(Nella foto, Nicolò Fagioli e David De Gea, di Andrea Martini)
Dopo la vittoria nei minuti finali contro la Cremonese, nell’ultima giornata del girone d’andata, la Fiorentina è di scena all’Olimpico, contro la Lazio.
La squadra biancoceleste rimaneggiata sia per le squalifiche di Noslin e Marusic, sia per il calcio mercato con giocatori importanti in uscita, come Guendouzi, comunque a disposizione del tecnico Sarri, nella sfida serale.
Nella formazione di partenza Moise Kean in panchina, con Piccoli in attacco, torna tra i titolari Gosens recuperato dopo i problemi fisici, al posto di Ranieri.
Con il modulo del 4-1-4-1, De Gea tra i pali, Dodo, Comuzzo, Pongracic, Gosens, Fagioli, Parisi, Mandragora, Ndour, Gudmundsson, Piccoli.
La Fiorentina in campo con la divisa viola, i laziali con la classica bianco celeste, l’incontro fissato alle 20.45, presenti sugli spalti circa 400 tifosi gigliati.
Parte subito in pressing la squadra di casa, propositiva e aggressiva verso la porta avversaria, i viola chiudono gli spazi con tre tiri dei laziali salvati in corner, gli ospiti provano qualche ripartenza senza nessun pericolo verso il portiere Provedel.
Episodio dubbio con grandi proteste dei padroni di casa, per un contatto in area tra Pongracic e Gila, dopo la revisione al Var, non viene assegnato il rigore.
La prima frazione termina con 3 minuti di recupero, la Lazio spreca le diverse occasioni create, i viola si difendono, si va all’intervallo a reti inviolate.
Nella ripresa la prima azione offensiva degli ospiti, Gosens dalla sinistra passa un rasoterra a Gudmundsson che tira verso la porta, il portiere blocca il pallone.
Al 51esimo l’ex Cataldi (lo scorso anno in prestito ai viola), entra in area e di sinistro sblocca la gara, per il vantaggio dei laziali.
La reazione degli ospiti, non si fa attendere, al 55esimo un filtrante di Fagioli per Gosens, con un sinistro del tedesco sul secondo palo, arriva il fondamentale goal del pari.

Robin Gosens, autore del primo goal, di Paolo Giuliani
I viola ancora in avanti con un tiro di Parisi, Provedel non si fa sorprendere.
Le prime sostituzioni arrivano al 59esimo con l’ingresso di Kean al posto di Piccoli, al 68esimo Solomon e Ranieri per Ndour e Gosens.
La gara resta aperta, con diverse occasioni, al 75esimo De Gea decisivo su colpo di testa di Gila.
Un finale incandescente per cuori forti, con diversi episodi che decideranno la gara, all’84esimo serpentina di Salomon e cross per Gudmundsson in area fermato da Gila, per l’arbitro Sozza non ci sono gli estremi per il rigore, ma richiamato e dopo aver visionato le immagini, decreta la massima punizione.
Si porta sul dischetto l’islandese che manda il pallone in rete, anche se il portiere intuisce la traiettoria.

Albert Gudmundsson, autore della seconda rete, di Andrea Martini
Rimonta effettuata per i viola, dopo l’iniziale svantaggio.
Nei sei minuti di recupero, il tecnico Vanoli cerca di difendere il vantaggio con le ultime sotituzioni, lasciano il campo Gudmundsson e Parisi, per Nicolussi Caviglia e Pablo Marì.
Quando ormai si assapora la prima vittoria in trasferta, in attesa del triplice fischio, ingenuità di Comuzzo in area che trattiene Zaccagni, altro rigore decretato dall’arbitro.
Dagli undici metri Pedro di destro riporta in parità il risultato, per il definitivo 2 a 2.
Grande amarezza per l’epilogo che poteva essere di altra natura, e cambiare le sorti di questo inizio stagione deludente.
La gara inizia sottotono per i ragazzi di Vanoli, che soffrono la grinta e il forcing degli avversari, ma riescono a contenere gli avversari.
Nella ripresa, la squadra mostra un diverso atteggiamento, che cambia la dinamica della gara.
Lo svantaggio subito, a differenza di altre volte, si trasforma nella volontà di non essere in balia degli avversari, ed il pari dopo pochi minuti conferma il diverso approccio.
La gara equilibrata, almeno nella seconda fase, rimarca il risultato giusto, anche se decisa da due episodi nel finale.
La prestazione mette in evidenza un ritrovato spirito di squadra, anche se ancora molte incertezze nei singoli e nei diversi reparti.
In difesa un perno il portiere De Gea, anche per la fascia da capitano, torna ai suoi livelli da campione, decisivo e determinante.
Il rientro di Gosens mostra la sua importanza in campo come leader, un giocatore che non si risparmia, sia in difesa, ma anche in attacco, la rete del pari, una maggiore spinta per i compagni.
Buona la prova di Gudmundsson, prima di sacrificio, ma sempre pericoloso in area, guadagna e realizza il rigore con la solida freddezza, un giocatore di qualità fondamentale per il reparto offensivo.
Sul podio come migliore in campo, Nicolò Fagioli, da diverse gare, doti tecniche fanno la differenza, lotta e difende, manda in rete Gosens, il centrocampista il giocatore piu in forma della squadra.
Un punto che muove la classifica, anche se resta deficitaria con 13 punti nel girone di ritorno e penultimo posto, ma porta fiducia e morale, per intraprendere un percorso ancora lungo verso la salvezza.

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