(Nella foto la formazione di partenza, di Paolo Comba)
Grande attesa per la prima semifinale della competizione europea, che mette di fronte le Azzurre, guidate dal tecnico Andrea Soncin, alle campionesse in carica, le inglesi, allenate dalla coach olandese Sarina Wiegman.
Il match nello Stade de Ginève, di Ginevra, sold out dell’impianto con 26.539 spettatori, la maggior parte inglesi, ma con una grande componente a sostegno dei colori italiani.
Dopo l’esecuzione degli inni nazionali, con la massima partecipazione del pubblico delle due squadre, il direttore di gara la croata Ivana Martincic, fischia il calcio d’inizio.
Il tecnico Soncic parte con il modulo del 3-5-2, difesa a 3 e tridente d’attacco. Le indici di partenza sono: Laura Giuliani tra i pali, Martina Lenzini, Cecilia Salvai, Elena Linari, Lucia Di Guglielmo, Arianna Caruso, Manuela Giugliano, Elisabetta Oliviero, Sofia Cantore, Cristiana Girelli, Barbara Bonansea.

Il tecnico Andrea Soncin, di Paolo Comba
Partono subito in avanti le inglesi, che dotate di grande fisicità, interrompono le azioni delle Azzurre con contrasti duri, il direttore di gara non interviene.
L’Inghilterra pericolosa con un tiro di Russo che termina sul fondo, ottima la difesa delle italiane, la manovra offensiva poco concreta.
Al primo affondo le Azzurre sono in vantaggio, azione dalla destra tra Caruso e Cantore, pallone che arriva sul secondo palo, dove Bonansea stoppa e di sinistro manda il pallone sotto la traversa.

La gioia delle Azzurre dopo il vantaggio, di Paolo Comba
Dopo la prima fase con ritmi blandi, si accende la gara anche per il ritorno delle inglesi, che cercano di riportare il risultato in pari, le Azzurre controllano con ordine.
Dopo un minuto di recupero si va all’intervallo.
Nella seconda frazione è l’Italia più propositiva, un contropiede di Cantore viene fermato dal portiere Hampton.
Al 63esimo la prima tegola per il tecnico italiano, l’attaccante Girelli dopo uno scontro di gioco si ferma, e si accascia al suolo, dopo le prime cure in campo, costretta ad uscire, forse per un problema muscolare alla gamba sinistra.
La capitana numero dieci, lascia il campo tra le lacrime, le ragazze della panchina e lo staff tecnico, cercano di consolarla con il massimo supporto. Al suo posto entra Martina Piemonte.
La gara prosegue con il pressing inglese, le Azzurre chiudono gli spazi.
Al 73esimo doppia sostituzione, Michela Cambiaghi ed Emma Severini, prendono il posto di Bonansea e Cantore.
Nel frattempo ammoniti il portiere Giuliani per perdita di tempo ed il tecnico Soncin per proteste.
In fase offensiva Cantore prova con un tiro dalla distanza, con il portiere inglese fuori dai pali, ma il pallone alto sulla traversa, su cross di Caruso, colpo di testa di Piemonte, conclusione sulla traversa.
Nella fase finale Caruso si accascia per crampi, ma è ancora l’Italia vicina al raddoppio con un pallone che arriva in area, l’estremo difensore Hampton non trattiene, Severini in posizione favorevole, spreca un’occasione d’oro, calciando sul portiere, che blocca.
All’89esimo altra doppia sostituzione, fuori Giugliano e Lenzini, per Giada Greggi e Julie Piga.
Il direttore di gara indica 7 minuti oltre il tempo regolamentare.
Al 96esimo arriva la beffa del pari inglese, cross dalla destra con Giuliani distratta, che respinge corto in area, la più veloce Agyemang, subentrata dalla panchina, classe 2006, giocatrice dell’Arsenal, da centro area manda il pallone dentro la porta.
Una gara quasi al termine che con grande rammarico per le Azzurre, prosegue per un’altra mezz’ora nei due tempi supplementari.
Le due squadre stanche, dopo aver sprecato tante energie, provano con tiri da lontano, possesso palla, qualche contropiede.
Si prosegue con il medesimo risultato negli ultimi 15 minuti, le italiane sembrano meno brillanti delle avversarie, grande determinazione nella fase difensiva, ma ancora Agyemang vicino alla rete, con un pallonetto che supera Giuliani e si ferma sulla traversa.
Un minuto dopo al 117esimo contrasto in area di Severini su Mead, la croata Martincic indica il dischetto, reiterate le proteste delle ragazze italiane, nessun controllo Var, resta il dubbio di un rigore alquanto generoso.
Dagli undici metri si porta Kelly, dopo un saltello tira alla destra di Giuliani che intuisce e para, ma non trattiene, ancora Kelly recupera e manda in rete.
Tre minuti di recupero non cambiano le sorti della gara.
Il definito 2 a 1 per l’Inghilterra che vale la finale, contro la vincente tra Spagna e Germania.
Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca, per due episodi che condannano oltre modo le ragazze di Soncin, che lottano alla pari con le campionesse europee in carica.
La gara condizionata in negativo dall’arbitraggio, che non vuole diventare alibi, troppi contrasti non sanzionati, pessima gestione di gara.
Da parte dell’Italia, le seconde linee non danno il supporto adeguato, al contrario delle inglesi che fanno la differenza, la disattenzione del portiere Giuliani, l’uscita di Girelli, perno dell’attacco, le note al negativo.
Nell’arco dei 120 minuti resta una gara di grinta e cuore, per la maggior parte delle giocatrici.
Buona la fase difensiva, con la migliore del reparto, Cecilia Salvai, un pilastro della difesa che contrasta e respinge ogni attacco delle avversarie, come la prova di Lenzini, la sorpresa da titolare, sufficiente Linari, meglio della precedente gara.
A centrocampo monumentale Giugliano, regista in ogni parte del campo, smista palloni, recupera, una spina nel fianco delle avversarie.
Prestazione di livello di Caruso, una delle migliori in campo, come la prova encomiabile di Olivero che non si risparmia ed esce con i crampi.
La top player della gara, l’autrice della rete, Barbara Bonansea, protagonista in fase offensiva, ma presente anche nel difendere.
Le lacrime di tutte le ragazze a fine gara, mettono in evidenza la grande delusione, ad un passo dal sogno, dopo un percorso di carattere, di risultati prestigiosi, che avrebbero meritato altro epilogo.
In Europa ancora netto il divario con le avversarie, le inglesi hanno consolidato la categoria un ventennio prima dell’Italia, quindi il cammino intrapreso, un buon inizio per diminuire il gap, acquisire maggiore esperienza, per poter competere da protagoniste, nelle competizioni internazionali.
Le Azzurre in questa torrida estate ci hanno regalato emozioni e soddisfazioni, con un risultato storico raggiunto, uno spot meraviglioso per conoscere e vivere il calcio femminile, ancora discriminato, l’inizio di un nuova era.
Le ragazze di mister Soncin escono a testa alta tra gli applausi, meritati e sentiti, con un doveroso grazie di cuore, orgogliosi di voi.

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