Diario Viola Fiorentina

Grande prova soliti errori

(Nella foto Andrea Belotti, il migliore in campo, di Paolo Giuliani)

Nel posticipo delle 20.45 della 28esima giornata di campionato, al Franchi è di scena il big match tra Fiorentina e Roma. I viola reduci dalla vittoria in Conference, sono in cerca di punti per la zona europea, i giallorossi lanciati nelle zona alta dal tecnico De Rossi, che ha ottenuto sei vittorie e una sconfitta con la capolista Inter, una delle squadre più in forma del momento.

Con il settore Ferrovia chiuso, causa lavori di restauro dell’impianto, ottima presenza di pubblico con 30.438 spettatori, esaurito il settore ospiti con 2500 tifosi dalla capitale.

Il Museo Fiorentina ricorda i giocatori che con la gara odierna raggiungono quote importanti in partite ufficiali in maglia viola, il difensore serbo Nikola Milenkovic con 250 presenze, il portiere Pietro Terracciano 100, 100 anche per il francese Jonathan Ikonè.

Si parte con il modulo del 4-2-3-1, Terracciano tra i pali, Kayode, Milenkovic, Ranieri, Biraghi, M.Lopez e Mandragora in mediana, Gonzalez, Bonaventura, Sottil, di supporto a Belotti in avanti.

Inizio di marca giallorossa con un tiro di Lukaku respinto da Terracciano e con Milenkovic che allontana. La Fiorentina risponde con un paio di incursioni di Sottil, Mancini costretto al fallo, con la prima ammonizione della gara. Dalla punizione primo affondo dei padroni di casa con una rovesciata di Ranieri di poco fuori.

I gigliati chiudono gli avversari nella loro area, ancora un intervento di Mancini su Sottil, con l’arbitro che richiama il difensore, che ammonito rischia l’espulsione.

Al 13esimo minuto cori e striscione per Davide Astori, per ricordare il giocatore scomparso il 4 marzo 2018, la curva giallorossa si unisce intonando il nome, applausi da tutto lo stadio.

Al 18esimo da corner battuto da Lopez, deviazione di Gonzalez in area, con pallone che arriva a Ranieri, il terzino da posizione favorevole, di testa realizza il goal del vantaggio.

Luca Ranieri autore del primo goal, foto di Paolo Giuliani

Gli ospiti provano a portarsi in avanti, Mandragora chiude su Aouar, dalla parte opposta da punizione, lo stesso centrocampista Mandragora sfiora la porta. Il pressing dei viola totale, si gioca ad una sola porta, Belotti sfiora la rete, il portiere Svilar respinge, dal corner Gonzalez manda alto sulla traversa, Sottil manca l’aggancio su tiro cross di Gonzalez.

Belotti a tutto campo fermato da Mancini, rischia ancora una volta il giallorosso, i viola incontenibili per azioni di gioco e tiri in porta, un colpo di testa di Belotti per Sottil, che non trova la precisione davanti lo specchio della porta.

Sul taccuini dell’arbitro Massa finisce anche Peredes per intervento da dietro su Mandragora, ancora Peredes, il centrocampista giallorosso provvidenziale a rinviare quasi sulla linea un tiro di Belotti, successiva occasione per i viola un tiro di Bonaventura.

Nel finale di tempo ennesimo giallo per gli ospiti, procurato da un incontenibile Sottil, questa volta per Hujsen , subentrato a Mancini, sostituito alla mezz’ora dal tecnico De Rossi, per evitare di restare con un uomo in meno.

Si chiude la prima frazione con un minimo vantaggio per i gigliati, che per gioco, azioni e tiri in porta superiori, avrebbero meritato risultato più ampio.

Nella ripresa resta negli spogliatoi Nico Gonzalez, per problemi fisici, al suo posto Ikonè. Si riparte con l’ennesima occasione per i viola, Belotti da corner manda fuori.

La Roma più determinata si rende pericolosa in un paio di azioni, protagonista il centrocampista Cristante che costringe Terracciano a due interventi. Al 57esimo ammonito Bonaventura, che diffidato salterà la prossima gara.

Al 58esimo Dybala serve Angelino sulla sinistra, il cross viene deviato su Aouar, che davanti la porta di testa manda il pallone in rete. I giallorossi  dopo l’insperato pari sembrano rivitalizzati e si rendono pericolosi, diverse le interruzioni di gioco e ammonizioni, da una parte Milenkovic, dall’altra Ndicka.

