(Nella foto, il portiere David De Gea, di Paolo Giuliani)
Dopo il pari, nella pirotecnica gara in casa contro il Bologna, ottenuto nei minuti finali su rigore, i viola nella prima gara infrasettimanale, nella nona giornata, sono di scena al Meazza contro l’Inter.
Le due squadre arrivano alla sfida, con le stesse polemiche arbitrali avvenuti nelle precedenti gare, aumentate nei giorni antecedenti, per la designazione dell’arbitro Simone Sozza, milanese di nascita, sul quale saranno decisive le scelte personali e il richiamo al Var.
In questo clima di tensione, la posta in palio è altissima, la formazione di Chivu non può perdere ulteriore terreno dalle prime, i gigliati alla ricerca della prima vittoria, con gli occhi puntati su Stefano Pioli, che rischia la sua permanenza sulla panchina.
L’Inter, con il ritorno dei sostenitori della Curva, una delle candidate allo scudetto, si presenta come quarta a 15 punti, migliore attacco con 19 reti, la Fiorentina con 4 punti penultima, la maggiore delusione del campionato, considerando la rosa giocatori, e gli obiettivi iniziali prefissati.
Nonostante la società continui a dare la fiducia al tecnico parmense, un ulteriore passo falso non sarebbe giustificato, con la tifoseria in fermento, che ha già mostrato tutto il proprio malcontento, con la contestazione avvenuta al Franchi la precedente domenica.
Malgrado il periodo negativo, per risultati e prestazioni, il popolo viola con tutte le difficoltà del caso, giorno lavorativo e orario notturno, non fa mancare il proprio supporto, circa 600 i tifosi sugli spalti del Meazza.
Il tecnico Pioli con i diversi impegni ravvicinati (4 gare in 10 giorni, prima della seconda sosta), negli undici iniziale effettua qualche cambio tra i titolari, in difesa Comuzzo al posto di Pongracic, Viti per Ranieri, la fisicità del centrocampo a discapito della fantasia, Sohm e Ndour al posto di Fagioli e Nicolussi Caviglia.
Il modulo resta del 3-5-2, De Gea, Comuzzo, Marì, Viti, Dodo, Sohm, Mandragora, Ndour, Gosens (cap.), Gudmundsson, Kean.
La Fiorentina in campo con la seconda divisa bianca, l’Inter la classica nerazzurra.
Una leggera pioggerellina e tanta umidità, già prima della gra, che aumenta nell’arco dei 90 minuti, con il terreno in perfette condizioni.
La gara parte subito con i padroni di casa in avanti, i viola cercano di arginare le incursioni avversarie.
La prima occasione dei nerazzurri al 26esimo, da un errore di Comuzzo che serve Bastoni, l’interista si trova davanti De Gea, che chiude il diagonale del difensore e salva la porta.
Al 36esimo, il portiere spagnolo si ripete, e respinge con i piedi un tiro al volo dell’esterno Di Marco.
La gara prosegue con la difesa ad oltranza dei viola, errori nei passaggi delle due squadre, un paio di ripartenze per gli ospiti, senza nessun pericolo verso la porta difesa da Sommer, a differenza del collega gigliato che si supera in diverse occasioni.
Termina la prima frazione a reti inviolate.
Nella ripresa solito canovaccio, l’Inter sempre pericoloso si porta verso l’area avversaria.
Al 54esimo dubbi su una trattenuta di Comuzzo su Esposito, il controllo Var non evidenzia nessuna sanzione.
Con il passare dei minuti aumenta il pressing dei nerazzurri, Dumfries dalla destra con un gran tiro trova un intervento di Gosens in difesa, subito dopo Di Marco sfiora il palo, ancora Dumfries con la risposta di De Gea, lo spagnolo diventa provvidenziale sul tiro di Bisseck, alzando sulla traversa.
Al 61esimo doppio cambio tra i viola, Fazzini e Fagioli prendono il posto di Sohm e Gudmundsson.
Al 66esimo il muro difensivo viola capitola, con un potente destro dalla distanza di Calhanoglu, che trova l’angolino sinistro della porta difesa da De Gea, che cede dopo più di un’ora di gioco, per il meritato vantaggio nerazzurro.
Al 68esimo, ospiti in balia degli avversari, con un’azione personale di Petar Sucic che salta Mandragora, con una serie di finte, sposta la difesa viola che resta immobile, pallone che gonfia la rete, con l’incolpevole De Gea. Il croato classe 2003, al primo goal in serie A.
Dal 75esimo al 77esimo, altre due sostituzioni, esce Mandragora per Dzeko, Gosens per Fortini.
All’82esimo Kean in contropiede si porta verso la porta avversaria, ma il diagonale debole viene bloccato da Sommer.
All’85esimo ancora i nerazzurri in avanti, Bonny subentrato dalla panchina, si invola verso la porta e viene fermato in scivolata da Viti, doppio giallo ed espulsione per il difensore viola, con conseguente rigore per gli interisti.
Sul dischetto il turco Calhanoglu, che con un tiro imparabile gonfia di nuovo la rete, per il 3 a 0.
Nei quattro minuti di recupero, gestione normale dei padroni di casa, che al fischio finale possono festeggiare la vittoria.
La squadra viola si porta sotto il settore ospiti del terzo anello, per incassare sonori fischi ed eloquenti cori di dissenso da parte della tifoseria.
La Fiorentina prosegue nel suo momento di crisi assoluta, incassa la quarta sconfitta, preventivabile per l’avversario superiore, che non giustifica un atteggiamento di fragilità mentale, e una carenza di gioco.
I viola più che creare, provano a difendere gli spazi, cercando di portare almeno un punto a casa (sarebbe stato d’oro), con il portiere De Gea, che fa gli straordinari e lascia intatta qualche speranza, ma alla prima rete subita, con la spinta costante e continua dei nerazzurri, la squadra si sfalda e non trova una minima reazione.
La prestazione deludente dei reparti e dei singoli giocatori, non risparmia nessuno, poche sporadiche azioni da annotare.
Il solo unico protagonista, il portiere David De Gea, tra i migliori in ogni gara, un campione di classe e tecnica, ma anche di carattere e grinta, decisivo e provvidenziale, che respinge ogni pallone e tiene aperta la gara evitando un passivo più pesante.
Una sfida personale dell’ex Manchester, contro i campioni dell’Inter, vinta per oltre un’ora, costretto a soccombere con tre splendide reti, sulle quali non può intervenire.
Una serata da dimenticare, da film dell’orrore, una classifica da paura, 5 sconfitte con 4 punti in 9 gare, 15 reti subite, 7 realizzate, il peggior inizio della storia viola, numeri che dopo settimane cominciano a preoccupare.
Ancora una volta i problemi evidenti tra tecnico e squadra, rinviati alla successiva gara, quasi a non voler ammettere, che la situazione già grave, possa diventare irreversibile.
La società conferma la fiducia al tecnico, che da parte sua rifiuta le dimissioni, si resta nel limbo in attesa di nuovi eventi.
L’ultima chance per tutte le componenti, dirigenti, tecnico, squadra, lo scontro diretto di bassa classifica, contro il Lecce, la prossima domenica al Franchi.
Una prestazione convincente con la prima vittoria, la sola risposta alle polemiche e alle giuste critiche, per ritrovare l’unione d’intenti, e archiviare questo periodo di grande difficoltà, che nessuno avrebbe mai immaginato di poter vivere.

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