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Bartali

«Gli è tutto sbagliato, glie è tutto da rifare!» Chissà che cosa direbbe adesso Ginettaccio, a vedere com’è ridotto questo paese, sempre più distante da quello che lui e la sua generazione avevano ricostruito nel dopoguerra, dopo che alcuni come lui avevano fatto del bene senza dirlo e dopo che tutti – chi più e chi meno, chi da destra e chi da sinistra – avevano sperato che da lì in avanti non si potesse che andare a star bene. Sicuramente meglio.

GinoBartali190718-002Certo, rispetto a quando lui rischiava la pelle per aiutare partigiani ed ebrei non c’é paragone. Ma i malestri che stiamo combinando o che lasciamo che qualcun altro combini, prima o poi il mondo in qualche nuovo baratro ce lo riportano di sicuro.

Nel frattempo, c’é chi il bene lo dice ma non lo fa, parafrasando un altro celebre aforisma di Gino Bartali. C’é chi si è dimenticato di tutto, passato, presente e soprattutto futuro, e pensa di poter cavalcare tigri sociali e politiche soltanto per interesse di bottega.

Paolo Conte

Paolo Conte

E i francesi? Ancora si incazzano, che le palle ancora gli girano. Come quando videro vincere nel 1948 questo corridore allampanato con quel naso triste come una salita e quegli occhi allegri da italiano in gita. Era la Grande Boucle, il Tour de France, la maglia gialla. I francesi la cedevano (e la cedono) malvolentieri, tantomeno ad un italiano, ad uno del paese che pochi anni prima li aveva pugnalati alle spalle.

Per Bartali, dopo tanta strada fatta, quel Tour valse il coronamento di una carriera. Per l’Italia valse lo scongiuramento di una probabile guerra civile, nei giorni dell’attentato a Palmiro Togliatti. Per la Francia il rinfocolamento di una stizza che ai giorni nostri non si è ancora placata. E che di recente si alimenta di dissidi e questioni ben più gravi di quelle raccontate da Paolo Conte in una delle sue ballate di paese, del Belpaese di una volta.

Non ci rispettano i francesi, e noi non rispettiamo più loro. Brutta storia, quasi mai a lieto fine.

E tu mi fai, dobbiamo andare al cine

E vai al cine, vacci tu

Autore

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.

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