello scorso anno, condiviso con Commisso e Pradè, il presidente pone la massima fiducia nei suoi confronti, ulteriore stimolo a fare meglio, ogni decisione ultima del patron.
Una conferenza fiume di domande e risposte, dei principali componenti di vertice della società viola, il direttore generale Alessandro Ferrari, il dirigente dell’area tecnica Roberto Goretti, il neotecnico Paolo Vanoli.
Sincerità, schiettezza, condivisione sul lavoro, valutazioni del recente passato, ammissioni di errori fatti, nessun proclama, forti motivazioni, concetti semplici ma di grande importanza.
Inizia così un nuovo ciclo, quello di Paolo Vanoli ed il suo staff, frasi dirette che hanno già portato un’ondata di aria fresca, con consensi positivi, sia della stampa, ma anche dell’ambiente.
Ora la palla passa, non solo metaforicamente, al campo, ai risultati ottenuti, che sono la sola cosa importante, per dimostrare il valore del tecnico, per scrivere un’altra pagina, della storia quasi centenaria della Fiorentina.

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