Ombre Rosse

Diario del Coronavirus – Giorno 16: ALBA ROSSA

E finalmente, il giorno che a lungo tanti avevano paventato e tanti altri atteso, arrivò. Per anni, la possibilità che il nostro mondo e la nostra civiltà finissero, travolti da una marea rossa, era stata liquidata come irrealistica. Film come quello di John Milius erano stati bollati come eccessivamente violenti e ridicolmente fantasiosi.

RedDawn201106-001Alba Rossa. Speravamo di non doverla vedere, almeno quelli di noi che il rosso lo tollerano a mala pena sulle maglie del Liverpool. Ne abbiamo viste tante di albe, l’ultima delle quali era stata quella in cui avevamo salutato l’avvento di Giuseppe Conte al governo come l’alba della Terza Repubblica. Non rinneghiamo quel giudizio, dato con il senno di allora. Non eravamo noi ad illuderci, o a volare di fantasia con più spregiudicatezza di John Milius. Era Giuseppe Conte, e con lui chi l’ha incaricato e chi l’ha sostenuto, il traditore del suo e del nostro paese. Della nostra stessa civiltà.

Riprendo in mano la vecchia locandina del film. Diceva: Nel nostro tempo, nessun esercito straniero ha mai occupato il suolo americano. Finora.

Gli Stati americani stanno contando i voti dati ai seggi e quelli dati per posta. Joe Biden è ad un passo dalla vittoria, anche se gli arriderà per un pugno di strani voti. Come successe nel 2000, anche se allora non c’erano i veleni ed i sospetti di adesso. Se vince il partito che si chiama democratico, in USA come nel resto dell’Occidente, l’Occidente è morto. L’abbiamo già scritto e lo ribadiamo.

Anche se nominalmente americano, é un esercito culturalmente e moralmente straniero quello che si prepara ad occupare gli USA, dopo aver messo in ginocchio tutti i luoghi del nostro mondo dove si è in qualche modo issato al governo. Sempre senza vincere libere elezioni, o comunque lasciandosi dietro una scia di sospetti, di illazioni, di rumors circa brogli pressoché accertati, tali da far pensare che un fosso è stato ormai irrimediabilmente saltato. Quello che ci separava dalla fine dell’ipocrisia che ha tenuto in piedi la farsa del rispetto dei valori condivisi della democrazia.

L’unica democrazia che questa gente che si chiama democratica ha mai conosciuto è quella delle Repubbliche Popolari, dalla Germania Est alla Cina passando per l’URSS. Basta vedere il fondale su cui si è affacciato ieri Roberto Speranza per annunciare la nuova zona a varie gradazioni di rosso, il nuovo lockdown, il coprifuoco finale. L’immagine che richiama è quella di Xi Jin Ping, di Mao Tze Tung e degli altri grandi timonieri che stanno portando la Cina alla conquista di questo nostro povero mondo di debosciati e di avidi. L’esercito popolare non deve neanche scendere in campo, è bastato a metterci in ginocchio questo virus da operetta che va a colpire prima di tutto i nostri centri nervosi. Portando allo scoperto il bluff che siamo, da almeno trent’anni a questa parte.

RobertoSperanza201106-001

Dietro il leader supremo Spe Ran Zing è tutto un profluvio di rosso, in varie tonalità. La sostanza – al netto delle proteste delle Regioni che più che altro sembrano giustificare le vignette che circolano sul web in questi giorni e che non sono più significative, effettive all’atto pratico di uno dei tanti post del leader della ex-opposizione Salvini e compagnia bella -, è che siamo di nuovo tutti chiusi in casa. In varie gradazioni, anche qui, perché il Conte si è fatto furbo. Da bravo levantino (moralmente e culturalmente parlando) stavolta si è mosso con sottile astuzia. Si chiude bottega a pezzi, dopo aver lavato il cervello alla gente facendole credere che la seconda ondata del Covid è più letale della seconda ondata della Spagnola.

Il web si scatena.....

Il web si scatena…..

Fuori, per le strade che si apprestano a ritornare deserte, possono muoversi solo coloro che hanno ancora la fortuna di avere un lavoro, gli sbarcati dai barconi (gli unici a poter vivere in una zona azzurra, come il mare che li ha portati qui, alla deriva come Odisseo attratto dal richiamo della maga Lamorgese) e presto anche i cinesi che arriveranno a comprarsi le nostre attività fallite, i nostri posti di lavoro, i nostri resti, sventolando sotto il naso di qualche padroncino avido e di tanti altri disperati quei loro rotoli di soldi tenuti insieme con l’elastico con cui si sono comprati l’Impero d’Occidente. Odoacre dovette combattere contro gli ultimi legionari. Ping, come lo chiama il nostro ministro degli esteri Of Maio, ha lasciato che si disperdesse nell’aria qualcosa di strano, e tanto è bastato.

La manipolazione dell’informazione la inventarono i nazisti tedeschi ed i comunisti sovietici, e la misero a punto tanto bene da riuscire a spingere i rispettivi popoli ad una carneficina quale per ora non si è più visto l’uguale (ma date tempo al tempo….). Non importa cosa dici, anzi, se è una puttanata, meglio. Ciò che conta è come la dici. Devi sembrare convinto, imperterrito, e toccare i tasti giusti negli animi degli ascoltatori, già peraltro di per sé predisposti a bersela. Sta tutto nel capire che cosa vogliono bersi.

