Ombre Rosse

Il parlamento della vergogna

Vorrei aver capito male, ma temo di aver capito bene. Il decreto legge n. 44, quello che tra le altre cose introduce l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, sarebbe passato nottetempo alla Camera dei Deputati con 311 favorevoli e 272 assenti. Avete letto bene: non contrari, né astenuti, ma assenti. Che sommati ai 47 presenti e contrari avrebbero determinato – se presenti anch’essi a fare il loro dovere – la non conversione di uno dei decreti legge più indegni oltre che illegittimi della storia della repubblica.
Sul decreto si era espresso negativamente il Garante della Privacy nei giorni scorsi, prescrivendo adeguamenti sostanziali tali da stravolgerne il testo, e chissà se alla luce delle fioche lampade accese a Montecitorio stanotte tali prescrizioni si leggevano e intendevano bene. Pare di poter dire di no, se quasi metà Camera si è data alla macchia, avendo annusato l’illegittimità ed insieme l’impopolarità del provvedimento e reagendo vigliaccamente (starei per dire: italianamente) con una fuga a Brindisi peggiore di quella del Re d’Italia l’8 settembre 1943.
E’ senz’altro la pagina più nera della nostra storia parlamentare. Neanche le Camere del 1922 si comportavano in modo così infingardo, pur assediate all’esterno dalle squadracce di Mussolini. E’ una situazione prefascista, e a questo punto la via all’esito inevitabile del neofascismo è aperta, stante il fatto che la società civile non reagisce e non reagirà prevedibilmente a questo oltraggio arrecatole dalla sua infame (ma liberamente scelta) rappresentanza politica.
Molti batteranno le mani euforici a questo colpo di mano, che impone il loro pensiero unico anche a chi credeva di poter mantenere il suo pensiero libero e autonomo in un paese che si picca ancora di essere considerato uno stato di diritto. Gli altri reagiranno come sempre, con spallucce, ironie da social network, rassegnazione. In piazza, non essendo coinvolta alcuna squadra di calcio, non ci andrà nessuno.
Bene. Ora tocca ai sanitari. La prossima volta vengono a prendere voi.

Autore

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.

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