Fiorentina

Battuta d’arresto tra le mura di casa

(Dal nostro inviato) – Dopo la sosta per le Nazionali, si torna in campo nella 24esima giornata di campionato, la quinta del girone di ritorno. Dall’ultima gara giocata al Franchi, (terminata con la roboante vittoria sul Genoa con 6 reti a zero, ndr) sono trascorse tre settimane, un periodo interminabile, considerando gli episodi che hanno ancora una volta messo a dura prova una città e la sua tifoseria.

Nella sessione del mercato invernale, detto di riparazione, appunto per dare qualche elemento di rinforzo alla squadra, per sopperire a qualche riserva nei vari reparti, viene ceduto alla nemica di sempre Juventus, il migliore giocatore della rosa, il capocannoniere del campionato. Ci limitiamo a raccontare il terremoto calcistico derivato, dove ognuno ha espresso il personale parere, la propria opinione insindacabile, creando opposte fazioni, tra coloro favorevoli per l’operazione economica, ma con tanto disappunto, malumore e polemiche, considerando la questione sportiva.

In questa diatriba, come storicamente avvenuto nella città del giglio, resta una sola certezza il triste e amaro epilogo, di vedere campioni nati cresciuti e valorizzati con la maglia viola, rafforzare la peggiore antagonista. La tifoseria organizzata si scaglia contro il traditore di turno, il giocatore, striscioni lo testimoniano, con il conseguente comunicato che chiama in causa il presidente Commisso, per avere spiegazioni, la rabbia si riversa sugli altri dirigenti.

Il presidente risponde dopo giorni esprimendo la sua amarezza per una sua immagine ironica apparsa su Ponte Vecchio, sul momento di riflessione per le eventuali decisioni future, elenca i soldi investiti nella società. Ancora discussioni accese, ancora divisioni, quelle che dal ritiro di Moena sembravano un lontano ricordo, con l’unione d’intenti tra le parti, con risultati di un girone di andata oltre le aspettative.

Sul fronte mercato per sopperire alla mancanza dell’attaccante serbo, arriva a Firenze (dopo Ikone e Piatek), proveniente dal Basilea,  il centravanti brasiliano Arthur Cabral, per 16 milioni di euro. Dopo tutta questa serie di situazioni, finalmente si torna a parlare di calcio giocato, la sola e unica panacea per riportare un minimo di tranquillità.

La gara non è delle più semplici, arriva la Lazio di mister Sarri, nel posticipo serale del sabato. Con la capienza al 50% degli spettatori, i gruppi organizzati della curva Fiesole decidono di non partecipare con striscioni e bandiere, lasciando ad ognuno la scelta di occupare gli spalti. Saranno presenti alla gara circa 18mila spettatori.

Mister Italiano si affida al solito modulo, i sud americani tornati dalle rispettive nazionali partono dalla panchina, (tranne Torreira), in difesa Venuti al posto di Odriozola squalificato, torna titolare Nastasic, in avanti subito in campo il neo arrivato Cabral. Gli undici schierati sono: Terracciano, Milenkovic, Venuti, Nastasic, Biraghi, Bonaventura, Torreira, Duncan, Callejon, Cabral, Sottil. Il primo affondo è viola con un colpo di testa di Cabral che accende il Franchi, il numero nove già beniamino del pubblico, applaudito e acclamato.

Buon ritmo dei viola nei primi trenta minuti, gara tattica con diversi falli da parte dei laziali, si va all’intervallo a reti inviolate. Nella seconda frazione al 53esimo arriva il vantaggio degli ospiti, solito contropiede (già visto nel primo tempo con un paio di parate provvidenziali di Terracciano),  con Zaccagni che trova in area un libero Milenkovic-Savic che davanti a Terracciano mette in rete il pallone, difesa viola disattenta e distratta.

Al 59esimo primo doppio cambio per mister Italiano, entrano Gonzalez e Castrovilli al posto di Callejon e Duncan. Al 63esimo l’arbitro Orsato per un fallo in area di Felipe su Castrovilli indica il dischetto, dopo la visione al Var il presunto rigore è annullato. I viola spenti e con poche idee sbagliano semplici passaggi, messi in difficoltà in varie occasioni, vengono puniti al 70esimo in contropiede con il raddoppio di Immobile. Ancora una doppia sostituzione per i viola Piatek e Ikone  al posto di Cabral e Bonaventura (ammonito e diffidato sarà assente nella prossima gara, ndr).

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All’80esimo arriva anche il terzo goal, Immobile scarta il portiere Terracciano e manda il pallone verso la porta, Biraghi in un salvataggio disperato sulla linea, scivola e spinge la sfera dentro la rete. L’ultimo episodio in negativo per i viola l’espulsione di Torreira per proteste, anche l’uruguaiano salterà il prossimo turno. Brutta gara per i ragazzi di Italiano, che ripetono una prestazione sottotono, come gia avvenuto in altre occasioni dopo la sosta. Molto nervosismo in campo (compreso il siparietto tra un paio di giocatori al momento di portarsi sul dischetto per battere il rigore poi revocato), con tanti errori nelle fasi di costruzione e realizzazione.

Poche sufficienze per i singoli, distratti e mancanti di grinta e carattere, per volontà e qualche spunto citiamo Sottil su tutti, con qualche buona parata di Terracciano che da solo può fare poco. Una battuta d’arresto tra le mura di casa, per mesi un fortino inespugnabile, dove gli avversari avevano molto da lottare per raccogliere qualche punto, era da preventivare dopo i saluti del bomber serbo. La squadra aveva già mostrato qualche giocatore meno brillante, e un gioco offensivo carente.

Con la sconfitta si lascia il sesto posto (con una gara in meno), e si scivola all’ottavo, che non ridimensiona le ambizioni della squadra, ma deve servire di monito per ritrovare ritmo e mentalità di squadra, anche nel velocizzare l’acquisizione degli schemi tattici e l’intesa con i compagni dei nuovi acquisti.

Il migliore viatico resta la reazione sul campo, che deve essere immediata e risolutiva già il prossimo giovedì a Bergamo, contro la corazzata Atalanta, nella gara secca nei quarti di Coppa Italia. Un match che potrebbe dare una prima risposta, non definitiva, per capire se questa rivoluzione avvenuta a metà stagione, non diventi decisiva per il risultato finale.

Autore

Patrizia Iannicelli

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