Ombre Rosse

Sciocchezzario del coronavirus

Il ministro della salute Roberto Speranza va in TV alla fine di luglio ad annunciare che «i numeri sono incoraggianti (…) sono stati scaricati 41,3 milioni di Green pass.Un dato significativo e una svolta digitale per il Paese».

Numeri non dati a caso, si presume, in quanto sono gli stessi divulgati dal ministro nel question time alla camera dei deputati. Mentire o dire boiate in parlamento è come mentire in confessione dal prete: nel primo caso ti ascolta il popolo, il tuo popolo, nel secondo ti ascolta Dio, il tuo Dio. Se ne hai uno, ovviamente.

Subito dopo l’annuncio di Speranza si scatenano le agenzie di stampa, in prima linea le prestigiose ANSA e AGI, che ritoccano le cifre in modo sensibile. Non 41 milioni ma 47, ma che diciamo, 49. Anzi no, contrordine compagni, si tratta piuttosto di 20 milioni in tre giorni (dal 6 al 9 agosto, pare di capire). Gli italiani si sono portati il PC al mare, e invece delle suonerie quest’anno scaricano green pass a tutta manetta.

Quando le agenzie danno i numeri, non c’é che dire, li danno per davvero. Bisogna fare appello alle reminiscenze della scuola dell’obbligo (non frequentata da tutti evidentemente con lo stesso profitto) per ricordarsi di quanti abitanti ha questo paese e di che quantità prendiamo come punto di riferimento per le nostre statistiche più o meno laboriose.

Ora, non è mai stato necessario per fare politica essere né istruiti, né intelligenti, né tanto meno bene intenzionati. Il buon Speranza dovrebbe tuttavia come minimo sindacale capire che rapportare 41 milioni di green pass scaricati a 60 milioni di abitanti è un po’ troppo anche per una autorità che nell’ultimo anno e mezzo i dati sul covid li ha elargiti più o meno come si fa a Napoli con i botti a muro.

Sempre se non abbiamo capito male, 41 milioni di green pass nelle intenzioni governative vorrebbero dire anzi tutto 41 milioni di vaccinati, e già qui qualche asino cascherebbe, considerato che si tratterebbe dei due terzi della popolazione. Non ci sembra che simili cifre ricorrano nemmeno nei bollettini trionfali del generale Figliuolo o di altro comando militare o civile preposto alla campagna vaccinale.

In pratica, peraltro, se si tolgono i minorenni (anche al netto delle vaccinazioni forzose effettuate su chi ancora il consenso lo dovrebbe esprimere per il tramite della patria potestà (anche se con simili patrie potestà in circolazione non è detto che sia un vantaggio) e tutti coloro a cui l’anzianità non fa premio sulla voglia di vivere un altro po’ senza troppe sperimentazioni né patemi, ecco che i 41 milioni sembrano un po’ eccessivi. Mettiamoci dentro pure i download tarocchi effettuati da contrabbandieri del nuovo bene più prezioso dell’oro: il lasciapassare che nella seconda repubblica sociale italiana dà diritto alla libera circolazione ed al libero accesso ai servizi pubblici e privati. Il prodotto, ci sentiamo di dire, non cambia.

Insomma, Speranza l’ha sparata grossa, e non ci sarebbe nemmeno nulla di strano, perché lo fa da quando è ministro. Ma deve avere qualche efficacia argomentativa particolare nascosta, perché tanta gente sembra credergli. Almeno a voler rubricare tra la gente comune le Erinni e i facinorosi che scarmigliati, stralunati e con gli occhi più o meno spiritati aggrediscono fisicamente colleghi, amici, parenti ululando: Ma insomma! Ma dov’é il vostro senso civico! In terapia intensiva ancora si muore!!!

Già, la terapia intensiva. Il posto dove si morirà sempre, cari concittadini, e magari, se ce ne vogliamo ricordare, si muore soprattutto di altre patologie, alle quali il covid fa più che altro da occasionale contorno. Secondo dati che definire ufficiali sta al buon cuore di ognuno, le terapie intensive italiane sono al momento piene fino alla capienza del 5%. Non ridete, perché non è tutto. A sentire infatti i personaggi mitologici di cui sopra, si tratta soltanto di infettati da coronavirus (senza del quale nell’anno di grazia 2020 chissà se non saremmo diventati tutti immortali) e ovviamente di novax, non vaccinati.

Accade per l’appunto che chiunque abbia un parente o un amico in sanità (ovviamente non schierato con le verità di fede propagandate dalle autorità che gli pagano lo stipendio) può dirvi – magari accertandosi prima di non avere nessuno alle spalle che ascolta – che le cose stanno esattamente al contrario: gli infettati sono tutti o quasi tutti vaccinati.

