Diario Viola Fiorentina

Passaggio ai quarti e storico traguardo

(Nella foto, Antonin Barak, prima di mandare il pallone in rete, di Paolo Giuliani)

Dopo la delusione del pari con la Roma in campionato, la Fiorentina torna in campo, ancora al Franchi, per il ritorno degli ottavi di Conference League.

Nei giorni precedenti la gara, tengono banco le restrizioni adottate e le misure di sicurezza, per l’arrivo degli israeliani del Maccabi Haifa, un match considerato ad alto rischio (come nell’andata a Budapest in campo neutro, ndr), per la situazione bellica in Medio Oriente.

Non vengono messi in vendita i biglietti di parterre di tribuna e maratona, in quanto adiacenti al terreno di gioco e privi di protezione, raddoppiano il numero di steward, controlli accurati all’ingresso per borse e zaini anche con l’uso di metal detector, chiusura al transito di alcune strade adiacenti lo stadio due giorni prima, con polemiche e malumori dei residenti.

Infine con notevoli problemi considerato il giorno lavorativo infrasettimanale, l’ingresso obbligatorio entro le 18.15, con il fischio d’inizio delle 18.45.

A tal proposito la Curva Fiesole attraverso un comunicato propone di boicottare il provvedimento e invita la tifoseria a radunarsi nei giardini sotto il settore, per poi occupare i gradoni successivamente.

Grande apprensione fin dalle prime ore della giornata nella zona del Franchi, clima surreale per un evento di sport. Per la cronaca nessun problema di ordine pubblico fino al termine della gara.

Dopo questo doveroso prologo di cronaca, finalmente possiamo parlare di calcio giocato. La presenza sugli spalti ai minimi storici, deprimente vedere l’impianto semi vuoto, per i motivi citati nelle righe precedenti, il numero ufficiale è 6.738 spettatori presenti.

Si riparte dal vantaggio ottenuto dai gigliati del 3 a 4 in trasferta al Boszik Arena. Sulla panchina mister Daniel Niccolini, il vice di mister Italiano, il tecnico viola fermo per un turno di squalifica, assiste alla gara dai box della tribuna.

Mister Daniel Niccolini, vice del tecnico Vincenzo italiano, foto di Paolo Giuliani

La formazione parte con il modulo del 4-2-3-1, torna titolare in difesa Quarta, recuperato da problemi fisici, Faraoni sulla destra, in avanti Gonzalez, Belotti unica punta. Gli undici di partenza sono: Terracciano, Faraoni, Quarta, Ranieri, Biraghi, Bonaventura, Mandragora, Gonzalez, Barak, Sottil, Belotti.

Fase di studio delle due squadre con nessun affondo da una parte e dall’altra, portieri inoperosi, l’unica nota la prima ammonizione di Cornud per un duro intervento su Faraoni. Il ritmo davvero basso, i viola controllano senza pericoli, gli ospiti chiusi in difesa neanche provano a pressare.

La gara soporifera senza sussulti ed emozioni, un paio di tiri arrivati prima da Barak e dalla distanza di Mandragora.

Al quarantesimo il goal degli ospiti, da punizione fuori area, con diversi israeliani in netto fuorigioco, la respinta di Terracciano e il colpo di testa di Podgoreanu che manda in rete, la rete subito annullata.

Si va all’intervallo a reti inviolate, punteggio favorevole ai padroni di casa. Tra gli spalti della Fiesole appare qualche bandiera palestinese, gli steward controllano senza intervenire, in maratona sventola una bandiera della pace.

Nella ripresa la gara più vivace, inizia con un tiro di Barak e dalla parte opposta di Pierrot.

Azione di gioco al centro Belotti, a sinistra Gonzalez, a destra Barak, foto di Paolo Giuliani

Al 58esimo arriva la rete viola, cross dalla destra di Faraoni e colpo di testa di Barak (nella foto in copertina), che sotto la Fiesole festeggia un altro importante goal.

Al 63esimo ci prova anche Belotti, al 66esimo annotiamo la prima parata di Terracciano su un tiro di Khalailli. Al 68esimo bella azione con Gonzalez, Belotti e tiro di Sottil, forte ma impreciso.

