Diario Viola Fiorentina

Una triste serata

(Nella foto, la squadra sotto la Curva dei tifosi, di Andrea Martini)

Dopo il successo nella Conference League, la Fiorentina nella quindicesima giornata di campionato, tra le mura del Franchi, affronta l’Hellas Verona, un vero spareggio tra i due fanalini di coda della classifica, con gli scaligeri avanti di tre punti.

Il turno domenicale delle 15.00, la giornata di sole, portano sugli spalti 20.967 spettatori, tanti i gialloblù presenti nei diversi settori, dato lo storico gemellaggio tra le due tifoserie.

Il tecnico Vanoli prosegue con il solito modulo del 3-5-2, in difesa rientra Ranieri, Comuzzo centrale al posto di Marì, in mediana Fagioli.

Gli undici titolari sono: De Gea, Pongracic, Comuzzo, Ranieri, Dodo, Mandragora, Fagioli, Sohm, Parisi, Gudmundsson, Kean.

Per la prima volta la squadra gigliata, con la quarta maglia di colore arancione, gli scaligeri in grigio.

Parte bene la squadra di casa, ma al sesto minuto sono i gialloblù che fanno tremare il pubblico,  con una traversa colpita da Bernede.

Dopo lo scampato pericolo, i viola cercano di costruire azioni di gioco, diverse occasioni con quella più nitida al 18esimo, lancio di Fagioli per Kean, con l’attaccante che davanti la porta manda alto.

Gli scaligeri con maggiore  possesso palla, chiudono gli spazi e ripartono, ma ancora pericolosi i viola con la stessa azione precedente, lancio di Fagioli e tiro di Kean, in questo caso respinto dal portire Montipò in angolo.

La gara si avvia verso la conclusione della prima fase, quando una ripartenza dei veronesi, con Gift Orban (appena suberntrato a Giovane uscito per infortunio),  che supera Ranieri, scarica un tiro sul primo palo scoperto, con De Gea battuto, pallone in rete e vantaggio degli ospiti.

Dopo 4 minuti di recupero, si va all’intervallo, tra i fischi del Franchi.

Nella seconda frazione viola in pressing, in una mischia d’area un colpo di testa di Ranieri si ferma sulla traversa.

Ancora nella metà campo degli avversari i padroni di casa, che creano ma non riescono a concretizzare, un tiro di Fagioli respinto in corner dal portiere.

Al 61esimo prime sostituzioni, Fortini e Richardson al posto di Ranieri e Mandragora. Il modulo della difesa passa a 4 con Dodo, Pongracic, Comuzzo e Parisi, Fortini esterno alto a sinistra.

Gli ospiti in contropiede al 63esimo, un’ altra azione da rete, colpo di testa di Orban, che termina alto.

Pochi minuti dopo, ancora un lancio di Fagioli per Kean che vince il duello con il portiere, ma il pallone rotola di poco al lato della porta.

Ancora un cambio per il tecnico viola, esce Sohm per Dzeko.

L’assedio dei gigliati trova la giusta ricompensa con un autorete, lancio di Fagioli per Kean, il tiro dell’attaccante ribattuto dal portiere Montipò, con il pallone che arriva sui piedi di Nunez,  in maniera rocambolesca e casuale lo manda in rete.

Moise Kean, di Andrea Martini

Il Franchi dopo il pari raggiunto, come dall’inizio della gara, continua a sostenere la squadra, i cori sono incessanti, si cerca di dare un’ulteriore spinta, ma dalla parte opposta De Gea respinge un tiro al volo di Gagliardini.

Al 79esimo azione in contropiede, Gudmundsson nel cercare di servire Kean, si fa recuperare dalla difesa veronese.

Albert Gudmudsson, di Andrea Martini

Grande nervosismo anche sulle panchine, con l’esplulsione del tecnico veronese Zanetti per proteste, dopo l’ammonizione di Belghali.

Le ultime sostutizioni tra i viola, l’ingresso di Viti e Ndour, al posto di Dodo e Fagioli.

Nei 5 minuti di recupero arriva la beffa finale, al 93esimo Bernabe sulla linea di campo, vince il contrasto con Fortini e crossa nel mezzo, l’attaccante Orban indisturbato, manda il pallone in rete, con la difesa gigliata ferma.

L’incredibile vantaggio degli ospiti, svuota lo stadio, troppa la delusione e l’umiliazione subita, la maggior parte del pubblico abbandona gli spalti, il triplice fischio, accompagnato da sonori fischi.

Mentre la squadra ospite festeggia una vittoria insperata, il solito mesto rituale dei padroni di casa, che si avvicinano verso la Curva dello zoccolo duro del tifo, che con spalle al campo, si esprimono con pochi cori, “fate ridere”, totale indifferenza, scambio di cori reciproci di sostegno e di amicizia con i tifosi avversari.

Nel post gara, nessuna conferenza con il silenzio stampa adottato dalla società, fuori dal Franchi, con il freddo pungente, l’amarezza dell’ennesima giornata negativa, cordoni di poliziotti, tra il silenzio assordante.

La squadra subito dopo, scortata dalle forze dell’ordine, si trasferisce al Viola Park, dove, come comunicato dal club, resterà in ritiro fino a data da destinarsi.

Una grande amarezza per tutti i presenti, tanta la delusione per la situazione assurda che nessuno osava immaginare all’inizio della stagione, una serie di errori a monte, con quelli più evidenti di una campagna acquisti, seppur onerosa, non all’altezza, di cali di concentrazione, di condizione fisica deficitaria, di modulo che non funziona.

Un insieme di responsabilità, da dividere tra tutte le componenti, nessuna vittoria dopo 15 giornate, un rendimento disastroso che decreta la nona sconfitta stagionale con la peggiore difesa.

Ci sembra inutile infierire citando la prestazione dei singoli, la volontà non manca, ma quante occasioni sprecate, errori che si ripetono in difesa, difficoltà a centrocampo, con il solo Fagioli che prova a costruire, in avanti non si riesce a concretizzare le diverse occasioni create, Gudmundsson e Kean non incidono.

La squadra viola, in caduta libera, si ritrova in uno dei suoi peggiori periodi, inaccettabile l’ultimo posto, distaccato da 4 punti dalla penultima Pisa, da 8 punti dalla quart’ultima, (ad oggi quota salvezza), con un monte ingaggi tra i più alti del campionato.

Un momento complicato, dopo il KO contro il Lecce ed il conseguente esonero di Pioli, si pensava che il cambio tecnico portasse ad una svolta, che purtroppo non è avvenuta.

La matematica non decreta responsi definitivi, per adesso, come si dice da settimane niente è precluso, con 23 gare da disputare, ma con scelte da adottare, anche drastiche (come ha affermato il ds Goretti, una settimana fa), senza ulteriori alibi.

L’unione d’intenti, tra squadra e tifosi, i confronti interni del gruppo, la ritrovata compattezza nello spogliatoio (parole di Ranieri nel pre gara Conference), devono trasformarsi in fatti concreti in campo.

Le affermazioni dette e smentite da mesi hanno creato tanta confusione, è tempo di pensare al sodo per cercare di ottenere punti, anche con dei pareggi con avversari alla portata o inferiori, senza storcere il naso.

I risultati sono quelli che contano e necessitano, per uscire da questo complicato e difficile momento.

Questo anomalo dicembre per meteo e sponda viola, prosegue con 3 gare, Losanna in Svizzera, Udinese in casa e Parma in trasferta, forse le ultime chance per salvare la stagione, ed archiviare una serata, che per tutta la tifoseria sarà ricordata di grande tristezza.

Autore

Patrizia Iannicelli

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