Diario Viola Fiorentina

Un abbraccio per l’Europa

Dopo il pareggio a reti inviolate della scorsa settimana in Repubblica Ceca, contro il Viktoria Plzen, la Fiorentina al Franchi è chiamata alla partita più importante del periodo, con un solo risultato a disposizione, la vittoria, per accedere  alle semifinali di Conferenze League.

Gli appelli della tifoseria, con diversi striscioni per tutta la città, “Giovedì tutti allo stadio”, hanno dato una buona risposta da parte degli spettatori, considerando il clima invernale con pioggia e freddo ed il solito orario lavorativo delle 18.45, in totale 19.418 presenti, con un migliaio di ospiti sia nel settore ospiti che in tribuna.

Prima del fischio d’inizio lo speaker annuncia di effettuare un minuto di raccoglimento per omaggiare il direttore Joe Barone, la prima partita europea senza il dirigente a quasi un mese dalla prematura scomparsa, tutti i familiari, la consorte ed i figli presenti nell’impianto.

Sulla formazione assenti il centrocampista Bonaventura per problemi fisici e l’attaccante Nzola per questioni personali.

Si parte con il modulo del 4-2-3-1, Terracciano in porta, Dodo, Milenkovic, Ranieri, Biraghi, Arthur, Mandragora, Gonzalez, Beltran, Kouame, Belotti.

Dopo pochi minuti gli ospiti in avanti, da una punizione un pallone attraversa tutto lo specchio della porta, senza che nessuno riesce a deviare.

Scampato pericolo inizia l’assedio dei giocatori viola verso l’area avversaria, Kouame dal fondo mette in mezzo per Belotti, splendida risposta del portiere Jedlicka, l’azione prosegue con Dodo, che dalla destra manda nel mezzo, raccoglie il pallone Kouame il cui colpo di testa è deviato da un  difensore ceco.

I padroni di casa proiettati in costante fase offensiva, azioni a ripetizione, al 17esimo azione Gonzalez-Belotti che fa sponda per Beltran, l’argentino in velocità vede bloccare il suo tiro dal portiere.

Le occasioni da rete si susseguono, ci provano Kouame su cross dalla destra di Dodo, ancora provvidenziale il portiere, subito dopo cross di Mandragora e palo di Belotti.

Nel finale del primo tempo ennesima verticalizzazione di Mandragora, con il mancino di Kouame che si ferma sulla traversa, secondo legno per i viola, con l’ivoriano il più propositivo di questa fase.

Nei due minuti di recupero, Gonzalez a pochi passi dalla porta manda il pallone fuori dallo specchio.

Grande prestazione del portiere Martin Jedlicka che chiude tutti gli spazi e mantiene il risultato in parità.

La seconda frazione parte con un ritmo meno intenso, ma con i padroni di casa che controllano la gara, tiro alto sulla traversa di Dodo, poi Mandragora esalta il pubblico con una spettacolare rovesciata, che termina di poco sulla traversa.

Al 65esimo primo cambio tra i viola, esce Arthur per Maxime Lopex.

Al 67esimo fallo di Cadu su Dodo, l’arbitro spagnolo Jesus Gil Manzano, richiamato al Var, giudica l’intervento da espulsione, con l’esterno che lascia il campo e la squadra ceca in inferiorità numerica. Gli ospiti con un giocatore in meno sono ancora più difensivi, spesso ricorrono anche ad interventi per fermare gli attaccanti.

Al 76esimo Barak prende il posto di Beltran. Si continua in una sola metà campo, cross e tiri, ancora il portiere ceco decisivo, un tiro al bersaglio verso la porta avversaria.

All’88esimo doppio cambio esce Belotti per Ikonè che si posiziona a destra, Gonzalez a sinistra, Kouame centravanti, sostituito anche Dodo per Faraoni. Nei sei minuti di recupero, ancora occasioni ma poca concretezza e con il 72% di possesso palla e azioni da rete a ripetizione, termina il tempo regolamentare e si va ai supplementari.

In primo piano Ikonè, dietro Kouame, di Paolo Giuliani

Al 92esimo ancora una sostituzione con cambio modulo, esce Mandragora per Quarta, la difesa passa a tre.

L’argentino appena entrato con un destro impegna ancora il portiere Jedlicka che manda in corner. Dal conseguente calcio d’angolo batte Biraghi dalla sinistra, dopo un rimpallo pallone che arriva a Gonzalez che colpisce di destro, il portiere tocca, ma questa volta il pallone sotto la traversa entra in rete.

