(Nella foto la coreografia della Curva, di Andrea Martini)
Una giornata particolare, speciale, segnata sul calendario diversi mesi prima, il 29 agosto, la nascita della squadra di Firenze, il traguardo del 2026, che festeggia il centenario.
La storia parte dal lontano 1926, un secolo fa, quando il marchese Luigi Ridolfi, con una grande intuizione, unisce le due società sportive di calcio presenti sul territorio, la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas ed il Centro Spartivo Firenze, nell’Associazione Fiorentina del Calcio, mantenendo i colori sociali, che restano quelli delle due società preesistenti bianco e rosso.
Diverse le teorie che portano in seguito, con senso di unicità, alla maglia viola.
Un centenario da festeggiare con tutti gli onori, con l’orgoglio di una città, di un popolo, di una fede e una passione infinita.
Per celebrare la storica data, la società viola, in largo anticipo, organizza diversi eventi, con l’invito ai tanti protagonisti che hanno arricchito con le loro gesta il lungo cammino della storia.
La giornata inizia alle 13.00 al Rocco B. Commisso Viola Park, con il ritrovo ed il pranzo di tantissimi ex viola, dal secondo scudetto in poi, un salto nel passato mai dimenticato.
Le leggende si spostano poi nell’Artemio Franchi, per ricevere il doveroso tributo dei tifosi, nel post gara della seconda gara di campionato, fissata alle 18.30, contro la neo promossa Frosinone.
Anche la città, con alcuni dei suoi luoghi simbolo, Santa Croce, Santa Maria Novella, Palazzo Vecchio, il David, lo stadio Franchi per due giorni si colora di viola, come le strade del centro storico con tantissime bandiere, a dimostrazione del legame inscindibile tra le due entità.
L’importanza della festa, come normale, si vive allo stadio, l’impianto che ospita dal 1931 le sfide in casa.
La zona di Campo di Marte, fin dal primo pomeriggio diventa un fiume di tifosi, un esercito con maglie di giocatori di diverse epoche, alcune create per l’occasione, bandiere e stendardi, si percepisce tanto entusiasmo che travolge e coinvolge.
La Curva annuncia una coreografia giorni prima, sui propri profili, la conseguente organizzazione parte ore prima (sotto il sole cocente), all’interno dell’impianto, con lavoro certosino, e massima precisione, per realizzare, ancora una volta, un capolavoro di grande effetto.
Nel frattempo, arrivano le immagini dal Viola Park, sui social e sui siti, quanti ex viola presenti, quanti diventati beniamini per i tifosi, che aspettano altro di poterli applaudire e osannare.
Il presidente Joseph Commisso, presidente attuale, si mostra partecipe ed entusiasta nelle foto, con i presenti.
All’interno dello stadio, tutta l’attenzione prima del match, all’ingresso dei campioni, rincorsi nelle loro postazioni per un selfie, un autografo, un tripudio generale, l’emozione dell’abbraccio tra Gabriel Omar Batitusta con Manuel Rui Costa.
L’elenco è davvero lungo, di certo qualcuno ci sfugge, anche se, il 2 settembre, saranno in campo, per una gara.
Tra gli spalti i portieri Gian Matteo Mareggini, e Francesco Toldo, il terzino, Stefano Carobbi, Claudio Desolati, Luciano Chiarugi, i tecnici Paulo Sousa, Fatih Terim, Claudio Ranieri, e gli osannati Cesare Prandelli, Adrian Mutu e Sebastien Frey, e ancora Emiliano Bigica, Alberto Di Chiara, l’attaccante Ciccio Baiano, Luca Toni, Martin Jorgense, Gianpaolo Pazzioni, Claudio Merlo, Francesco Flachi, Pepito Rossi, Gonzalo Rodriguez e tantissimi altri, che faranno una passerella in campo dopo la gara.
Il match appunto, quasi un intralcio, in questo tripudio di emozioni, ricordi e commozione.
Il fischio d’inizio dell’arbitro Collu fissato alle 18.30.
Sold out dell’impianto con 23.132 spettatori.
