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Per i tifosi, per Firenze, per Davide

Serata delle grandi occasioni al Franchi dove va di scena la prima semifinale di Coppa Italia. Il clima che si respira già alla vigilia della sfida evidenzia l’importanza dei novanta minuti, con la presenza dei tremila nella fase della rifinitura. Cori, bandiere, fumogeni, striscioni, uno eloquente Carica, e la squadra che risponde con un abbraccio metaforico mentre a bordo campo scandisce il ritmo delle mani con i supporter assiepati nella Maratona.

Il giorno della gara diventa infinito per tanti tifosi anche se l’orario è alle 21.00. Le strade adiacenti lo stadio sono intasate dal traffico nel primo pomeriggio, la gara non vale tre punti, forse potrebbe diventare il crocevia della stagione. Poi gli ultimi preparativi per organizzare la coreografia già annunciata, dedicata al Capitano Davide Astori. Negli occhi, nei movimenti, negli atteggiamenti di ognuno si legge, si nota l’importanza dei novanta minuti, l’attesa fa salire la tensione, mentre l’adrenalina aumenta man mano che si avvicina il fischio d’inizio.

All’interno dello stadio intorno alle 19.00, nell’aria aleggia qualcosa di magico. A bordo campo, sotto la Fiesole, un lungo striscione: Il tuo ricordo scolpito nella mente e la consapevolezza che niente potrà mai cancellarlo. Sugli spalti (gli spettatori totali saranno 34.437) tanti piccoli tasselli vanno a formare un mosaico fatto di migliaia di bandiere viola, cornice suggestiva allo striscione che rappresenta la fascia di Capitano: i quattro quartieri e DA13. Lo speaker annuncia i nomi dei giocatori, compreso come di consueto quello di Davide Astori, mentre le due squadre in perfetta sincronia con la splendida coreografia si posizionano in campo.

Si parte con una formazione poco utilizzata in campionato, il modulo del 4-3-2-1, Lafont tra i pali, difesa con Ceccherini a destra, Milenkovic al centro, Vitor Hugo, Biraghi, centrocampo con Benassi, Veretout, Dabo, tridente Gerson, Muriel, Chiesa (Cap.). Nei primi minuti due lampi di Muriel di poco fuori, fanno ben sperare. Poi col passare del tempo gli orobici si fanno pericolosi, l’ex di turno Ilicic con un gran tiro esalta Lafont con una bella parata.

I viola stentano a creare, il gioco confuso, sorpresi dalla fisicità e velocità degli avversari. Al sedicesimo padroni di casa in svantaggio, svarione in difesa, con Ilicic che salta Vitor Hugo serve Gomez che batte Lafont. Due minuti appena ed è ancora Ilicic che serve in area il compagno Pasalic, che incontrastato batte Lafont.

Uno zero a due da incubo. I viola impacciati nel gestire la palla, quasi irriconoscibili, con la difesa in totale confusione. Una mezz’ora incomprensibile, poi sale in cattedra il giovane Capitano, che ancora una volta si prende sulle spalle la squadra. Al trentatreesimo Federico Chiesa salta il suo avversario si lancia verso la porta e con freddezza e lucidità da campione batte Berisha, dimezzando lo svantaggio. La Fiorentina rigenerata dal goal continua ad attaccare e dopo due minuti ottiene il pareggio con Benassi su assist di Muriel. Il Franchi diventa un’autentica bolgia.

Il gran gol di Chiesa

Il gran gol di Chiesa

Dopo un minuto di recupero termina un primo tempo rocambolesco ed emozionante Nella seconda frazione di gioco, i padroni di casa sembrano aver trovato un giusto assetto, anche per il cambio tattico del mister che sposta Ceccherini su Ilicic (una spina nel fianco), e Vitor Hugo più dietro. Il primo cambio tra i gigliati entra Edimilson al posto di Gerson.

Nel migliore momento dei padroni di casa arriva il terzo goal dell’Atalanta, da calcio d’angolo Lafont respinge con i pugni, palla che arriva a De Roon che con un tiro dal limite dell’aria trova l’angolo giusto. Gran gol dell’olandese, ma anche Lafont poco reattivo. La gara di nuovo in salita, la Fiorentina prova ad aumentare il ritmo, ma i nerazzurri fanno girare palla e controllano le incursioni in area.

Il secondo cambio è l’ingresso di Simeone per Dabo. Pochi minuti e l’asse del tridente Simeone-Chiesa- Muriel, porta al terzo gol dei viola. Simeone trova Chiesa che sulla destra serve Muriel in area che non può far altro che buttarla in rete, il gol del pareggio. Il terzo cambio Laurini per Ceccherini. Il pari non soddisfa nessuna delle due squadre, che continuano ad affrontarsi, ritmi concitati e giocatori che non si risparmiamo.

Nei quattro minuti di recupero, un fuorigioco fischiato a Simeone, e una traversa clamorosa di Hateboer, che chiudono la gara. L’ennesima rimonta della squadra viola in questa stagione, che ancora una volta recuperano lo svantaggio per grinta e carattere. Il punteggio penalizza i ragazzi di Pioli in vista del ritorno ad aprile, costretti ad una vera impresa, ma positivo dopo l’inizio sconvolgente della prima mezz’ora. Si può recriminare per la stanchezza dei giocatori, (l’Atalanta ha avuto 36 ore in più rispetto ai ragazzi di Pioli), per l’assenza pesante di Pezzella, senza giustificare gli errori dei singoli, ma anche per le scelte discutibili a livello tattico. La difesa il reparto sotto accusa, gli errori di Hugo e Lafont, cosi anche al posizione di Dabo ( esterno di centrocampo), l’atteggiamento di contenimento.

Il definitivo pareggio di Muriel

Il definitivo pareggio di Muriel

Ancora una volta, decisivo e autentico trascinatore, il numero 25 Federico Chiesa. Il top player della squadra che festeggia la sua centesima presenza in maglia viola, con gol e assist, (11 goal realizzati). Sempre più leader in campo e fuori, un vero Capitano che merita con orgoglio quella pesante e importante fascia. Una categoria superiore a tutti gli altri, capace da solo di superare ostacoli e avversari. Il coro a lui dedicato Chiesa gol, Chiesa gol, sottolinea che il giocatore è ormai il simbolo della squadra, eletto beniamino della tifoseria.

Ottima prova anche di Muriel, tecnica e velocità hanno portato qualità al reparto offensivo e alla squadra, anche stasera ha sfruttato le occasioni avute, realizzando un goal importante per il ritorno. Per ultimo ma solo per sottolineare una serata da ricordare, il fantastico pubblico viola. Il Franchi che non ha fatto mancare il proprio sostegno per tutta la gara, una totale alchimia con la squadra. Migliaia di persone che anche se in orario e giorno infrasettimanale sono scesi in campo, un unico cuore pulsante, che hanno sofferto e gioito per la maglia viola. Si archivia il primo atto di una serata esaltante ed entusiasmante, nel ritorno tra due mesi sarà necessaria la partita perfetta, un’altra battaglia per sognare di raggiungere un trofeo. Per i tifosi e per Firenze, che aspettano di festeggiare da troppi anni, per onorare il nome di Davide.

Autore

Patrizia Iannicelli

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