Fiorentina

Effetto trasferta

Nella ventitreesima giornata di campionato, la Fiorentina di mister Italiano è di scena all’Unipol  Domus Arena di Cagliari. La vigilia in casa viola è movimentata per la positività di due membri del gruppo squadra (la società per la privacy non fa nomi), che posticipa la partenza verso il capoluogo sardo, tra i convocati non sono nella lista Vlahovic e Saponara. I sardi recuperano qualche giocatore in extremis (sempre per problemi dovuti al Covid) per evitare il rinvio della gara.

Il fischio d’inizio nel lunch match alle 12.30, vede qualche cambio nella formazione viola, a centrocampo torna titolare Castrovilli, in avanti la prima del trio offensivo Gonzalez, Piatek, Ikonè. Gli undici di partenza con il consueto modulo del 4-3-3 sono: Terracciano tra i pali, Odriozola, Milenkovic, Igor, Biraghi (cap.), Bonaventura, Torreira, Castrovilli, Gonzalez, Piatek, Ikonè.

Parte subito in avanti la Fiorentina che si porta in area avversaria con la prima occasione di Bonaventura parata dal portiere. Un passaggio sbagliato di Biraghi favorisce Joao Pedro che manda fuori. Al settimo minuto assist di Ikonè su Odriozola che in aera viene fermato da Bellanova, rigore netto. Il check Var conferma. Si porta sugli undici metri Biraghi, il tiro centrale è parato da Radunovic, occasione sprecata, per i viola.

Al minuto 13 l’arbitro Aureliano ferma il gioco per un tributo in ricordo di Davide Astori, con l’immagine sul tabellone, tutti in piedi e lungo applauso per il giocatore che ha militato in entrambe le squadre. In questa fase di gioco possesso palla e dominio di marca viola, ritmo alto e gara piacevole. Al 25esimo primo brivido per Terracciano con un tiro di Joao Pedro pallone che termina sul palo e torna in campo. I sardi più incisivi i viola meno brillanti, lasciano l’iniziativa agli avversari, che provano con le ripartenze. Nei due minuti di recupero il Cagliari una punizione battuta da Marin si ferma sulla traversa dopo una deviazione di Milenkovic.

Nella seconda frazione di tempo primo cambio per i viola, entra Maleh al posto di Castrovilli, il centrocampista sembra aver accusato un problema fisico. Pochi minuti dopo, da corner arriva il vantaggio dei sardi con un colpo di testa di Joao Pedro, il capitano naturalizzato italiano arriva al suo decimo goal in campionato. Il Cagliari, galvanizzato continua a pressare, i viola sembrano accusare il colpo e non trovano reazione. Al 60esimo entra Sottil al posto di Ikonè.

Al 64esimo sulla linea di fondo,  scontro tra Joao Pedro ed Odriozola, lo spagnolo spinto dall’avversario che alza il braccio e sembra toccare il pallone, dopo il consulto al Var, si conferma il tocco di mano con l’espulsione del giocatore viola. Dagli undici metri batte Joao Pedro, ma con grande istinto Terracciano blocca il pallone. La gara resta aperta. Mister Italiano con la squadra in inferiorità numerica toglie una punta Piatek e mette in campo il difensore Venuti.

Momenti concitati e di massimo nervosismo per la mancanza di restituzione del pallone dei viola ai rosso blu, l’arbitro circondato dai giocatori. Al 75 esimo lancio perfetto di Maleh per Sottil che si invola verso l’area avversaria, con un gran sinistro trova l’angolino della porta, per il pareggio dei viola. L’esterno gigliato è ammonito per aver esultato contro gli ex sostenitori, con qualche battibecco rivolto verso gli spalti, il mister riprende il giocatore per il ritorno alla calma.

Nei minuti finali la gara resta aperta, nulla è scontato, i viola in dieci trovano la compattezza di squadra e cercano di conquistare l’ intera posta in palio. Nei cinque minuti di recupero, esce Sottil per Nastasic, dopo un ulteriore recupero il triplice fischio finale. Una bella partita giocata a viso aperto dalle due squadre, tante emozioni e ribaltamenti di fronte, con i viola all’inizio messi in difficoltà dalla pressione del Cagliari, alla ricerca di punti per la lotta salvezza.

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Molti spunti per una gara con diversi risvolti, dal rigore sbagliato di Biraghi, agli avversari che creano e vanno in vantaggio, all’episodio dell’espulsione e del rigore dei padroni di casa, che poteva portare altro esito, alla reazione viola che lotta con concretezza e grinta. Sulla prestazione dei singoli, ancora una prova di livello del portiere Terracciano (preferito ancora una vola a Dragowski), sicuro e deciso nelle uscite, il rigore parato porta a poter riprendere la gara, del reparto difensivo luci ed ombre, Odriozola una spina nel fianco degli avversari in fase offensiva, meno brillante in difesa, anche se l’arbitro di turno contribuisce alla sua espulsione, il capitano Biraghi fa un passo indietro rispetto alle precedenti gare, con diversi errori, il rigore sbagliato pesa molto per il suo rendimento.

A centrocampo buono il recupero di palloni di Torreira anche se meno incisivo in avanti, Bonaventura si nota  a fasi alterne, incolore la prova di Castrovilli, più veloce il compagno di reparto Maleh, con qualche sbavatura.  In avanti per i nuovi arrivati solito discorso Ikonè deve trovare la  posizione giusta, così come Piatek che ha avuto pochi palloni da sfruttare, servirà tempo per entrare nei meccanismi con i compagni e poter incidere sulla gara, per l’argentino Gonzalez buone le accelerazioni, meno concreto e preciso nel passaggio finale a rete. Il migliore della gara, dopo il portiere Terracciano, il neo entrato Sottil, un contropiede micidiale che porta allo splendido goal del fondamentale pareggio, terza rete al suo attivo.

Un pari che lascia però rammarico per la ghiotta occasione sprecata, con l’evidente differenza di rendimento tra le mura di casa (su 36 punti, 22 ottenuti al Franchi, ndr) e l’effetto trasferta, ancora una volta con un avversario inferiore (collocato nella bassa classifica, in totale emergenza con 12 assenze tra Covid, squalifiche e infortuni, ndr).

Nel calcio giocato entra a gamba tesa l’ultima settimana decisiva di calcio mercato (in realtà tutto l’anno si parla di giocatori che arrivano e partono), con il nome dell’attaccante serbo Vlahovic accostato a diverse squadre, un tormentone che da mesi occupa giornali e trasmissioni, tra dissidi, malumori, discussioni e polemiche.

Di sicuro un giocatore come Vlahovic sarà difficile sostituirlo nell’immediato, e forse anche in futuro, ma continuare con questa querelle non porta che confusione e divisioni in tutto l’ambiente. La sosta per le gare delle nazionali sudamericane arriva al momento giusto, una settimana di riposo, di chiarimenti e di possibili certezze per la squadra viola, per trovare la massima concentrazione nelle prossime gare e continuare a lottare per gli obiettivi da raggiungere nella stagione.

Autore

Patrizia Iannicelli

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