Diario Viola Fiorentina

Un Campione del Mondo sulle rive dell’Arno

Dopo la presentazione della maglia, la prima uscita ufficiale, del nuovo tecnico della Fiorentina, Fabio Grosso, è il 9 luglio alle 14.00, con la prima conferenza stampa, dal Wind Tre Media Center, del Rocco B. Commisso Viola Park.

Una data non casuale, in quanto vent’anni fa, nello stesso giorno, l’Italia di Marcello Lippi, conquistava a Berlino, lo storico trofeo, della Coppa del Mondo.

Uno dei protagonisti, fu proprio Fabio Grosso, che realizzò l’ultimo rigore contro la Francia, che portò al quarto titolo mondiale.

Il neo allenatore viola (nato a Roma nel 1977), ex calciatore fino al 2012, intraprende la carriera di allenatore dal 2013, partendo delle giovanili della Juventus.

Dopo varie esperienze in diverse società, dal 2024 sulla panchina dei neroverdi del Sassuolo, dove ottiene una promozione dalla B alla massima serie, e nella precedente stagione un undicesimo posto.

L’allenatore ha firmato un contratto fino al 2028, con opzione per l’anno successivo.

In una sala gremita, il nuovo tecnico accompagnato dal DG Alessandro Ferrari e dal DS Fabio Paratici, si sottopone alle domande dei giornalisti.

Da destra il DG Ferrari, il tecnico Grosso, il DS Paratici

Introduce la conferenza il DG Ferrari, che parla della scelta condivisa con la famiglia Commisso, dopo la proposta del DS Paratici, profilo scelto con un doppio ruolo, sia a livello tecnico ma anche manageriale, per costruire una Fiorentina più solida.

La parola passa al tecnico, con le prime risposte, ma soprattutto con i ringraziamenti verso i dirigenti e alla proprietà viola per l’opportunità concessa, si mostra orgoglioso di essere nella Fiorentina, club storico.

Non dimentica il Sassuolo, che ringrazia per i due anni bellissimi trascorsi, che gli hanno permesso di arrivare nella nuova società.

Inevitabile non ricordare la data del 2006, il tecnico evidenzia i tanti anni passati, dei cambiamenti del suo mestiere, ma di un  un momento storico vissuto,  ricorda anche la vittoria di un campionato Juniores, vinto 30 anni prima, da giocare.

L’importanza di essere il tecnico del centenario, continua è motivo di grande responsabilità, per questo motivo con la società, concordi nel costruire una Fiorentina competitiva e duratura.

Vincere un trofeo, sarebbe il sogno di tutti, sottolinea il mister, le emozioni sono determinanti, come 30 e 20 anni fa, anche oggi afferma, di vivere le stesse emozioni di allora, come di essere in questa nuova avventura.

Il nostro obiettivo, aggiunge, la voglia e l’ambizione di alzare l’asticella, certo ci sarà tanto lavoro da fare, deve ancora sentire e capire i ragazzi della squadra, per comprendere le stesse sensazioni.

Prosegue dicendo che, sarebbe orgoglioso di poter realizzare, in futuro,  quello che si pensa di fare nell’immediato, una Fiorentina protagonista del campionato, ma nello stesso tempo è necessario quello che deve essere fatto attraverso il lavoro, servono fatti più che paole.

Sui giocatori, afferma, stanno facendo le ultime valutazioni, parla di gestione del gruppo determinante, non ha avuto contatti, con i singoli, il ritrovo sarà domenica (inizio ritiro, ndr), a breve verrà comunicata la lista definitiva.

Sul  modulo, ha ribadito di avere le idee chiare, cercando di metterle in campo una squadra con qualità e coraggio importanti, poi bisognerà adeguarsi alla realtà che si trova.

L’idea è il modulo del 4-3-3, quello adottato dal mister, che afferma di voler continuare a farlo, 4 difensori, 3 centrocampisti, 3 offensivi.

Il discorso va sull’ultimo nome di mercato, ufficiale l’arrivo del centrocampista francese, Arthur Atta dall’Udinese.

