(Nella foto, la squadra festeggia la rete di Gudmundsson, fonte Instagram Fiorentina)
Dopo una settimana di grandi cambiamenti, dalle dimissioni del ds Pradè, l’esonero del tecnico Pioli, all’arrivo del nuovo allenatore Paolo Vanoli, la Fiorentina è di scena al Ferraris, contro il Genoa.
Uno sfida da scontro salvezza, che accomuna le due squadre, perchè relegate nella parte bassa della classifica, ma anche per il cambio dell’allenatore in panchina.
La tifoseria viola malgrado il momento complicato, non fa mancare il proprio supporto, 800 al seguito nel settore ospiti.
All’esordio sulle rispettive panchine i due tecnici, da una parte Daniele De Rossi (squalificato, segue la gara dalla tribuna), dall’altra, la prima di Paolo Vanoli, ex giocatore viola.
Il neo allenatore, costretto a fare a meno di Kean e Gosens, fermi per infortunio, non cambia il modulo che resta del 3-5-2, Sohm confermato a centrocampo, a sinistra Fortini, al posto di Gosens, in avanti Gudmundsson, di supporto a Piccoli.
Gli undici di partenza sono: De Gea, Pongracic, Marì, Ranieri, Dodo, Mandragora, Nicolussi Caviglia, Sohm, Fortini, Gudmundsson, Piccoli.
Inizia una fase di studio, con un buon possesso palla per i viola, anche se manca l’ultimo decisivo passaggio.
Al 14esimo, intervento di Sohm su Frendrup, dalla conseguente punizione battuta da Martin dalla lunga distanza, traversone che arriva in area, colpo di testa di Ostigard, che batte De Gea per il vantaggio dei grifoni, difesa viola distratta e fuori posizione.
La reazione degli ospiti immediata, un cross di Gudmundsson termina in corner, dagli sviluppi tocco di mano di Colombo, con l’arbitro Guida che indica il rigore, decisione che non richiede neanche la visione Var.
Si porta sul dischetto l’ex di turno, Gudmundsson, che spiazza il portiere Leali, e riporta in parità il risultato, l’islandese non esulta per il suo passato rossoblù.
La gara di notevole importanza per le due squadre, ha momenti di tensione anche in panchina, ammonito il tecnico Vanoli per proteste.
Si prosegue con il solito canovaccio, buoni spunti degli ospiti, che non trovano spazi, il Genoa difende, senza creare pericoli in fase offensiva.
Dopo 2 minuti di recupero si va all’intervallo.
Nella ripresa dopo pochi minuti, episodio in area con il pallone fermato da Ranieri con il braccio, Guida richiamato al monitor, decide per la massima punizione.
Sul dischetto l’attaccante Colombo, al 50esimo, vede bloccato il suo tiro, dal portiere De Gea.
La Fiorentina, sventato il pericolo, acquista fiducia e si porta in avanti, con buone manovre di gioco.
Al 58esimo, azione che parte da Gudmundsson che vince un contrasto con Mercandalli, pallone per Sohm che lancia in verticale Piccoli, con il pallone in rete, vantaggio degli ospiti.

La rete di Roberto Piccoli, fonte Instagram Fiorentina
Grandissimo esntusiasmo dell’attaccante gigliato al primo goal in campionato.
Mentre i tifosi viola festeggiano la rimonta avvenuta, l’urlo si blocca in gola, al 60esimo, per il rocambolesco pari del Genoa.
Un cross di Martin, batti e ribatti in area, De Gea fuori dai pali, sembra aspetti il fischio delll’arbitro, da terra Colombo con un sinistro manda il pallone in rete, altra enorme disattenzione della difesa. Il Var conferma la regolarità della rete.
Al 68esimo mister Vanoli effettua le prime sostituzioni, Parisi e Viti prendono il posto di Ranieri e Fortini.
I viola provano a pressare, senza concretizzare, al 74esimo vicini al vantaggio, un grande destro di Piccoli viene respinto dal portiere Leali, che si supera.
Al 75esimo altro doppio cambio Ndour e Dzeko al posto di Gudmundsson e Sohm, e per ultimo Fazzini al posto di Piccoli.
Nei 5 minuti di recupero occasione del Genoa, con Masini che anticipa Pongracic, De Gea provvidenziale, mantiene il risultato in parità, con il triplice fischio del direttore di gara che chiude la gara.
Il solito deprimente rituale, la squadra si porta sotto il settore occupato dai tifosi (nella parte superiore), per ricevere cori di disappunto e di maggiore impegno.
Con l’arrivo a poche ore dalla gara, il tecnico Vanoli, non poteva risolvere tutti i problemi ormai certificati della squadra, ma si nota un diverso approccio, la reazione di squadra dopo lo svantaggio, maggiore determinazione e carattere, nel contrastare gli avversari fino ai minuti finali.
Una gara con diversi errori e disattenzioni, la paura di perdere comune, un avversario modesto, che lotta per mantenere la massima serie, con le stesse difficoltà dei viola, ma con buoni spunti e segnali positivi, di buon auspicio per le successive gare.
La prestazione generale, mette ancora una volta sul banco degli imputati la difesa, peggiore del campionato, con 18 reti al passivo, un’amnesia generale, da Ranieri che forse avrebbe bisogno di qualche pausa, a Marì e Pongracic disattenti ed incerti. Sulle fasce Dodo in giornata negativa, Fortini non demerita.
Decisivo e provvidenziale De Gea, in diverse azioni, con il rigore parato, tiene a galla la squadra, anche se nelle seconda rete meno reattivo, un pilastro che si riscatta nel finale, resta una prova encomiabile.
A centrocampo stentano sia Mandragora che Colussi, meno brillante, si conferma dopo la prestazione di giovedì Sohm, buoni spunti, velocità e fisicità, ottimo l’assist, per la rete del momentaneo vantaggio di Piccoli.
In avanti le note liete, Gudmundsson, giocatore in crescita, glaciale e responsabile batte il rigore, gioca e spazia a tutto campo, contribuisce con il recupero del pallone, all’azione della seconda rete.
Il migliore della gara l’attaccante Roberto Piccoli, dopo diversi goal mancati, finalmente una prova convincente, trova la rete del vantaggio, seconda della stagione, dopo la prima in Conference contro i cechi dell’Olomuc.
Una nota di plauso, per dare il benvenuto a mister Paolo Vanoli, arrivato in una tempesta in corso, nel post gara si presenta con grande realismo e senza proclami, parla di lavoro, di avere pazienza, di affrontare una gara per volta, di pensare come gruppo e non come singoli, di avere giocatori di qualità, importanti allo stesso modo.
Un buon inizio per il tecnico, un piccolissimo passo in avanti per la squadra, ma soprattutto un punto per ripartire, dopo tre sconfitte consecutive.
La classifica resta deficitaria, l’ultimo posto in solitaria, nessuna vittoria dopo undici gare, obiettivi iniziali da accantonare, ma consapevoli di poter rimediare ai tanti errori di questo inizio stagione, per risollevare squadra e ambiente.
La pausa per gli impegni delle Nazionali, capita nel momento giusto, due settimane per migliorare sotto tutti i punti di vista, resettare questi mesi deludenti, riportare in auge il nome della maglia viola.

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