Diario Viola Fiorentina

Un deludente pareggio

(Nella foto, la splendida cornice dei tifosi viola, di Paolo Giuliani)

Dopo la cocente sconfitta del recupero della 21esima giornata con il Bologna, la Fiorentina torna in campo nello stadio Carlo Castellani-Computer Gross Arena di Empoli, il derby toscano data la vicinanza tra il capoluogo e la cittadina.

Le due squadre che lottano per diversi obiettivi arrivano a questa gara, molto sentita dai tifosi empolesi, in condizioni psicologiche opposte, gli azzurri dopo due esoneri dall’inizio dell’anno, con il tecnico Davide Nicola, hanno ottenuto due vittorie e un pari, una rincorsa verso la salvezza, i viola in crisi di risultati devono ritrovare brillantezza per tornare la squadra di alta classifica.

Dalla città del giglio un vero e proprio esodo, la Curva Fiesole come negli anni ’70, si sposta in treno, ma nella superstrada che collega le due città , il traffico intenso da metà mattina. Il settore ospiti esaurito con circa cinquemila supporter viola, ma anche in tribuna tantissimi tifosi a supporto della squadra, agevolati non solo dalla relativa distanza ma anche dalla temperatura primaverile e dall’orario domenicale delle 15.00.

Mister Italiano manda in campo l’ennesima formazione diversa, con il modulo del 4-2-3-1, Terracciano tra i pali, Faraoni, Milenkovic, Quarta, Biraghi, Mandragora, Duncan, Gonzalez, Beltran, Sottil, Belotti.

Prima della gara nel settore ospiti viene esposto un lungo striscione per le vittime a Firenze nel crollo del cantiere di Via Mariti, :”morire di lavoro non può essere accettato, ma in nome del profitto tutto è giustificato. Basta!”, anche i tifosi dell’Empoli mostrano solidarietà con un altro striscione: “Basta morti sul lavoro, basta vittime innocenti”. Proprio per la terribile tragedia, con gli operai morti nel cantiere, prima della gara viene osservato un minuto di silenzio, come su tutti gli altri campi, la Fiorentina gioca con il lutto al braccio.

Al fischio d’inizio, le due squadre in fase di studio, con un paio di interruzioni per problemi fisici, prima Mandragora che resta in campo, poi di Faraoni con Kayode pronto a subentrare, ma con l’ex Verona che continua la gara. Proprio dal terzino arrivato a gennaio il primo tiro vero la porta al 26esimo, il portiere Caprile blocca il pallone in due tempi.

Nella sonnolenza generale, al 29esimo, dal centro Mandragora aggancia un pallone e crossa verso la destra dove Beltran con un gran diagonale manda in rete alle spalle del portiere. Vantaggio viola che sembra portare diverso ritmo tra le due squadre.

Lucas Beltran autore del momentaneo vantaggio viola, di Paolo Giuliani

Al 33esimo contropiede degli azzurri con Cambiaghi che a tutto campo arriva in area crossa nel centro dove nessuno dei compagni trova la deviazione in porta. I viola provano ad attaccare, il possesso palla non si concretizza, l’Empoli risponde in contropiede.

Al 43esimo da una punizione dalla sinistra battuta da Biraghi, un colpo di testa di Quarta di poco al lato della porta. Dopo 5 minuti di recupero, si va all’intervallo. Una prima fase con ritmo blando, poche emozioni, ma con una rete importante per i ragazzi di Italiano.

Nella ripresa la prima azione offensiva dei padroni di casa con Cancellieri che dalla destra tira verso la porta, pronta la parata di Terracciano.

Al 55esimo da corner a favore dei viola, pallone intercettato dagli azzurri che in contropiede con Cancellieri arriva in area, strattonato da un ingenuo Faraoni, l’arbitro Pairetto non può che indicare il calcio di rigore. Dagli undici metri si porta Niang che spiazza Terracciano e manda il pallone in rete, per il pari dell’Empoli.

Al 61esimo il primo doppio cambio in campo Arthur e Kayode al posto di Duncan e Faraoni. Al 64esimo gran tiro di Marin bloccato da Terracciano con Kayode di supporto.

Al 72esimo altra doppia sostituzione entrano in campo Ikone e Bonaventura per Sottil e Belotti. La gara prosegue con il solito canovaccio, si va per inerzia, poche azioni salienti, interruzioni per falli e conseguenti ammonizioni.

Al 75esimo ultimo cambio esce Biraghi per problemi fisici entra Parisi, il terzino ex della gara, viene fischiato dai tifosi azzurri. All’81esimo da corner battuto da Parisi , colpo di testa di Bonaventura alto sulla traversa.

L’ultima fase poche idee, portieri spettatori, estenuante possesso palla. Dopo 4 minuti di recupero il triplice fischio finale.

Al termine della gara, tra l’entusiasmo degli empolesi, la musica assordante degli altoparlanti, partono i cori dal settore ospiti, pochi ma incisivi, da “meritiamo di più” a “noi vogliamo undici leoni” fino all’esortazione di tirare fuori maggiore grinta, si aggiunge un messaggio eloquente verso la società: “bisogna spendere per vincere”. I giocatori ascoltano con atteggiamento dimesso e rispondono con timidi applausi.

Giocatori sotto il settore ospiti a fine gara, di Paolo Giuliani

Una prestazione opaca di tutta la squadra, che ha fatto un buon primo tempo, senza creare grandi occasioni, gestione della gara, mancanza di cattiveria agonistica sotto porta, poca concretezza, tiri in porta nella seconda frazione ricordiamo il colpo di testa di Boanaventura, troppo poco per chiudere una gara a lunghi tratti noiosa.

La prova mediocre come diciamo sempre è generale, la difesa a tratti incerta e disattenta, subisce in diverse occasioni il contropiede avversario, anche quello che porta al rigore, il portiere Terracciano risponde presente con un paio di interventi, in mediana sufficiente le prestazioni anche di Arthur subentrato dalla panchina non in condizioni fisiche ottimali.

In avanti la fase offensiva manca dei suoi giocatori più rappresentativi, ancora non recuperato Nico Gonzalez, Belotti la volontà non basta per essere decisivo.

La nota lieta la rete di Lucas Beltran, di ottima fattura, giusta coordinazione e diagonale sul secondo palo, si inserisce tra gli avversarie in fase offensiva, il più pericoloso in diverse occasioni. Il sesto goal in campionato, ottavo stagionale, un buon bottino dell’ argentino ex River Plate, che dopo il primo periodo di assestamento, dimostra di poter giocare in diverse posizioni, da trequartista, partendo da dietro a centravanti il suo ruolo, ma soprattutto si conferma per caratteristiche e doti di attaccante d’area.

Un pareggio deludente arrivato con un avversario mediocre, che lascia l’amaro in bocca, per l’ennesima occasione sprecata e per i tanti punti lasciati per strada con squadre alla portata e di bassa classifica.

Un periodo sottotono anche per le condizioni fisiche non ottimali dei giocatori più importanti, da Bonaventura a Nico Gonzalez, fino ad Arthur, ma che recuperati, potranno riportare compattezza e grinta agonistica per affrontare con diverso atteggiamento le prossime decisive gare.

Niente è precluso, ma vietato ripetere queste prestazioni in futuro, la tifoseria ha dato chiari segnali, aspetta risposte concrete dal campo.

Autore

Patrizia Iannicelli

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