(La squadra di partenza, foto di Paolo Comba)
Dopo quattro mesi dall’ultima gara del girone di qualificazione, chiuso al secondo posto dietro la Danimarca, la Nazionale Femminile torna in campo, per affrontare i play off mondiali.
Le Azzurre, tra le 32 nazionali europee coinvolte, si contenderanno gli ultimi sette pass (oltre a quello per gli spareggi interconfederali), per approdare nel 2027 al Mondiale del Brasile.
Il primo paese sudamericano, che ospiterà la decima edizione dell’importante manifestazione.
Un doppio turno tra andata e ritorno, contro la Bielorussia, squadra posizionata al 52esimo posto nel Ranking FIFA.
La gara di andata in trasferta il 9 ottobre (in campo neutro dal 2022, per le vicende legate al conflitto Russia Ucraina), nello stadio “David Petriashvili” di Tbilisi, in Georgia.
Il ritorno tra le mura dell’Artemio Franchi di Firenze.
Dal Franchi solo ottimi risultati anche in passato, un pari in amichevole per 1-1 con L’Inghilterra nel 1995, le vittorie con il Portogallo per 3 a 1 nel 2018, con Israele per 12 a 0 nel 2021 che hanno portato al Mondiale 2019, e all’Europeo del 2022.
La gara di andata si presenta subito ostica, le undici di partenza con il modulo del 4-3-3, sono: Giuliani in porta, Lenzini, Salvai, Bergamaschi, Oliviero, Greggi, Schatzer, Glionna, Serturini, Piemonte, Giugliano.
La difesa avversaria chiude con grande determinazione gli spazi, senza creare pericoli verso l’area azzurra.
Il risultato a favore delle Azzurre si sblocca dopo un’ora, al 68esimo con la rete di Martina Piemonte.
Il proseguo del match mostra buoni spunti delle ragazze italiane, ma il raddoppio arriva solo sul finale, con la rete di Elisa Polli (subentrata dalla panchina), che mette una serie ipoteca per la successiva sfida.
La gara di ritorno come abbiamo detto, nello stadio Artemio Franchi a Firenze, martedì 13 ottobre.
Il giorno lavorativo e l’orario delle 18.15 non agevola i tifosi delle Azzure, tra i settori Maratona e Tribuna in totale 3.373, ma compatti e rumorosi nel dare il massimo supporto con cori ed applausi.
In tribuna presente il commissario Giovanni Malagò, il presidente del Club Italia Claudio Ranieri, il capo delegazione Sara Gama, il presidente della Lega Pro Matteo Marani, il presidente della dell’ Aic Umberto Calagno.
La Fiorentina rappresentata dal DS Simone MazzonciniI, dall’allenatore Pablo Pinones Arce.
Con le due formazioni in campo, davanti le bandiere delle nazioni, dopo gli inni Nazionali, la direttrice di gara, l’inglese Abigail Byrne, fischia l’inizio della gara.
Il tecnico Soncin cambia nove titolari rispetto alla precedente gara, confermate solo Lenzini e Greggi, Caruso e Soffia in campo, dopo aver scontato il turno di squalifica.
Il modulo resta del 4-3-3, le undici di partenza sono: Baldi Rachele in porta, in difesa Di Guglielmo Lucia, Lenzini, Martina, Soffia Angelica, Boattin Lisa, centrocampo la viola Severini Emma, Caruso Arianna, Greggi Giada, il reparto offensivo con Cantore Sofia, Girelli Cristiana, Bonansea Barbara.
Subito in avanti le Azzurre che al nono minuto, dopo un passaggio sbagliato della terzina Slesarchik, trovano il vantaggio con la rete di Bonansea, destro al volo sul secondo palo.
La giocatrice festeggia con le compagne, indicando il dito al cielo, con una dedica speciale alla mamma scomparsa di recente.

La squadra festeggia l’autrice della rete, Barbara Bonansea, di Paolo Comba
La stessa esterna con un sinistro colpisce il palo, buone occasioni per Boattin e Cantore senza esito positivo.
Con il passare dei minuti, cala il ritmo, poche azioni offensive verso la porta difesa dalla bielorussa Voskobovich.
Dopo un minuto di recupero si va all’intervallo.
Nel quarto d’ora, performance del cantante Michele Bravi in campo, apprezzato dal pubblico presente.
Nella ripresa, la gara parte con buone azioni offensive delle padrone di casa, Caruso e Di Guglielmo sfiorano il raddoppio, Cantore costringe il portiere in angolo, e colpisce un palo.
I primi cambi al 61esimo, entrano in campo Dragoni Giulia per Greggi, Polli Elisa per Girelli (fuori per problemi muscolari), Cambiaghi Michela al posto di Bonansea.
Le Azzurre meno incisive lasciano metri alle avversarie, che in un paio di occasioni sono davanti la porta difesa da Baldi, al 65esimo tiro di poco fuori di Protasyuk, subito dopo palo di Olkhovik, subentrata dalla panchina.
Dalla parte opposta cross di Severini e palo di Polli.

Azione di gioco, Greggi a sinistra, con la viola a destra Emma Severini, di Paolo Comba
Il terzo cambio al 72esimo, entra Glionna Benedetta per Cantore.
Al 75esimo in maniera rocambolesca, arriva il pari con Olkhovik, grande entusiasmo delle ragazze bielorusse in campo, per un risultato insperato.
Le Azzurre provano a riportare il risultato dalla loro parte, con poca incisività.
L’ultima sostituzione, l’ingresso di Rosucci Martina per Soffia.
Dopo sei minuti di recupero, il triplice fischio che chiude la gara.
Le ragazze ricevono gli applausi del pubblico, poi insieme in un cerchio a centrocampo, in un abbraccio comune.
Un pari che lascia un po’ di amaro in bocca, per la minore tecnica delle avversarie, mai pericolose, che gestiscono la gara con una coriacea difesa, ma approfittano delle incertezze delle Azzurre, calate anche sul piano fisico nella parte finale.
Il risultato non preclude il passaggio al prossimo turno dei play off, tra meno di due mesi, contro la temibile Filnlandia, che ha la meglio sulla Serbia, per 3 a 1, in entrambe le sfide.
Il doppio confronto, il primo dicembre in trasferta ed il 5 in casa, con una squadra meglio organizzata e di maggiore fisicità, come ha commentato il tecnico Soncin nel post gara, dovrà essere affrontata con massima attenzione e determinazione.
Una sfida fondamentale, gli ultimi 180 minuti, di grande intensità e concentrazione, per approdare al Mondiale 2027, in Brasile, dal 24 giugno al 25 luglio.
Una bella soddisfazione per tutta la categoria, per un movimento che necessità di visibilità, per diminuire gli stereotipi di genere, per una maggiore considerazione verso il calcio femminile.

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