(Nella foto, a sinistra in Dg Alessandro Ferrari, a destra il Ds Fabio Paratici)
Dopo l’annuncio ufficiale dell’Ufficio Stampa, dell’arrivo di Fabio Paratico come nuovo direttore sportivo, avvenuto a metà gennaio, alle 13.00 del 5 febbraio, presso il Wind Media Center del Rocco B. Commisso Viola Park, il nuovo dirigente, con un contratto di 4 anni e mezzo, si presenta alla stampa.
Fabio Paratici (Borgonovo Val Tidone, 13 luglio 1972), una carriera da calciatore, ma soprattutto agli onori di cronaca per le cariche dirigenziali, dalla Sampdoria, al ciclo vittorioso con la Juventus.
Un palmares di 19 trofei, con 9 scudetti consecutivi, con i bianconeri, una parentesi come direttore generale nel Tottenham, dal 2021 al 2023.
Lascia la carica per una squalifica comminategli dalla FIGC, di 30 mesi, per plusvalenze con la Juventus, torna nel club inglese degli Spurs, come direttore sportivo nell’ottobre del 2025, fino al ritorno in Italia con la Fiorentina.
Il neo-dirigente accompagnato dal dg Alessandro Ferrari, che lo introduce come figura di spessore per esperienze e risultati ottenuti, ma soprattutto rimarca, l’ennesimo segnale dell’impegno della famiglia Commisso, nel portare all’interno del club persone di livello, per poter raggiungere risultati prefissati.
Tantissime le domande, alcune non semplici, alle quali il neodirettore sportivo si sottopone, nell’ora di conferenza, con toni pacati e precisi, ribadendo il massimo entusiasmo e determinazione, per la grande opportunità avuta.
I ringraziamenti di rito al presidente scomparso Rocco Commisso, al direttore Ferrari, un saluto alla famiglia, a Joseph e Catherine.
Un grazie anche al club londinese per i 5 anni trascorsi.
Diversi punti da sottolineare, i più salienti divisi in diverse trance.
La prima domanda d’obbligo, il perché della scelta e quali le motivazioni avute, la risposta è di aver incontrato Ferrari a Londra, il 15 dicembre, la squadra ferma a sei punti, ritiene sia coraggiosa, con le valutazioni successive della grande e seria proprietà, delle infrastrutture di livello unico nel mondo, del team di persone con le quali subito in simbiosi.
Firenze e la Fiorentina meritano altri livelli, sottolinea, ma nello stesso tempo bisogna calarsi nella realtà attuale, affrontare i 4 successivi mesi con “la testa nel carro armato”, per arrivare alla salvezza.
Sulle esperienze che potrebbe trasmettere nella società, ha affermato che pur non rinnegando il suo passato, ogni club ha una sua storia e un Dna, il metodo di lavoro consiste di legarsi alla società, ed essere leale e serio, nessuna clausola rescissoria in caso di retrocessione, non avrebbe significato, consapevole dei punti della squadra al momento della firma sul contratto.
Sull’obiettivo futuro, si immagina una Fiorentina costruita piano paino, una squadra attrattiva, bella da vedere, stimolante per i tifosi, aggressiva e internazionale, pur restando realista per uscire dalla situazione attuale.
Il calcio italiano, afferma, è velocissimo bisogna aggiornarsi e stare al passo dei tempi.
Non si esprime sul mercato in quanto non è stato presente.
Grande stima e fiducia nell’allenatore Paolo Vanoli, considerato il re leone dello spogliatoio, che avrà massimo supporto, ma senza decisioni al suo posto, ci sono le condizioni da parte della società di fare ognuno il meglio nel proprio lavoro.
Sul suo staff, conferma Roberto Goretti considerato persona leale e schietta, come braccio destro, Lorenzo Giani (insieme anche alla Juventus e al Tottenham), capo scouting e Moreno Zebi adibito all’area prestiti.
Su come potrà operare sul mercato futuro, cita Sabatini, Corvino e Foschi, come esempi, ma il ruolo non è solo comprare giocatori, ma coordinare altre aree da sviluppare.
Un commento sui giocatori già conosciuti, su Rugani, parole di stima, sottovalutato per il suo valore, ma certo che potrà fare bene per togliersi soddisfazioni.
Altra conoscenza nelle fila della Juventus, Moise Kean, che considera l’attaccante italiano più forte, alcune stagioni non girano per diversi motivi, ma avrà modio di tornare a fare Kean, con 20 reti, entrando con la testa nel carro armato.
Su Fagioli, afferma, rappresenta un patrimonio del calcio italiano, deve aggiungere alle sue doti la cattiveria agonistica, la Fiorentina una buona base per migliorare.
Sulla squalifica, parla di esserne uscito come persona migliore, la condanna arriva per un principio di bilancio, difendersi per qualcosa non fatta un percorso difficile, che lo ha migliorato.
Non ci sono spiegazioni che può dare, sulla situazione di trovarsi al terz’ultimo posto, con tanti soldi spesi in estate, tra qualche mese aggiunge, potrà valutare e comprendere con più precisione, visto il suo arrivo solo da poche ore.
Sulle critiche che potranno arrivare, parla di senso di responsabilità, di accettarle, anche quando non sono costruttive, in quanto persona critica verso sé stesso e chi lavora con lui.
Sul centro sportivo, affascinato dalla struttura, che non ha ancora visitato del tutto, non può dire se migliore del Tottenham.
Un aggettivo per la nuova avventura, ancora coraggiosa, con un senso incredibile di voler attuare il calcio da realizzare, qualcosa di attrattivo e stimolante, come la città di Firenze.
Concetti chiari, con disponibilità e padronanza comunicativa, già calato nel suo ruolo, accetta le pressioni dell’ambiente, non fissa obiettivi futuri, pone la concentrazione sull’odierno, ma con la prospettiva di costruire una “sua” Fiorentina di grandi soddisfazioni.
Il responsabile dell’area tecnica, Fabio Paratici, inizia così, una nuova fase nel pianeta viola.

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