Nico Gonzalez autore del primo decisivo goal, di Paolo Giuliani

Un boato esplode al Franchi, una gioia incontenibile in campo e sugli spalti, l’argentino festeggia tra i tifosi del parterre di tribuna, ammonito.

Torna il sereno dopo la paura di arrivare alla lotteria dei rigori. L’autore del goal decisivo e della serata, l’argentino Nico Gonzalez, un minuto dopo lascia il campo, al suo posto Sottil.

I viola giocano in contropiede, Sottil per Kouame, recupera la difesa ospite.

Al minuto 104’ cross di Biraghi e colpo di testa di Quarta che si ferma sul palo alla sinistra del portiere. Il terzo legno della serata, 25 totali nella stagione.

Due minuti di recupero nel primo tempo supplementare, breve pausa e si riparte per gli ultimi 15 minuti.

Al 109esimo micidiale contropiede di Ikoné che percorre tutto il campo serve l’accorrente Biraghi che dalla sinistra con grande lucidità, con un mancino manda il pallone in rete, per il definitivo 2 a 0 che chiude la gara.

Cristiano Biraghi autore della seconda rete, di Paolo Giuliani

Gli avversari ormai stanchi aspettano il triplice fischio, con i viola che gestiscono la gara, prima che inizi la festa che coinvolge l’intero stadio.

Tutta la panchina in piedi in un unico intreccio attende la fine della gara, l’entusiasmo è totale, il tecnico Italiano abbraccia  i componenti della panchina, poi si porta con componenti staff e giocatori, in mezzo al campo formano un cerchio, un breve discorso del capitano e finalmente un urlo liberatorio.

Il mister sotto la tribuna rivolge il segno del cuore ai familiari del direttore Barone, ai quali dedica la vittoria, poi tutti sotto la Curva Fiesole che intona, “portaci ad Atene”, la squadra saltella sotto il settore, poi il canale ufficiale mostra i festeggiamenti nello spogliatoio, nel tripudio generale.

Sulla gara dominio totale dei padroni di casa, numeri incredibili a favore dei gigliati, possesso palla 73%, tiri totali 35, 9 nello specchio della porta, 19 corner, pali, traverse e parate incredibili, eppure solo dopo l’ extra time si sblocca la gara, con momenti di apprensione per un possibile epilogo ai rigori.

Sulla prestazione dei reparti e dei singoli, in generale grande volontà e grinta, più che buona la prova di tutta la squadra. In difesa Terracciano inoperoso, Dodo ritrova forma fisica con buoni spunti, Biraghi ha dalla sua parte una rete che chiude la gara, Quarta tiene alta la squadra, sempre propositivo, in generale la fase difensiva si amministra con facilità, anche per l’avversario, che solo in qualche singola occasione, supera la propria metà campo.

In mediana Mandragora prova con buone giocate e qualche tiro, recupera diversi palloni Arthur, il subentrato Maxime Lopez innesca il contropiede del secondo goal, buono il suo impatto.

In avanti Kouame tra i migliori in campo, assist e occasioni, sfortunato nel legno colpito, Belotti avrebbe meritato almeno un goal, ancora un palo ferma la gioia di realizzare una rete, l’ex Lille, il francese Ikoné si nota nei supplementari e serve un pallone perfetto per il raddoppio.

Dopo 90 minuti di sofferenza e fatica nel creare senza concretizzare, sul podio la qualità di Nico Gonzalez, una prova non esaltante per le doti da top player, ancora non al meglio, con occasioni non sfruttate, ma la sua rete pesante e decisiva, garantisce fiducia e consapevolezza dei propri mezzi a tutta la squadra, fondamentale e determinate per il finale di stagione.

 Una serata speciale contornata da opposte e differenti emozioni, dalla paura all’euforia, con la forza del gruppo che lotta con il cuore, oltre gli ostacoli e la sfortuna, che torna alla vittoria, che cancella delusioni e mugugni, con la gioia racchiuso in un unico abbraccio per l’Europa, un sogno da realizzare.

Si vola alla seconda semifinale consecutiva, nel doppio turno di maggio, il 2 al Franchi, l’8 in Belgio, opposti al Club Brugge, già un record per la storia gigliata.

In una stagione altalenante per qualche delusione in campionato, la Fiorentina ancora in lotta nelle tre competizioni, può dare grandi soddisfazioni e realizzare splendidi obiettivi.

Autore

Patrizia Iannicelli

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