(Nella foto, la rete di Robin Gosens, fonte Instagram Fiorentina)
Dopo la sosta per gli impegni delle Nazionali, riprende il campionato con la settima giornata. Il calendario mette di fronte i viola contro i rossoneri, nella difficile trasferta del Meazza.
La tifoseria gigliata, anche se il periodo non è certo favorevole, per i risultati ottenuti, continua a dare il proprio supporto, nel capoluogo lombardo, con circa mille tifosi nel settore ospiti.
Serata particolare per il tecnico parmense Stefano Pioli che torna da ex, dopo aver festeggiato uno scudetto nella stagione 2021/’22, e buoni piazzamenti, la Curva Sud lo omaggia con cori ed applausi.
Nella formazione rossonera, assenze pesanti per l’allenatore Massimiliano Allegri costretto a rinunciare per problemi fisici a Loftus Cheek, Estupinan, Pulisic, Nkonku, Rabiot, Pioli recupera Moise Kean dopo l’infortunio subito in Nazionale.
Negli undici di partenza, per il mister viola che raggiunge 500 panchine in serie A, qualche novità, si parte con il modulo del 3-5-1-1, torna a centrocampo Fagioli, Fazzini al posto di Gudmundsson, di supporto a Kean.
De Gea tra i pali, Pongracic, Pablo Marì, Ranieri, Dodo, Mandragora, Nicolussi Caviglia, Fagioli, Gosens, Fazzini, Kean. La Fiorentina con la prima divisa viola, il Milan in giallo.
Fase di studio delle due squadre nella fase iniziale, molto attente le due difese, due tiri senza grande precisione per i padroni di casa, Tomori alto sulla traversa, e Plavovic stessa sorte.
Poche occasioni degli ospiti, la gara a ritmo blando e spezzettata da interventi, i due portieri inoperosi, in realtà il rossonero Maignan, si prende la scena sul pressing di Kean, finta il rinvio, salta ed evita l’attaccante viola, con gli applausi dello stadio.
Si chiude la prima frazione a reti inviolate, nessun tiro per gli ospiti nello specchio della porta.
La ripresa inizia con il solito possesso palla rossonero, la prima conclusione viola al 52esimo con un tiro dalla distanza di Nicolussi Caviglia.
La Fiorentina più attiva, spinge sulla fascia destra con Dodo, ottiene il terzo angolo.
Al 56esimo traversone di Fagioli, colpo di testa di Ranieri con pallone in area, Maignan respinge ma non trattiene, il difensore Gabbia non allontana, veloce Gosens, che a porta vuota manda il pallone in rete, ospiti in vantaggio.
Pochi minuti dopo, al 63esimo, Leao da fuori area con un potente destro batte De Gea, il risultato si riporta sul pari.
Nell’occasione viola in dieci, per le cure dei sanitari a Ranieri, per un precedente intervento.
Al 69esimo prime sostituzione per mister Pioli, escono Gosens e Fazzini, per Parisi e Gudmundsson.
La gara è vibrante, più veloce della prima parte, i rossoneri in avanti con diverse occasioni, senza problemi per il portiere De Gea, risponde la Fiorentina con un buon tiro di Dodo.
Al 76esimo ancora i rossoneri vicini al raddoppio, cross dalla sinistra di Bartesaghi, tocco di Ricci per Gimenez con un sinistro al volo, De Gea si supera e manda in angolo.
Al 77esimo esce Kean per Piccoli.
All’81esimo episodio controverso e dubbio, motivo di discussioni anche nel post gara, e per gli addetti ai lavori, mischia in area viola, tocco di mano sul viso, di Parisi su Gimenez, che l’arbitro Marinelli reputa regoalre, il rossonero accentua il colpo e cade per terra.
Il Var richiama l’arbitro per la decisione finale, dopo diversi minuti, il direttore di gara torna sulla sua decisione e assegna il rigore ai rossoneri. Si porta sul dischetto Leao, che spiazza De Gea, per il nuovo vantaggio.
Le ultime due sotituzioni all’88esimo, Dzeko e Sohm, al posto di Mandragora e Nicolussi Caviglia.
Nei 6 minuti di recupero che si allungano per altre interruzioni, il forcing dei viola non porta risultati, l’ultimo tiro da fuori area di Pongracic sulla traversa che chiude la sfida.
All’entusiasmo dei rossoneri, che conquistano anche il primato della classifica, si contrappone la furia del tecnico viola Pioli che si porta a muso duro verso l’arbitro, per avere spiegazioni sul rigore assegnato.
Dal settore ospiti nessun coro verso la squadra, sono i tifosi rossoneri che umiliano i presenti con cori di scherno.
Nel post gara il ds Daniele Pradè (anche stasera preso di mira dai tifosi del settore ospiti), parla di rigore scandaloso, si assume le responsabilità della situazione, ipotizza possibili sue dimissioni, ripone la massima fiducia nell’allenatore.
I viola subiscono ancora una volta una rimonta dopo un iniziale vantaggio, come avvenuto con il Como e la Roma, i cambi di modulo e qualche segnale positivo da parte dei giocatori, non migliorano la squadra che intimorita, non approfitta di un avversario in emergenza, ma commette soliti ingenui e banali errori, e manca in fase realizzativa.
Il rigore controverso, è l’episodio che condanna alla quarta sconfitta, in sette gare, anche se un ipotetico pari, arrivato con il primo tiro verso la porta, non avrebbe cambiato il periodo complicato, che sta attraversando la squadra
Sulla prestazione dei reparti e singoli, la difesa chiude gli spazi, controlla gli avversari, l’ingenuità di Parisi, punita forse in modo eccessivo, la nota dolente quanto decisiva, De Gea e Pablo Marì, in evidenza con buoni interventi.