Al 70esimo la prima sostituzione al posto di Faraoni entra Dodo tra gli applausi dei presenti, il brasiliano sul terreno di gioco (dopo una frazione giocata con la Primavera), dopo 172 giorni dal brutto infortunio al crociato.

Il terzino destro Dodo al rientro dopo il lungo infortunio, foto di Paolo Giuliani

Al 75esimo doppio cambio con Ikonè e M. Lopez al posto di Sottil e Bonaventura. Infine all’82esimo in campo Beltran e Parisi, per Barak e Biraghi, grandi applausi per l’autore della rete ma anche per l’ingresso di Fabiano Parisi, assente da diverse gare.

All’88esimo dalla sinistra disattenzione di Ranieri in area, Parisi anticipato e Khalaili, manda il pallone in rete, con l’indecisione di Terracciano che vede passare il pallone tra le gambe.

Minuti finali e recupero di 5 minuti con i soliti incubi, gli israeliani tentano di pressare per ottenere la vittoria, il triplice fischio chiude la gara con un sospiro di sollievo.

A fine gara momenti di tensione mentre la squadra ospite rientra negli spogliatoi, un dirigente israeliano mostra su un tablet la bandiera del paese, in risposta i cori della Curva Fiesole a favore della Palestina, con bella vista delle bandiere già esposte, dopo minuti di nervosismo con giocatori pronti a portarsi sotto la curva, gli steward e gli addetti alla Uefa, riportano la calma con l’uscita della squadra ospite dal terreno di gioco.

Sulla gara la Fiorentina nella prima frazione di gioco, senza forzare il ritmo, amministra il vantaggio dell’andata senza concedere spazi e pericoli nella propria area, nel secondo tempo la rete porta la gara in discesa, agevola azioni di buona fattura con il raddoppio sfiorato, la solita leggerezza e superficialità con distrazione finale, per fortuna non ha conseguenze.

Sulla prova dei reparti e dei singoli, Terracciano dopo diverse gare decisivo, si fa sorprendere con la rete subita, Faroni entra con un buon approccio, preciso l’assist per il goal, Quarta prezioso in difesa ma anche in fase offensiva, il rientro di Dodo in questa fase di stagione una buona notizia , il brasiliano fermo da settembre si presenta con buoni spunti e la voglia di dare un valido supporto.

In mediana la solita determinazione di Bonaventura, smista palloni con possesso e gestione gara, Mandragora concreto porta equilibrio, ci prova con tiri da lontano.

In avanti Gonzalez continua a recuperare con una buona condizione fisica, partecipa all’azione del goal, Sottil meno brillante della precedente gara, ma sempre pericoloso in attacco, Belotti anche se non trova il tiro finale, lotta e crea scompiglio nell’area avversaria, crea spazi, con altruismo favorisce i compagni.

Il migliore della gara, il match winner Antonin Barak, ormai uomo providence che tradotto significa Conference, dal goal di Basilea che ha portato la finale dello scorso anno, alla rete decisiva di Budapest la scorsa settimana, determinante e decisivo anche da subentrato dalla panchina. Il ceco protagonista della serata, alla terza rete della competizione europea, la quarta stagionale, fondamentale per il passaggio alla fase successiva.

In un momento di confusione, per il futuro incerto di mister Italiano sulla panchina viola (sembra certa la sua partenza ), una serata che conferma il lavoro eccellente del tecnico, che con i quarti conquistati, entra nella storia gigliata con uno storico traguardo, tra le migliori 8 in una competizione europea, per la seconda stagione consecutiva, come avvenuto nel biennio 1960/61, 1961/62 delle Coppe delle Coppe.

In attesa del sorteggio di Nyon, che assegnerà i quarti e gli eventuali accoppiamenti delle semifinali, si continua a coltivare il sogno di arrivare alla finale di Atene, ma soprattutto dopo decenni di attesa, di poter festeggiare un trofeo per Firenze e la Fiorentina.

Autore

Patrizia Iannicelli

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