A nessuno è richiesto di trascorrere una serata ad ascoltare il prof. Luc Montagnier. Ve lo ricordate? Insieme a Robert Gallo riuscì a convincere una generazione che si stava rassegnando alla masturbazione come unica attività sessuale possibile ai tempi dell’AIDS – quello sì che faceva vittime, altro che il covid19 – a tornare ad accoppiarsi con propri simili. E magari generare come prole una generazione successiva che a suo tempo avrebbe avuto paura perfino del raffreddore e dell’unghia incarnita, ma di questo non ha colpa Montagnier.

Chi sceglie tuttavia di farlo (preferendolo magari ad una serata trascorsa a compulsare i Tweet di divulgatori scientifici come Roberto Burioni o Selvaggia Lucarelli), o comunque si documenta su quanto predicato in scienza e coscienza da Montagnier e da altri luminari – loro sì – della medicina, potrebbe addirittura scoprire che in pandemia non si vaccina mai, perché serve solo ad aprire strade al virus delle quali lui non sospettava nemmeno l’esistenza, mentre gira e rigira per il nostro organismo un po’ come quei vacanzieri su quelle strade dell’Appennino Tosco-Emiliano o della Maremma grossetana dove la cartellonistica stradale è un optional.

Ecco, il covid che si stava perdendo nei meandri di un organismo, il nostro, che dalla notte dei tempi ha regolarmente debellato ben altre bestiacce relegandole al rango di animali domestici, ecco che si trova davanti un bel cartellone scritto in caratteri cubitali che gli indica dove andare a far danno, con sotto un altro quadrante luminoso che segnala: DIFESE ABBASSATE, AFFRETTARSI.

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Di vaccin non v’é certezza, avrebbe sicuramente scritto Lorenzo il Magnifico. Ma ecco che nel momento in cui le terapie intensive scendono al minimo storico del secolo e destano preoccupazione l’indice di positività al 3,1% e i 59 morti registrati in tutta Italia nella giornata di ieri (fonte AGI), se ne esce ancora l’Obersturmfuhrer Speranza che proclama che la terza dose si farà. E che intanto il personale sanitario renitente alle prime due dosi sarà passato per le armi senza processo.

Nello specifico, chi di costoro avesse osservato il pur illegittimo decreto Draghi orientandosi nelle maglie dei portali di prenotazione vaccinale e rimandando – come suo diritto – il vaccino a data da destinare soprattutto a quando si capirà meglio che cosa c’é in quell’ago con cui si viene bucati, costui verrà messo a casa in sospensione senza stipendio fino al 31 dicembre (data oltre la quale prorogare ulteriormente lo stato di emergenza dovrebbe risultare ancora più ridicolo di quanto non lo sia stato nell’anno in corso). Alla faccia della legislazione sul lavoro, dello stesso pedissequo decreto sull’obbligo vaccinale, delle salvaguardie costituzionali e di secoli di civiltà, vorremmo aggiungere.

Ma i duci e ducetti di cui è disseminata la pubblica amministrazione non battono ciglio, e come facevano i loro nonni con le ordinanze in caratteri gotici di Kesselring e Kappler eseguono senza discutere. Urlando nel frattempo osceni insulti e orrende minacce in faccia ai loro simili che incontrano nei corridoi, se sprovvisti della stella a sei punte di colore verde che dovrebbe consentire di identificare i bravi sudditi.

La sensazione è che nell’imminenza dell’entrata in vigore a fine ottobre delle cure che consentono – a costi minimi – il trattamento del covid a domicilio, le giacenze di magazzino vaccinali rischiano di restare invendute. Per questo la Kommandantur sanitaria ha diffuso la parola d’ordine: ora o mai più. Se non si procede ai rastrellamenti, i vaccini non inoculati le restano tutti sul groppone, e poi chi la sente la von der Leyen che già un anno fa aveva firmato al buio contratti plurimiliardari con Pfizer, Astra Zeneca, Johnson & Johnson e Moderna? (Sputnik no, sono russi, brutti e cattivi, sessisti e omofobi…. Sapete che c’é? Poco male, alla fine, ci mancava solo un altro vaccino in più).

Notizia dell’ultim’ora: il vaccino Pfizer, quello che agisce sul DNA, da oggi non è considerato più farmaco sperimentale. Restate comunque in collegamento, pare che ci siano novità in arrivo anche a proposito della morte di Cristo, che sembra sia stata dovuta al freddo.

Dice: sei blasfemo. Io? E papa Francesco che si è messo a fare propaganda a questi vaccini, che cos’é? Santità, se si sente stanco, lasci pure l’incarico, ormai non è una novità. Morto un papa se ne fa un altro, e fino a quattro in contemporanea possiamo ancora giocare con la vecchia copertina dei Beatles ad Abbey Road.

Pare che perfino Draghi non sia contento di Speranza.....

Pare che perfino Draghi non sia contento di Speranza…..

Autore

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.

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