(Nella foto, Manor Solomon, autore della rete, di Paolo Giuliani)
Dopo le sconfitte contro il Cagliari in campionato, ed il Como che ha sancito l’addio alla Coppa Italia ( forse preventivata per dare la priorità assoluta alla permanenza nella massima serie), la totale concentrazione si sposta sulla delicata trasferta contro i Campioni d’Italia, allo stadio Diego Armando Maradona.
Nel frattempo, le ultime ore concitate del mercato invernale, (chiuderà il prossimo lunedì 2 febbraio alle 20.00), dopo le uscite di Dzeko, Viti, Sohm, Nicolussi Caviglia, Pablo Marì, Richardson, Sabiri, gli arrivi di Salomon ed Harrison, l’israeliano e l’inglese esterni, Fabbian, trequartista, anche mezz’ala, Brescianini centrocampista interno.
Una mezza rivoluzione rispetto alla campagna estiva, con ruoli ancora scoperti come un difensore centrale e un mediano da interdizione, a meno che non ci siano altre uscite, e quindi altrettante entrate.
Un momento particolare anche per il tecnico Vanoli, che deve considerare gli infortunati, su tutti l’attaccante Moise Kean, fermo per un problema alla caviglia.
Il numero 20, subisce un duro colpo il 21 dicembre, ma torna in campo con infiltrazioni peggiorando il problema, fino alle ultime tre gare saltate.
In attacco, rischia il forfait anche Roberto Piccoli, dopo il risentimento muscolare, per un colpo rimediato in Coppa Italia, entrambi gli attaccanti convocati per la gara, come arruolati anche Dodo e Mandragora, fermi in Coppa Italia.
Il settore ospiti dello stadio Maradona vuoto, a causa del divieto trasferte fino al termine della stagione imposto dal Viminale, dopo gli scontri dei supporter viola e romanisti, sull’autostrada A1, il 18 gennaio prima della gara contro il Bologna.
In tribuna al seguito della squadra, il neopresidente Giuseppe Commisso con sua madre Catherine, il dg Alessandro Ferrari, l’ad Mark Stephan.
Il Napoli del tecnico Conte, dopo l’uscita dalla Champions nei giorni precedenti, vuole riscattare la sconfitta, non perdere terreno dalle prime posizioni, e ritornare nella principale competizione europea.
La gara della 23esima giornata, fissata nel preserale del sabato alle 18.00, il direttore di gara, il signor La Penna.
Prima della sfida, il club partenopeo consegna alla famiglia Commisso, una maglia azzurra con la scritta “Commisso 5, e un mazzo di fiori, in ricordo del presidente viola Rocco B. Commisso, scomparso il 16 gennaio.
La formazione di partenza, con il modulo del 4-1-4-1, De Gea tra i pali, Dodo, Comuzzo, Pongracic, Gosens, Fagioli Solomon, Fabbian, Brescianini, Gudmundsson, Piccoli.
La squadra gigliata in completo viola, il Napoli con la prima maglia azzurra.
Prime fasi di studio delle due squadre, con ritmo blando, ma dopoal primo affondo, dopo dieci minuti arriva il vantaggio dei padroni di casa.
Lancio lungo con Pongracic che non riesce ad intervenire su Hojlund, Vergara supera Brescianini, il bianco celeste si invola verso la porta, davanti a De Gea, tiro preciso e goal.
Il campano classe 2003, alla seconda rete, dopo quella realizzata in Champions.
I viola non trovano una immediata reazione, in balia degli avversari, si gioca in una sola metà campo, Comuzzo salva sulla linea, un tiro di Hojlund.
Il primo affondo dei viola, verso la porta avversaria intorno al 25esimo, con una doppia occasione, prima Piccoli dal limite dell’area colpisce il palo di testa, un tiro di Gudmundsson viene parato dal portiere Meret.
Nel frattempo si infortuna il capitano Di Lorenzo, che esce in barella.