Il portiere De Gea, con Pongrcic, fonte Instagram Fiorentina
A centrocampo Fagioli, tornato titolare dopo diverse gare, con lo schieramento tattico a tre mostra doti tecniche per tornare ai suoi livelli. Buona la prova di Fazzini.

Al centro Jacopo Fazzini, fonte Instagram Fiorentina
In avanti ancora deludente la fase conclusiva, nessun pallone giocabile per Kean, che come sempre non manca di grinta e carattere, i subentrati Dzeko e Piccoli non incidono.
Per la rete anche se fortunosa, il migliore dei viola Robin Gosens, al posto giusto, leader di grande esperienza, il tedesco un punto di riferimento per la squadra, costretto ad uscire per una tenuta fisica non perfetta.
La Fiorentina sprofonda a San Siro, un’altra amara sconfitta che decreta, la peggiore posizione di classifica, terz’ultima per differenza reti, ma con il triste primato di far parte di un terzetto, con Pisa e Genoa, come ultimi.
I numeri sono inclementi, ma sono quelli che contano, troppo brutta per essere vera questa Fiorentina, squadra rafforzata con 92 milioni di euro, nella precedente estate, ma già costruita con giocatori di valore, talento e qualità, lo scorso anno.
Sarebbe opportuno capire le cause (modulo tecnico tattico, tenuta fisica, mentale???), e le problematiche di questo tracollo inimmaginabile, per risolvere con soluzioni immediate.
La stagione è solo all’inizio, il calcio si sa, imprevedibile, ha dimostrato che anche nell’impossibile, si possono ribaltare momenti complicati, per risalire posizioni e tornare competitivi.
La migliore risposta per uscire da questo pericoloso tunnel, tornare subito in campo, resettare l’ennesima sconfitta, affrontare con spirito guerriero, la prossima sfida.
La Conference League, arriva al momento giusto, l’avversario è alla portata, il Rapid Vienna, in Austria.
Un’ancora di salvezza per tornare a galla, con la massima convinzione e concentrazione, per tornare al successo, per ritrovare morale, fiducia ed entusiasmo per il prossimo futuro.

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