Accendi la mattina la radio, ed è fin da subito un concerto di Lagrimose, Dolorose, un bollettino di una guerra che pochi, francamente pochi, hanno visto realmente combattere. Quel Minculpop che è diventata la RAI (non che in passato fosse la BBC….) snocciola a mitraglia cifre che stordiscono, che spingono sul baratro di un terrore senza nome e senza confini un popolo che ha una naturale predisposizione per il panico, le rotte di Caporetto, gli 8 settembre, le rese più o meno incondizionate e più o meno prive di dignità. Alla fine del giornale radio, sei sopraffatto da un quadro della situazione a tinte fosche come un quadro di Hyeronimus Bosch. Il diavolo galoppa libero sulla nostra terra come in un romanzo di Stephen King.

DPCM201106-001Dimenticati, completamente dimenticati gli autorevoli pareri di infettivologi di fama mondiale, di premi Nobel e di responsabili degli Istituti Superiori di Sanità e delle strutture più prestigiose di ciò che resta del nostro sistema sanitario. Poca o nessuna la voglia di fermarsi a riflettere su un paio di quelle cifre, estrapolate dal macabro contesto, o per meglio dire dalla litania intonata dal giornalista di turno come un monaco gregoriano dell’Alto Medioevo. Men che meno, di ricondurle a più miti indicatori epidemiologici.

Stiamo rifottendo il nostro paese e la nostra economia perché, a ieri, sono morte 450 persone o giù di lì, e ce ne sono 99 in più in terapia intensiva (rispetto a non si sa quando, non chiedermi la statistica, avrebbe detto l’ermetico Eugenio Montale…..) Dopo esserci messi la mano sul cuore (perché quelle vite, andate via o in bilico, meritano sicuramente più rispetto di quello che offre loro chi le strumentalizza), andiamo a tirare la somma. Che poi è la solita, di marzo scorso (ma allora avevamo l’attenuante della sorpresa) e di sempre.

Perché il fatto è, cari compagni, che non è il virus ad essere incattivito, anzi. Le seconde ondate ci sono sempre. Ma adesso hai cure mediche adeguate e dovresti essere pronto anche psicologicamente.

GiuseppeConte201106-001

Macché. Al governo, nessuno ha fatto una mazza per tutta la primavera e l’estate. I posti letto sono quelli rimasti in dotazione dopo i tagli ventennali alla sanità (perché bisognava introdurre l’efficientismo, o efficientamento, questi ragazzi prodigio che ci governano parlano così….), e così il numero di medici e infermieri assegnati alle strutture sanitarie di prima linea. La sanità di base, sul territorio, in compenso, praticamente non esiste più, e chi dice il contrario prende per i fondelli. Tanto è vero che per costringere i medici di base a fare i tamponi il governo ha dovuto mettere l’ulteriore marchetta dei 18 euro a botta. Di fare paragoni con altre professioni parimenti antiche rispetto a quella medica ne avrei una gran voglia, ma mi astengo. I tribunali in questo periodo sono tutti a reddito di cittadinanza, ma non vorrei che riaprissero apposta per me.

Migranti201106-001

Il virus, cari compagni, è letale come l’influenza di stagione di due anni fa, e oltretutto non c’é verso di sapere – ora come allora – quanta gente muore di altre patologie già pesantemente presenti nel suo organismo oppure per effettivo ed esclusivo contagio da coronavirus. Vorremmo vedere tante cartelle mediche, chissà che non si dimostrino altrettanto affidabili dei voti postali con cui Biden sta vincendo le elezioni in America.

Già, l’America…. Al netto dei brogli, che non sono mai da escludere a cuor leggero come ipotesi quando c’é di mezzo il partito che si richiama platealmente alla democrazia, forse bisogna accettare il fatto che gli americani del 2020 non sono più quelli del 1941, o del 1981, o del 2001. Forse anche loro, a forza di fare inclusione, accoglienza ed altre minchiate del genere, hanno perso i loro storici tratti distintivi. Una volta un capo come Trump sarebbe stato rieletto a furor di popolo, come successe a Reagan. Il togliersi la mascherina spavaldo ed il suo incitamento a tornare a lavorare, produrre, combattere senza paura sarebbe stato colto come un segnale di leadership e di sfida al mondo, da parte del popolo che abita nel paese di cui, finora, nel nostro tempo, nessun esercito ha mai occupato il suolo.

PatrickSwayze201106-001

Patrick Swayze

Oggi, evidentemente, non è più così. L’Alba Rossa sta arrivando, anche per gli USA. Se cadono loro, cadiamo tutti, e l’Odoacre di turno può rimandare indietro anche stavolta le insegne imperiali. A Pechino, o dove diavolo vuole mandarle.

I nostri figli, dopo aver sopravvissuto a questa allucinante anno di disgrazia 2020 (se ce la caveremo soltanto con questo, ma temo che l’obbiettivo di legislatura del governo nostro sia di far durare la pandemia Covid fino al semestre bianco di Mattarella), dovranno vivere in un mondo che probabilmente farà scomparire in quanto ridicolo ed ingenuo qualsiasi film di fantascienza con cui noialtri adulti ci siamo trastullati.

Il tempo dei discorsi è probabilmente finito. Così come è finito il tempo in cui aveva un senso tenere un diario come questo. E’ tempo di ritirare giù dalla soffitta la vecchia radio del nonno, e ricercare tra le frequenze quella di Radio Londra. E’ tempo di disporsi, non alla resilienza, che è l’atteggiamento psicologico degli imbelli, ma alla Resistenza.

E magari, come i Wolverines di John Milius, un giorno i nostri figli verranno fuori da tutto questo.

«This nation shall not perish from the earth»

(Red Dawn, 1984)

Autore

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.

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