Dopo un buon momento dei viola, il Napoli si riporta in avanti, gli ospiti cercano di chiudere gli spazi.
Dopo 5 minuti di recupero si va all’intervallo.
Nella ripresa il primo cambio per il tecnico Vanoli, esce Fabbian per Mandragora.
Pochi minuti dopo, il raddoppio dei partenopei, il terzino Gutierrez dalla destra riceve palla, si sposta il pallone sul sinistro e con un tiro a giro manda il pallone in rete, 2 a 0.
Gli ospiti più attivi si portano in area e al 57esimo dimezzano lo svantaggio, Dodo crossa un pallone per Piccoli, il cui tiro viene rinviato da Meret, sulla ribattuta il più veloce Solomon che manda il pallone in rete.

Il Brasiliano Dodo, tra i migliori della gara, di Paolo Giuliani
Si riapre la gara con la Fiorentina che prova a rimettere in pari il risultato.
Al 70esimo triplo cambio, Ranieri, Parisi e Kean al posto di Gosens, Brescianini e Solomon.
L’ingresso di Kean vivacizza la fase offensiva, prende palo ma in fuorigioco, tiro potente deviato da Meret in corner.
Gioco fermo per un colpo preso da Vergara, non ravvisato inizialmente dall’arbitro.
Al 79esimo Fazzini al posto di Gudmundsson.
Il nuovo assetto mette a repentaglio la difesa del Napoli, anche se i viola non riescono a concretizzare.
Minuti finali concitati, nei 4 di recupero, Piccoli in area non trova la precisione verso la porta, Kean su cross di Fagioli, controlla ma sbaglia l’utimo passaggio.
Il triplice fischio chiude la sfida, con l’ennesima sconfitta per la squadra gigliata, un primo tempo scialbo e con poca convinzione, con i partenopei padroni del campo, nella seconda parte, dopo aver subito la seconda rete, i viola avrebbero meritato il pari, con gli avversari più volte in difficoltà.
Resta il rammarico per non aver approfittato della situazione di emergenza dei Campioni d’Italia, che con tante riserve ottengono il massimo risultato, anche con un calo fisico nel finale, ma soprattutto per le disattenzioni degli avversari.
I numeri parlano in maniera inequivocabile, 36 reti subite in 23 gare, un dato che penalizza soprattutto il reparto difensivo, sul banco degli imputati, a prescindere dallo schema tattico e dai diversi difensori.
In mediana, i nuovi arrivati non ancora assemblati negli schemi e nelle idee di gioco, qualche segnale dal reparto offensivo, il rientro di Kean una ottima notizia, anche se Piccoli sfiora il goal e in prospettiva potrà dare un buon contributo.
Tra i migliori citiamo Dodo, il più propositivo, suo il cross che porta alla rete di Solomon, e l’israeliano appunto, che realizza la sua prima rete in viola.
La classifica resta invariata, la Fiorentina resta terzultima, con le dirette antagoniste che non guadagnano punti, ma con il problema evidente di soccombere per i soliti errori dei singoli giocatori, che portano lo stesso epilogo.
Una stagione partita male, che sembrava avesse preso una diversa piega dopo i 4 risultati utili consecutivi dall’inizio dell’anno, ma la terza sconfitta in una settimana (compreso il turno di Coppa Italia), evidenziano prestazioni a sprazzi anche nella stessa gara, e mancanza di concentrazione.
Il mese di febbraio sarà un tour de force di 5 gare da disputate, dalla sfida con il Torino, il prossimo sabato al Franchi, ai play off di Conference con i polacchi del Jagellonia, con la trasferta nel mezzo con il Como e il derby toscano in casa con il Pisa.
Un periodo dove tutti dovranno dare il massimo supporto e lottare con grinta e determinazione, per raggiungere il minimo obiettivo della salvezza, superare il turno europeo, e cancellare mesi di umiliazioni e delusioni.
In nome di Firenze e della Fiorentina che meritano ben altri spettacoli.

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