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Il giorno del Ringraziamento

la prima celebrazione del Thanksgiving nel dipinto di Jean Louis Gerome Ferris

(Nella foto:: la prima celebrazione del Thanksgiving nel dipinto di Jean Louis Gerome Ferris)

«Tutti voi Pellegrini, con le vostre mogli e i vostri piccoli, radunatevi alla Casa delle Assemblee, sulla collina, per ascoltare lì il pastore e rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni

Erano fuggiti dall’Europa per non dover sottostare agli ordini di nessuna autorità religiosa, e poter vivere in libertà quello che a loro sembrava un Cristianesimo ricondotto alle sue vere origini. Ma alla fine di quel novembre del 1623 a nessuno di loro sembrò un’imposizione l’ordine del governatore William Bradford di ringraziare Dio Onnipotente. Erano ancora vivi, almeno una parte di loro. E non era stato né facile né scontato.

Novembre è un mese fatidico nella storia degli Stati uniti d’America. Fu il mese in cui, tanto per cominciare, un equipaggio di disperati – appartenenti alle sette calviniste protestanti in fuga dalle persecuzioni della Chiesa Anglicana che in quanto a intolleranza non aveva nulla da invidiare a quella Cattolica da cui si era separata ai tempi di Enrico VIII – salpati dalle coste della madrepatria a Plymouth sbarcarono in una località sconosciuta e selvaggia della costa nordamericana a cui misero lo stesso nome. Dissidenti, sì, ma inclini alla nostalgia. Acuita dalla inospitalità della landa su cui si erano autoesiliati.

Il mondo li avrebbe conosciuti come Padri Pellegrini, e malgrado non fossero i primi a ripercorrere le rotte di Colombo, di Caboto, di Da Verrazzano, di Walter Raleigh o di Francis Drake, un giorno sarebbero stati venerati come i fondatori di una nazione destinata a diventare la più potente della storia. Il luogo dove attraccarono, un punto della penisola di Cape Cod su cui si trova oggi una roccia commemorativa, era tutt’altro che una terra promessa malgrado i pellegrini tirassero un sospiro di sollievo per la fine della traversata a bordo di una nave il cui nome sarebbe parimenti entrato nella storia. Il Mayflower.

Dei 102 partiti dalla Plymouth inglese (52 uomini, 18 donne e 32 bambini) una parte non sopravvisse ai due mesi di traversata dell’Oceano Atlantico. Il resto lo fece il rigido inverno del Massachussets. Un anno dopo lo sbarco, soltanto la metà circa dei coloni della Plymouth nordamericana erano sopravvissuti in qualche modo, dopo essersi resi conto che gli animali e le sementi portate dalla vecchia Europa in quel luogo non attecchivano o resistevano.

Thanksgiving171123-001Furono gli indiani Abenaki e Algonchini, inizialmente amichevoli nei confronti di una presenza dei bianchi europei che non aveva sviluppato massicci intenti colonizzatori e prevaricatori, a insegnare agli uomini ed alle donne di Bradford quali erano le risorse alimentari che consentivano di vivere in quella terra, consegnandoli alla futura iconografia e mitologia statunitense: il granturco ed il tacchino.

Tre anni dopo, William Bradford poteva ordinare ai suoi sudditi quella preghiera al Signore, consapevole che nessuno avrebbe eccepito. I padri pellegrini erano sopravvissuti, grazie ai suggerimenti dei nativi. L’idillio con i quali purtroppo non era destinato a sopravvivere parimenti. Se alle prime celebrazioni infatti inglesi e nativi festeggiavano insieme, verso la metà del secolo diciassettesimo il Thanksgiving, o Festa del Ringraziamento, aveva già assunto connotati celebrativi della vittoria sui pagani. Gli indiani erano destinati a soccombere in quelle che diventavano sempre più tragiche e devastanti contese coloniali fra le potenze europee. Tra gli yankees (corruzione native american dell’epiteto les anglais) ed i francesi del Canada.

Raffigurazione della vittoria di Washington a Saratoga

Raffigurazione della vittoria di Washington a Saratoga

Le colonie inglesi del Nordamerica mantennero l’usanza di festeggiare il Ringraziamento a base di preghiere, granturco e tacchino, ma ciascuna in un giorno diverso. Finché non scoppiò la rivoluzione contro l’Inghilterra, che inizialmente sembrava destinata ad essere soffocata nel sangue, ma nel 1777 a Saratoga vide la prima clamorosa vittoria dei coloni americani. Ed il generale George Washington, che un giorno sarebbe diventato il primo presidente della nuova nazione, ordinò che quell’anno il Thanksgiving avesse una valenza speciale.

Fu il presidente Washington nel 1789 a stabilire che il Ringraziamento dovesse esser celebrato come festa civile e non più soltanto religiosa ogni anno in tutta l’Unione, e fu il suo successore Abraham Lincoln a decidere che avesse luogo il quarto giovedi di ogni mese di novembre, come da allora è rimasto.

Il Thanksgiving secondo Charles M. Schulz

Il Thanksgiving secondo Charles M. Schulz

Fu il presidente Kennedy nel 1963 a far sì che il Thanksgiving cessasse di essere la festa nazionale più odiata dai tacchini, decretando la grazia presidenziale per l’animale che secondo l’usanza veniva donato all’inquilino della Casa Bianca dalla National Turkey Federation. Fu, praticamente, l’ultimo atto significativo della presidenza Kennedy, destinata ad avere pochi giorni dopo il suo tragico epilogo in quel di Dallas.

Alla festività del Ringraziamento è strettamente connessa l’usanza del Black Friday, il venerdì che segue al giovedi di festa e che è tradizionalmente legato – a partire dagli anni Venti – all’inizio dello shopping natalizio. L’etimologia del nome trae origine dal fatto che per molti esercizi commerciali quello era il giorno in cui dal rosso i conti di esercizio passavano al nero dell’attivo. L’usanza degli sconti fu lanciata nel 1924 a Philadelphia dalla catena di supermercati Macy’s, ma solo negli anni Ottanta trovò la sua consacrazione, poi sancita definitivamente dall’avvento di Internet e dei siti di e-commerce.

Autore

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.

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