Al 69esimo da cross di Biraghi, sponda di Belotti e rete di Mandragora, sotto la Curva Fiesole, il centrocampista festeggia con la tifoseria nel tripudio del Franchi.

Rolando Mandragora, autore della seconda rete, foto di Paolo Giuliani

Al 78esimo cambio di Sottil per Duncan, l’esterno esce tra gli applausi dello stadio. Subito dopo Peredes trattiene in area Belotti, l’arbitro senza dubbi indica il calcio di rigore. Si porta sul dischetto il capitano Biraghi, che tira in maniera debole e centrale, con il portiere Svilar che blocca, a dieci minuti dal termine si resta con la gara incerta.

Cristiano Biraghi, foto di Paolo Giuliani

Nel finale aumenta il pressing degli ospiti con un assedio nell’area viola, Terracciano blocca un tiro di Pellegrini. Nei 4 minuti di recupero, mister Italiano, effettua un triplice cambio entrano Arthur, Nzola e Barak, per M. Lopez, Belotti e Mandragora, che escono tra gli applausi.

A pochi secondi dal triplice fischio, da corner su sponda di Ndicka, arriva il destro del difensore spagnolo Llorente, che si infila nella parte alta della porta, per il definitivo 2 a 2, nell’azione distratti Arthur in area e Biraghi che non controlla il giocatore.

Una doccia fredda per i tifosi viola, costretti all’ennesima beffa arrivata negli scampoli finali, causata da incertezze nel controllo del pallone e da ingenuità nella gestione della gara, una vittoria mancata che lascia l’amaro in bocca in quanto meritata. I giocatori fermi in campo, qualcuno seduto con le braccia sul viso, increduli e sgomenti, sono l’immagine della delusione e del rimpianto, di aver sprecato l’ennesima occasione.

Una grande prova come già vista con squadre di alta classifica (Napoli, Inter, Lazio, la Roma all’andata), con il giusto approccio, grinta e mentalità, superiori per occasioni e tiri per la maggior parte della gara, ma gli con gli stessi errori che si ripetono puntuali.

La poca concentrazione finale, le disattenzioni,  gli sbagli individuali, la poca astuzia e la maledizione dei rigori sbagliati, inconcepibile quanto inspiegabile. Un triste primato della stagione, 5 penalty, 4 consecutivi falliti, dopo Bonaventura, Ikonè, due volte Gonzalez, la volta di Biraghi, che pesano come macigni.

Sulla prestazione di squadra e dei singoli, nella cronaca emerge in generale una bella Fiorentina, con una difesa più che sufficiente da Kayode a Milenkovic, alla rete di Ranieri, Biraghi il peggiore, offre il cross per il raddoppio, ma pesa il tiro del dischetto,  sull’ultima azione del definitivo pari, non è esente da colpe. In mediana prove sottotono di Lopez ed Arthur, anticipato dall’avversario nel raddoppio, Mandragora tra i migliori, concreto a centrocampo, rete importante, la terza personale, seconda consecutiva dopo quella di giovedì in Conference.

In avanti Gonzalez si nota nell’azione della prima rete, partecipa in fase offensiva, chiede il cambio per problemi fisici, non del tutto recuperato, anche Sottil in campo con pressing e velocità, crea difficoltà agli avversari costretti ad interventi, prestazione encomiabile, finalmente ai suoi standard dopo il lungo infortunio che lo ha condizionato in precedenza.

Ennesima gara di qualità e tecnica di Bonaventura giocatore di classe a tutto campo, sempre presente nelle fasi di gioco,  recupera e smista palloni, conquista il pallone che porta al rigore che ottiene Belotti.

Il migliore in campo l’ex di turno, Andrea Belotti, una gara di sacrificio, sempre presente in area, sponda e assist per  compagni, tiri in porta, da vero attaccante, non è nel tabellino dei marcatori, ma mette in campo tutta l’esperienza e la determinazione, il rigore conquistato altro episodio di una serata da protagonista.

Si archivia velocemente la delusione della vittoria sfumata a pochi secondi e si pensa alla successiva gara, con il ritorno degli ottavi, con gli israeliani del Maccabi, al Franchi il prossimo giovedì, da non sottovalutare, anche se in vantaggio con due risultati su tre a disposizione.

La prima gara di un tour de force dei prossimi mesi, tra campionato, Coppa Italia e Conference, dove ancora la squadra viola, può essere una protagonista e conquistare obiettivi di prestigio.

Autore

Patrizia Iannicelli

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