Il mister si rivolge al DS Paratici (ridendo,ndr), in quanto aveva chiesto poco prima se davvero potesse arrivare, fa i complimenti al dirigente sul nuovo acquisto, si mostra entusiasta parlando di qualità e potenziale elevato, lo colloca come mezz’ala sinistra.

Sulla piazza di Firenze, parla di essere stato parsimonioso in passato con le parole, anche se gli piace ridere e scherzare, ma nel momento delle responsabilità, bisogna dare un giusto peso alle parole.

Rispetto all’inizio prosegue, diventato più loquace, ma solo per dire le cose nel modo giusto.

L’ambiente ha una passione grandissima, Firenze città unica al mondo, e quindi motivo per lavorare al meglio.

Il Direttore (Paratici, ndr), aggiunge, sta lavorando per creare una squadra importante, non sempre è facile avere giocatori bravi e costruire una squadra.

Sulla nomina del futuro capitano, ribadisce di voler parlare con i giocatori, di capire le loro motivazioni con le tante aspettative, di scoprire i valori, di decidere insieme.

Ci sarà un ordine di capitani, aggiunge, ma prima necessario conoscere.

Una domanda anche sull’ex Thorstvedt (accostato ai viola in questo mercato, ndr), la risposta del mister, non è piacevole parlare di altri ragazzi, anche se coglie l’occasione per ringraziare tutti i ragazzi dell’ex Sassuolo.

Sul giocatore parla di grande stima,  lo considera di qualità, ma non crede sia opportuno parlare dei singoli, piena fiducia nel direttore, al quale non ha fatto richieste specifiche, ma solo confronti per le caratteristiche tecniche.

Il commenti degli ultimi giocatori arrivati, Viery (difensore brasiliano), e Dragusin (difensore rumeno), sul primo ha affermato di volerlo conoscere, visto il grande potenziale, sul secondo un acquisto importante, che arriva da una società di primo livello.

Su Kean e Fagioli, se ritiene al centro del nuovo progetto, ha risposto di conoscere Kean da quando era ragazzino, allenato nella Primavera, ha doti fisiche e tecniche, un giocatore con il quale confrontarsi, su Fagioli conferma le qualità con prospettive di miglioramenti, un giocatore importante.

Sulla gestione dei giovani, fa i complimenti alla Primavera e all’U18, per i successi conquistati, l’obiettivo non è quello di vincere trofei, anche se vincere fa piacere, i ragazzi bravi sono sempre stati inseriti in campo.

L’idea preosegue, fare un mix, come già successo nella storia personale e del direttore, tra giovani in prospettiva e giocatori di esperienza, si valuterà giorno per giorno.

Un parere su Gudmundsson, il tecnico parla di un giocatore di qualità, con potenzialità, ma dopo un suo confronto potrà decidere, se disposto a lavorare sodo per ottenere risultati.

Sulle temperature torride, nel ritiro del Viola Park, ribadisce che il centro sportivo è unico, “dove c’è tutto”, costruire la squadra dentro la propria casa una scelta, tutte le situazioni  portano vantaggi e svantaggi, come resistere alle difficoltà nei momenti di calura.

L’ultima domanda si riferisce alla caratteristica dalla quale partire, il bel gioco, il tecnico ribadisce di essere una priorità, che deve essere coadiuvata con i valori umani dei giocatori, bisogna essere orgogliosi di fare tutto insieme, cercando di esprimere un bel gioco.

Conclude, ribadendo, di volere un gruppo con valori importanti, che possa esprimere un gioco piacevole.

Il neo allenatore Fabio Grosso, con emozione ed entusiasmo, esprime così i suoi primi concetti, una Fiorentina con principi e valori comuni, competitiva e duratura, tendente al lavoro, costruzione qualcosa di bello.

Un tecnico consapevole della massima opportunità che gli si presenta, arrivato con le stesse emozioni che ha trasmesso dopo l’ultimo rigore calciato nella notte di Berlino, con la voglia di poter riportare l’entusiasmo, dopo una stagione di delusioni.

Un campione del Mondo sulle rive dell’Arno, ci sembra di buon auspicio, per iniziare l’anno che festeggia, il centenario della Fiorentina.

Autore

Patrizia Iannicelli

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