Prato

Commercio: In dieci anni Prato ha perso 182 imprese

PRATO – Com’è cambiata la demografia delle imprese del terziario a Prato negli ultimi dieci anni? A rispondere è Confcommercio Pistoia e Prato che, sulla base della ricerca svolta dall’Ufficio Studi della Confederazione sui dati Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne, disegna due scenari distinti per le aziende di commercio e turismo in centro o fuori.

A partire dal 2012 fino a giugno 2021, infatti, il commercio al dettaglio ha registrato una perdita pari a 182 attività nel settore nell’intero comune, con il centro storico che segna un -84 (pari al -9% sul totale) e le altre aree con -98 unità (-10%).

I segmenti più colpiti nel centro storico sono i distributori di carburante (-40%), librerie e cartolerie (-20%), articoli per la casa (-17%), minimarket a prevalenza alimentare (-17%). In crescita il commercio online (+90%), seguito dalle farmacie (+26%) e dalle attività di vendita di apparecchi informatici e per le telecomunicazioni (+17%).

Fuori dal centro di Prato, perdono soprattutto minimarket a prevalenza alimentare (-42%), articoli per la casa (-39%) e distributori di carburante (-38%). Crescono, di contro, il commercio online (+100%), apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (+42%), farmacie (+28%), prodotti alimentari e bevande (+23%).

Diversa è la strada percorsa dal settore del turismo che, nonostante le complessità vissute nell’ultimo decennio dal territorio e dall’economia nazionale, dal 2012 ha riscontrato una crescita di alberghi, bar e ristoranti pari a +123 unità. Protagonisti sono stati i pubblici esercizi che si sono sviluppati a macchia d’olio nell’intera area comunale, contribuendo alla sua vitalità ed accoglienza.

Ma quanto ha inciso la pandemia sul tessuto imprenditoriale pratese? Secondo la ricerca, il commercio al dettaglio ha subito una lieve flessione che si concentra soprattutto fuori dal centro (-6%) contro il (-1%) del centro storico. Lo stesso accade per alberghi, bar e ristoranti con un -4% registrato in centro e un -3% nelle aree circostanti.

«I numeri della ricerca ci mettono davanti a una realtà conosciuta, che negli anni si è manifestata in modo sempre più evidente – afferma Tiziano Tempestini, Direttore di Confcommercio Pistoia e Prato. Il commercio alimentare arretra a favore della somministrazione e del turismo, con i servizi essenziali come quelli alimentari che si spostano soprattutto nelle aree esterne, seguendo quel processo di decentralizzazione di molte funzioni che ha coinvolto i centri storici».

«Se questa dinamica, da una parte, pone di fronte a nuove prospettive di sviluppo, dall’altra crea smarrimento per il settore del commercio che oggi si trova a doversi ripensare e riorganizzare. Tutto questo accade in un momento cruciale che ci vede coinvolti dalle conseguenze della pandemia, dal caro bollette e dalla guerra tra Russia e Ucraina. Un quadro, dunque, che rischia di mettere in difficoltà il sistema del commercio e del turismo di ciascun territorio, compreso il nostro» continua Tempestini.

«Da un’indagine svolta dall’Associazione con il settore moda abbiamo visto che a preoccupare più di tutto i nostri associati nei prossimi mesi sono la perdita della capacità di acquisto da parte delle famiglie e la crescita dei costi delle materie prime. Diventa quindi urgente ridisegnare le città e ripensarle garantendo la loro vivibilità, frequentazione e accoglienza. E, allo stesso tempo, sviluppare una nuova identità per tutti quei settori che hanno visto cambiare completamente la domanda e il territorio e hanno bisogno oggi di riposizionarsi su un mercato in costante mutazione» conclude il direttore di Confcommercio Pistoia-Prato.

 

Autore

Andrea Sarti

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