(Nella foto, la squadra di partenza, di Paolo Giuliani)
Dopo l’arrivo del direttore sportivo Fabio Paratici, salutato dall’ambiente come una ventata di aria nuova nella società viola, tutta l’attenzione si sposta sulla gara di campionato.
La 24° giornata di serie A, nell’anticipo serale del sabato, alle 2045, mette di fronte la Fiorentina al Torino.
La giornata piovosa, anche se la temperatura piuttosto alta, fino al fischio d’inizio, a tratti durante la gara, porta comunque sugli spalti, 19.178 spettatori.
In tribuna con il direttore generale Alessandro Ferrari, il nuovo dirigente sportivo, Fabio Partatici.
Grande entusiasmo tra le due tifoserie, che si scambiano cori reciproci di sostegno, per le due squadre, dato lo storico gemellaggio.
Nel settore ospiti, il numero previsto, circa 350 tifosi granata, data la capienza ridotta a causa del restyling del Franchi.
Nella formazione titolare, con il modulo del 4-1-4-1, la nota positiva il rientro di Kean, Parisi al posto di Gosens.
Gli undici di partenza sono: De Gea tra i pali, Dodo, Pongracic, Comuzzo, Parisi, Fagioli, Solomon, Mandragora, Brescianini, Gudmundsson, Kean.
Il Torino, del tecnico fiorentino Marco Baroni, in maglia bianca, i padroni di casa con la divisa viola.
Il direttore di gara il signor Colombo.
Al fischio d’inizio, i viola subito in pressing verso l’area avversaria, con un diagonale di Salomon, con Kean in evidenza, che impegna il portiere Paleari.
I granata rispondono con un tiro di Kulenovic, che esce di poco al lato della porta, subito dopo, Lazaro manda il pallone di poco alto sulla traversa.
Le due squadre provano a creare, le difese concedono diversi spazi, dopo il forcing iniziale, ritmi più blandi.
Al 26simo passa in vantaggio il Torino, difesa viola distratta, con Fagioli e Comuzzo indietro, Dodo lascia spazio a Casadei, che solo davanti a De Gea, manda il pallone in rete.

La rete di Casadei per il vantaggio granata, di Paolo Giuliani
Dopo il controllo Var, per la posizione del centrocampista (anche a velocità normale evidente), la rete convalidata.
I viola subiscono il contraccolpo della rete subita, ma alla mezz’ora cercano una immediata reazione, prima Brescianini poi Mandragora, con le parate decisive del portiere Paleari.
Le occasioni offensive dei viola si susseguono, un tiro di Gudmundsson di poco al lato, un colpo di testa di Comuzzo sopra la traversa.
La fortuna non è a favore dei viola, che chiudono la prima frazione in svantaggio.
Dopo un minuto di recupero si va all’intervallo.
All’inizio dell ripresa, problemi alla caviglia per Gudmundsson, dopo uno scontro di gioco, l’islandese dopo le cure dei sanitari in campo, costretto a lasciare il terreno di gioco.
Nel post gara, la società conferma un trauma distorsivo alla caviglia, da valutare con ulteriore esami.
Al suo posto entra Harrison.
Al 51esimo Mandragora prende palla da Gineitis, passaggio per Solomon da fuori area, che con un tiro perfetto trova l’angolo della rete, per il meritato pari.

Manor Solomon festeggia la rete realizzata, di Paolo Giuliani
Qualche protesta dei granata per un presento fallo, ma l’arbitro ed il Var confermano la rete.
Al 57esimo parte l’azione dal numero 20, si prosegue con la sponda di Salomon per Harrison, che trova pronto Kean, di prima calcia sul primo palo, vantaggio dei viola, per 2 a 1.
L’attaccante numero 20, si porta sotto la Curva dei tifosi per festeggiare la rete del fondamentale vantaggio, poi verso la zona della panchina, per abbracciare il tecnico Vanoli.

Moise Kean, autore della seconda rete, di Paolo Giuliani
La gara prosegue con diversi interventi (dall’inizio del match) e conseguenti ammonizioni per i granata, i viola controllano e ripartono in contropiede.
Al 76esimo doppio cambio escono Mandragora e Brescianini, per Fabbian e Ndour.
All’83esimo, in una mischia in area viola, Comuzzo provvidenziale.
Il forcing finale degli ospiti, porta alle ultime sostituzioni, fuori Solomon e Kean, entrambi tra gli applausi del Franchi, per Ranieri e Piccoli.
Finale di gara concitato, con De Gea che salva con i piedi, un tiro di Zapata, appena entrato.
Nei 6 minuti di recupero, nervosismo dalle panchine con le ammonizioni dei due allenatori, sulla sinistra Comuzzo ferma in modo deciso un giocatore granata, rischia il rosso, ma rimedia solo l’ammonizione.
Al 94esimo, dopo minuti con la squadra ospite assiepata in area viola, da palla inattiva arriva il colpo di testa di Maripan, che si infila sul secondo palo, e porta al definitivo pari, del 2 a 2.
Al triplice fischio, la squadra cerca di portarsi verso la Curva, si ferma a metà campo, nessuna contestazione o fischi ma neanche applausi, un coro che esorta a dare il massimo per uscire dalla situazione non facile.
Grandissima delusione per la vittoria sfumata nei secondi finali, un pari che ha il sapore amaro della sconfitta.
Un punto che muove la classifica (quart’ultima con il Lecce, con una gara in meno dei salentini), ma non permette di fare un balzo in avanti, per lasciare la zona pericolosa.
Con i 2 punti persi nella gara, sono 22 quelli lasciati per strada in rimonta, solo 10 nel minuti finali, cifre pesanti che confermano, una delle stagioni peggiori della storia viola.
Una prestazione con i soliti limiti difensivi, errori dei singoli che si ripetono, squadra in difficoltà nel momento dello svantaggio, poca concretezza in fase offensiva, mancanza di lucidità e concentrazione nella fase finale.
Anche l’allenatore Vanoli non è esente da responsabilità, la lettura della gara in corso con cambi adeguati, spesso indirizzano verso situazioni positive, in questo caso arretrano nella propria area la squadra, subendo la spinta dell’avversario che ha recuperato.
Dalle note positive della serata il ritorno al goal di Kean, una rete alla sua maniera, dopo settimane di illazioni e dubbi sulla sua assenza in campo, un attaccante, sfortunato in tante occasioni, ma che in campo è imprescindibile per la squadra, un bomber di razza.
Il migliore in campo Manor Solomon, dribbling, velocità e spunti offensivi, nella sua posizione naturale a sinistra, mostra le migliori doti tecniche, partecipa alla rete del raddoppio, ma soprattutto realizza la rete del pari, un gran bolide, con un destro all’incrocio dei pali, uno squillo per la squadra.
Il classe 1999, alla seconda rete dopo quello realizzato a Napoli, arrivato da poche settimane dal mercato invernale, già entrato negli automatismi della squadra, si conferma un giocatore di carattere, e di supporto necessario nella corsa alla salvezza.
Si archivia un’altra gara con l’amaro in bocca, luci ed ombre, tra le mura del Franchi, un copione già visto da mesi, da modificare e invertire, per raggiungere il minimo l’obiettivo della permanenza nella massima serie.
Le ultime 14 gare rimaste, saranno da considerare come finali, da affrontare con massimo impegno, grinta e tenacia, ma soprattutto nel rispetto per la maglia, per la società di quasi cento anni di storia, per la città di valore universale.

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