(Nella foto, il tecnico Paolo Vanoli, di Paolo Giuliani)
Dopo il passaggio agli ottavi di Conference League, nella ventisettesima giornata di campionato, la Fiorentina nel posticipo serale di lunedì delle 20.45, affronta i friulani dell’Udinese, nel Bluenergy Arena.
Prima della gara viene ricordato il compianto Davide Astori, a pochi giorni dall’anniversario della sua scomparsa, avvenuta proprio nel capoluogo.
I due direttori generali, Alessandro Ferrari per i viola, e Franco Collavino per i friulani, insieme al fratello Bruno Astori, con una maglia celebrativa onorano la memoria del giocatore. Sugli spalti uno striscione dei tifosi di casa.
Con la squlifica di Dodo e l’infortunio di Solomon, il tecnico Paolo Vanoli manda in campo una formazione con diverse sorprese, rientrano Gudmundsson, Ranieri e Pongracic, la prima in maglia viola di Rugani.
Il modulo resta del 4-1-4-1, con Parisi sulla fascia destra di difesa, anche se possibile il passaggio al 3-5-2, con l’assenza di un terzino destro di ruolo e tre centrali, con Parisi ed Harrison sulla fascia.
Gli undici di partenza sono: De Gea, Parisi, Pongracic, Rugani, Ranieri, Fagioli, Harrison, Mandragora, Brescianini, Gudmundsson, Kean.
Gli ospiti con la quarta maglia arancione, i padroni di casa con la divisa bianconera.
Inizio blando con possesso palla sterile degli ospiti, ma alla prima azione offensiva i padroni di casa, passano in vantaggio.
Traversone dalla destra di Ehizibue, rinviato in angolo da Parisi.
Al decimo minuto, dal conseguente corner battuto da Zaniolo, colpo di testa di Kabasele che anticipa Rugani a centro area, con il pallone in rete.

Rete del vantaggio di Kabasele, fonte Instagram Fiorentina
I viola cercano una immediata reazione, con una punizione guadagnata da Brescianini dal limite e battuta da Mandragora, alta sulla traversa.
Gara interrotta, per ripetuti interventi da parte delle due squadre.
Al 27esimo, azione manovrata con Harrison che crossa nel mezzo, dove Kean non arriva a deviare in porta, pallone che resta in area con il tiro di Mandragora alto sulla traversa.
I primi ammoniti Pongracic e Parisi.
Poche occasioni nella prima frazione, nessun problema per il portiere Okoye, i viola squadra lenta e prevedibile. Dopo un minuto di recupero si va all’intervallo.
Nella ripresa i primi due cambi, escono Brescianini e Pongracic, per Ndour e Comuzzo.
La dinamica del match non cambia, i bianconeri pericolosi in fase offensiva, Davis recupera un pallone a centrocampo entra in area e di sinistro impegna il portiere De Gea, in avanti ancora i padroni di casa con Zaniolo, che non trova la porta a causa di una deviazione.
Al 63esimo, fallo di Rugani in area su Davis, l’arbitro Pairetto indica il dischetto.
Dagli undici metri lo stesso attaccante inglese Davis (fuori da un mese per infortunio, recuperato all’ultimo minuto), che si ferma prima di calciare, De Gea intuisce la traiettoria dell’angolo, ma il tiro potente entra in rete, raddoppio dei padroni di casa.
Al 71esimo altra doppia sostituzione, Mandragora e Kean lasciano il posto a Fabbian e Piccoli.

Moise Kean in un’azione di gioco, fonte Instagram Fiorentina
Un paio di azioni dei viola, un corner battuto da Harrison e colpo di testa di Ndour al lato di poco, Piccoli di sinistro manda il pallone sul fondo.
Nella fase finale, poche occasioni, i viola non pressano.
L’ultimo cambio all’87esimo, Fazzini al posto di Fagioli.
Nei 5 minuti di recupero, al 94esimo arriva la terza rete dei friulani, Buksa subentrato a Davis, sulla fascia destra scappa a Rugani, e con un mancino manda il pallone sul secondo palo.
Il triplice fischio mette fine alla disastrosa gara dei viola, tre reti subite rispecchiano la prestazione vista in campo.
Una formazione inedita che riporta a galla i problemi dell’intera stagione, nessuna idea di gioco, manovra lenta, goal subiti da palle inattive, difesa perforabile al primo affondo avversario, errori individuali, poca concretezza e precisione in fase offensiva.
Da tutto ciò, si comprende la prova della squadra insufficiente per tutti, parlare dell’uno rispetto all’altro sarebbe deprimente per il singolo, una serata che non risparmia nessuno, non solo deludente dal punto di vista fisico, ma soprattutto per sbagliato approccio alla gara, per carattere e grinta.
Sul banco degli imputati, come spesso già visto, il tecnico Vanoli, che non riesce a dare le giuste motivazioni, il cambio modulo proposto rileva le lacune difensive, i giocatori non schierati nel loro ruolo, stentano a trovare posizioni e collocazioni, manca l’amalgama del gruppo.
Un passivo di tre reti subite e un bilancio di 4 ammoniti, zero tiri in porta, sono numeri sui quali riflettere. Una difesa colabrodo con 42 goal subiti in totale, 13 da palle inattive, compresi i rigori.
Nella debacle generale, anche i vari Fagioli, Gudmundsson e Kean, che si distinguono per doti tecniche e spesso coprono i limiti dei compagni, assorbiti dal grigiume generale, non riescono a creare manovre di gioco, per cambiare le sorti della gara.
L’ennesima occasione sprecata dalla squadra gigliata, che con i risultati acquisiti delle dirette antagoniste della bassa classifica (nessuna ha ottenuto punti), non riesce ad approfittarne per fare un passo in avanti.
La Fiorentina resta nella palude del terz’ultimo posto a 24 punti, con Lecce e Cremonese, che se dovesse finire a parità di punti, oggi, sarebbero i viola in vantaggio per differenza reti.
Purtroppo il campionato è ancora lungo, mancano diverse gare, con scontri diretti, e con big di alta classifica, consapevoli che ognuna sfida deve essere interpretata con la massima attenzione e concentrazione, per archiviare quanto prima questa stagione negativa, sotto tutti i punti di vista.
La prossima gara tra le mura del Franchi, contro il Parma, squadra alla portata (dodicesima in classifica), da affrontare con la foga agonistica di una finale, per cancellare questa sconfitta umiliante, per ottenere il solo risultato a disposizione, la vittoria e tre punti fondamentali.

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