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In caduta libera

TORINO (Dal nostro inviato) – Nella quindicesima giornata di campionato i viola affrontano il Torino. Totale contestazione da parte della tifoseria granata contro allenatore e società sugli spalti della Curva Maratona, una piccola minoranza decide di non essere presente alla gara, per la chiusura della Curva Primavera e per alcuni Daspo dati ad alcuni supporter granata. Per solidarietà, dato lo storico gemellaggio, una parte dei tifosi viola raggiunge il capoluogo piemontese senza entrare nell’impianto.

Nel settore preposto sono presenti circa 250 ospiti, senza striscioni e bandiere viola. Prima della gara il presidente Rocco Commisso con la famiglia e Joe Barone (che hanno omaggiato nelle ore precedenti i campioni del Grande Torino a Superga) svolge il consueto giro del campo, saluta i bambini delle scuole calcio, si porta sotto il settore dei tifosi viola per ringraziare i supporter arrivati da Firenze. Sugli spalti gli spettatori totali sono 15.000.

La Fiorentina con il completo verde in onore del quartiere di S. Giovanni, parte con il modulo del 4-3-3, Dragowski, Caceres, Milenkovic, Ceccherini, Dalbert, Benassi (cap), Pulgar, Castrovilli, Ghezzal, Chiesa, Vlahovic. Nelle prime fasi di gioco poche azioni di rilievo, le due squadre provano a trovare spazi, con diversi passaggi sbagliati ed errori individuali. I viola non riescono mai ad impegnare Sirigu, le prime occasioni sono dei granata, prima con Zaza poi con Baselli.

Il pressing della squadra di casa porta al vantaggio di Zaza, Ansaldi crossa dalla sinistra l’attaccante non sbaglia e mette in rete. La squadra viola senza idee, incapace di reagire, non riesce ad impostare, sbaglia passaggi e viene anticipata dagli avversari, in difficoltà gli attaccanti. Dopo tre minuti di recupero si va all’intervallo.

Una gara negativa per gli ospiti, timidi, impacciati, irriconoscibili, in un clima surreale, pochi cori dai granata di contestazione verso mister e società, silenzio da parte dello sparuto gruppo dei tifosi viola. Nella seconda frazione di gioco si assiste allo stesso copione per i ragazzi di Montella, poca intensità, stessa lentezza, errori banali. Il primo cambio scontato è l’uscita di Ghezzal (pessima la sua prova) per Sottil che velocizza qualche azione.

Rococ Commisso e Joe Barone a Superga al sacrario del Grande Torino

Rocco Commisso e Joe Barone a Superga al sacrario del Grande Torino

Prime occasioni con Vlahovic di poco al lato, subito dopo di Benassi alto sopra la traversa. Nel migliore momento dei viola, vivaci e propositivi, arriva il contropiede dei granata che con Ansaldi realizza il raddoppio. Al settantottesimo il secondo cambio esce Vlahovic, mai pericoloso, per Pedro. Nei minuti finali i viola sembrano svegliarsi dal torpore di tutta la gara, Chiesa in area serve Pedro che favorisce Sottil che non riesce a colpire il pallone.

Nei tre minuti di recupero il pressing dei viola, Chiesa trova un cross preciso per Caceres che dimezza lo svantaggio. Tutta la squadra sotto porta per un assedio totale, anche Dragowski lascia la porta per portarsi in area avversaria, ma troppo tardi la reazione. La gara termina con la quarta sconfitta consecutiva.

Un primo tempo ingiustificabile, un atteggiamento rinunciatario, senza grinta e gioco, per ottanta minuti assenti mentalmente e fisicamente. Una crisi che dura da più di un mese, una squadra in caduta libera, che sta sprofondando in un baratro pericoloso di una classifica deficitaria, 16 punti in 15 gare sono numeri inclementi, con la zona retrocessione a pochi punti.

Soccer : Serie A; Torino-Fiorentina

La squadra sta mostrando tutte le lacune tecniche dei singoli, il reparto deficitario resta quello offensivo, troppa responsabilità verso Vlahovic un classe 2000, troppe aspettative su Pedro ancora in condizioni precarie; anche la difesa in difficoltà non solo nelle azioni da goal, Chiesa si accende solo nel finale, il centrocampo insufficiente e a fasi alterne, il migliore per volontà e determinazione, Castrovilli, che prova qualche ripartenza, ma predica da solo senza trovare il supporto dei compagni.

Sul banco degli imputati tutti i principali protagonisti, dall’allenatore Montella, in bilico nonostante la conferma di Commisso la scorsa settimana e di Pradè nel post gara, all’intera squadra incompleta e costruita in fretta, e con alcune scommesse che non hanno inciso. In una stagione considerata di transizione, che ognuno si assuma le proprie responsabilità, valuti i motivi di queste disfatte, e trovi le immediate soluzioni. Nelle prossime proibitive sfide contro Inter e Roma, Firenze aspetta e pretende delle prestazioni dignitose e di carattere, i bonus di tempo e pazienza sono terminati.

Autore

Patrizia Iannicelli

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