Fiorentina

Ciao direttore

(Nella foto, il Direttore Generale Joe Barone)

Dopo il passaggio ai quarti di Conference League di una settimana fa, la società viola vive una terribile tragedia, la scomparsa di un protagonista, Joe Barone, Direttore Generale della Fiorentina.

Abbiamo preferito rinviare queste righe, dopo qualche giorno dalla terribile vicenda, per non cadere nella banalità e nelle solite convenzioni, soprattutto di retorica e frasi fatte.

Il dirigente che dal passaggio di proprietà dai Della Valle al tycoon Rocco Commisso, ha rappresentato l’ uomo di fiducia, il factotum, la presenza fondamentale, il rappresentante nelle varie sedi, il punto di riferimento, il fulcro della nuova società.

La prematura scomparsa porta sgomento e angoscia, un fulmine a ciel sereno, racchiuso in poche e terribili ore, prima del terribile epilogo.

Mentre si aspetta il fischio d’inizio della gara di campionato, a Bergamo contro l’Atalanta, domenica 17 marzo, le agenzie di stampa nel primo pomeriggio, parlano del malore del dirigente, con la conseguente sospensione della gara a data da destinarsi.

Il rinvio subito ufficializzato dalla Lega calcio, fanno presagire la gravità della situazione, le notizie che si rincorrono sono controverse, si attende qualche fonte ufficiale, si parla di infarto.

I primi soccorsi nell’albergo, dal medico della squadra, la corsa in ambulanza verso il San Raffaele di Milano, il bollettino medico tramite il sito ufficiale, condizioni gravi ma stabili. La sera l’arrivo della moglie Camilla da Firenze, mentre i dirigenti, il  tecnico e una delegazione di giocatori, sono al suo fianco, non trapelano altre notizie. Il lunedì di angoscia ma anche di speranza, l’attesa di qualche miglioramento, arrivano i figli dall’America.

Un silenzio assordante la mattina successiva, la paura che possa succedere l’irreparabile diventa concreta, si mantiene il massimo riserbo,  il rispetto per la persona in una situazione delicata. Intorno alle 16.00, ancora tramite il canale ufficiale si legge la tremenda notizia della scomparsa del Direttore Generale Joe Barone.

Seguono le indicazioni per dare l’ultimo saluto, con l’apertura della camera ardente nel Viola Park il giorno seguente, dalle 9.00 alle 21.00.

Questa la rapida sequenza della cronaca delle 48 ore precedenti alla tragedia, che a prescindere dai rapporti personali, professionali e lavorativi, intercorsi con il dirigente, lasciano sgomenti e increduli un’intera comunità, la città di Firenze, la Fiorentina nel suo comparto, dirigenti, tecnici, squadre, dipendenti, il mondo del calcio.

Come normale la notizia rimbalza sui principali canali media, tv, siti, giornali, trasmissioni intere e commenti da ogni parte, ricordi e dediche,  come avviene per un personaggio pubblico.

La lunga giornata del commiato, inizia con l’arrivo del patron Rocco Commisso e della consorte Catherine dagli Stati Uniti, toccante e profonda la sofferenza del patron e della signora, stretti alla moglie e ai 4 figli di Joe Barone. Il presidente distrutto per la perdita di un amico fraterno, di un collaboratore fidato, il suo alter ego per la Fiorentina, certo della sua completa dedizione e del suo instancabile lavoro, con una presenza totalizzante in ogni singola gara, in ogni sede.

Un uomo affranto dal dolore, che non si sottrae all’affetto del popolo viola, che fin dalle prime ore manifesta vicinanza e rispetto, al dirigente scomparso ma anche al proprietario, che consola ogni singola persona tra lacrime, strette di mano e sinceri abbracci, un connubio di tristezza e sconforto.

Un continuo fiume di gente di ogni età, sommessa, ordinata, silenziosa, commossa, (si stimano a fine giornata più di diecimila persone) che fin dall’apertura percorre i sentieri del magnifico Viola Park, in lutto con le bandiere a mezz’asta, per poter dare l’ultimo saluto ad un uomo che per quasi 5 anni ha rappresentato la Fiorentina, ma anche per dare un supporto morale alla società, ancora una volta costretta ad affrontare un altro terribile momento.

Presenti le istituzioni cittadine e del mondo del calcio,  i rappresentati delle società sportive da tutta Italia, dirigenti ed ex giocatori, personaggi dello spettacolo e sportivi, procuratori, delegati Uefa, rappresentante arbitri, che testimoniano la stima verso un grande dirigente.

Un uomo del sud (nato a Pozzallo nel 1966), con tutte le caratteristiche caratteriali del posto delle sue origini, schiettezza e sincerità, in qualche occasione anche con modi decisi, determinato nelle scelte, ma gentile e disponibile con tutti.

Il suo orgoglio maggiore era poter mostrare il Viola Park, la casa della Fiorentina, il centro tecnico che non mancava di sottolineare voluto e realizzato con gli sforzi economici di Rocco Commisso, che ringraziava pubblicamente in ogni occasione, la struttura realizzata in breve tempo, del quale era diventato il padrone di casa, in mancanza del patron, un fiore all’occhiello dove era sempre presente per accogliere personalità e gente comune.

La serata del 23 febbraio di quest’anno, ha rappresentato una data storica, il Viola Park ospita la Nazionale femminile per un’amichevole, che entusiasmo da parte del direttore, un palcoscenico internazionale con tante personalità del calcio, dal presidente Figc Gabriele Gravina, una vetrina calcistica importante per Firenze e la Fiorentina.

Infine per ultimo, solo per sottolineare, quanto era speciale il rapporto con la tifoseria, nato con la proprietà e con il dirigente dal loro arrivo in città, coltivato nei ritiri, nelle trasferte, dove sempre sorridente si fermava per fare una battuta, ascoltava consigli e critiche, non si sottraeva alle foto.

La denominazione di uno dei due stadi Curva Fiesole, è la testimonianza concreta data della società verso i tifosi. Al dirigente è stato dedicato un coro, lui rispondeva con il giro di campo, le lotte condivise per lo stadio, ma anche le prese di posizione nelle stanze della Lega, tutto in nome del popolo viola che celebrava con riconoscenza e ringraziava, un profondo connubio tra tifoseria e direttore, mai messo in discussione anche in periodi di risultati calcistici non ottimali.

La Curva Fiesole dei gruppi organizzati appunto, che con circa 500 componenti, alla fine di una giornata lunga e dolorosa, per onorare la sua memoria, arrivano in corteo dai cancelli fino al feretro, in silenzio percorrono i sentieri, davanti uno striscione recita:” Da fiorentino te ne sei andato, questo popolo ti sarà per sempre grato, ciao Joe”, uno dei momenti più toccante e commovente.

Un lungo abbraccio dei rappresentati del tifo con i familiari con cori applausi e fumogeni, il presidente Commisso con la voce spezzata dal pianto, comunica di intitolare a suo nome la villa di rappresentanza dell’impianto, di organizzare in futuro un torneo.

I ragazzi dopo i saluti si posizionano fuori dal cancello, si alzano le voci e i fumogeni illuminano la notte buia al passaggio della salma che lascia un posto tanto amato, la sua seconda casa, per l’ultimo viaggio, prima con una tappa nella sua terra natia la Sicilia, infine verso New York, dove sarà sepolto.

Sul magnifico impianto si spengono le luci, le bandiere restano a mezz’asta, con enorme tristezza e sgomento, la Fiorentina perde una figura di rilievo, piange l’ uomo prima del dirigente, che in poco tempo ha dimostrato con carattere e caparbietà, la sua passione verso i colori viola.

Con queste poche righe la nostra testata e la redazione, con profonda tristezza si stringe con affetto ai familiari, alla moglie signora Camilla ai figli, al presidente Rocco Commisso, alla Fiorentina.

Ciao Direttore, grazie per aver fatto parte della nostra recente storia viola, non ti dimenticheremo, per sempre uno di noi.

Autore

Patrizia Iannicelli

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