All’ingresso delle due squadre, come un quadro d’autore, svelata la magnifica coreografia, della Curva, con migliaia di bandierine sullo sfondo viola, appare il numero 1926, con al centro il giglio, incastonato tra i simboli dele due società che furono fuse per fondare la Fiorentina.
I viola in campo con la divisa del centenario bianco rossa, parte con il modulo del 4-3-2-1, De Gea in porta, Jimenez, Dragusin, Pongracic, Valdepenas, Ndour, Oulai, Atta, Mastantuono, Gudmundsson, Pellegrino.
Buoni spunti dai singoli nei primi minuti, al 19esimo goal annullato per fuorigioco a Gudmundsson.

Albert Gudmundsson, nell’azione della rete annullata, di Andrea Martini
I viola creano, ma non concretizzano, e come avviene spesso sono gli ospiti a passare in vantaggio al 26esimo, con una rete di Raimondo che anticipa e beffa la difesa viola, il Var conferma la rete.
Un inaspettato uno a zero dei ciociari, con un doppio clamoroso palo prima di Mastantuono e poi di Valpedenas, sfortunati i viola.
Al 38esimo arriva il raddoppio, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il terzino Bracaglia a centro area di testa, gela il Franchi.
Nelle ripartenze, gli ospiti con grande facilità saltano gli avversari, e crano pericoli sotto porta.
Dopo 3 minuti di recupero si va all’intervallo.
Mentre si aspetta la reazione dei padroni di casa, il Frosinone continua a fare la gara, i viola in netta difficoltà.
Il primo doppio cambio di Ndour e Pongracic per Fagioli e Viery, il brasiliano all’esordio, Fagioli in coppia a centrocampo con Oulai.
La dinamica della gara non cambia, anzi arriva il colpo di grazia con la terza rete, del Frosinone, ancora Raimondo che in area stoppa il pallone e mette il pallone all’incrocio dei pali.
Gli ultimi cambi, di Brescianini e Mandragora al posto di Gudmundsson e Oulai, e nei minuti finali di Joao Mario al posto di Jimenez, sembrano solo allungare l’agonia, prima del fischio finale, che arriva dopo 5 minuti di recupero.
La squadra subissata di fischi, De Gea da capitano porta i compagni sotto la Curva, che intona cori, ma non abbassa il tono dei fischi ben evidenti dagli altri settori.
Una seconda sconfitta, in questo caso con una compagine di secondo livello, che mette in campo ordine e sfrutta le occasioni, con una buona gara, pone qualche dubbio e perplessità, sulla costruzione della squadra viola.
Dalla formazione iniziale, la migliore, considerato il forfait per questioni di mercato di Kean, si aveva l’impressione di poter assistere ad una prova diversa da quella contro la più titolata Roma.
Le problematiche restano invece le stesse, la solita fragilità difensiva, la pochezza in attacco, il centrocampo con poche idee, disorienato anche con i diversi cambi.
La tifoseria con grande senso di responsabilità, non infierisce più di tanto, comprende il rinnovamento generale, giustifica il lavoro iniziale, ancora poco il tempo avuto a disposizione per amalgamare il gruppo, ancora qualche rinforzo da inserire, anche se necessario correggere gli errori quanto prima, con i numeri davvero impietosi.
Un bilancio pesante, 7 reti subite e 0 realizzate, ultimo posto in classifica e zero punti, grande delusione ed amarezza, inimmaginabile con la rosa di buone prospettive.
Il boccone amaro non semplice da ingoiare, si attutisce con la festa programmata, dopo l’installazione del palco con il simbolo del giglio attuale, dopo una mezz’ora.
Inizia lo show con l’ingresso delle giovanili sia femminili e maschili, sul tabellone installato nella parte di rifacimento della Curva Fiesole, scorrono le immagini storiche, con i successi ottenuti, diversi gruppi si esibiscono con musica dal vivo.
Sullo schermo inoltre, i messaggi dei giocatori assenti, toccante quello di Edoardo Bove, e di Vitor Hugo con il ricordo di Davide Astori.
La lunga sfilata dei campioni del passato, in un tripudio generale, standing ovation per tanti, applausi prolungati e commozione in ricordo di Davide Astori.
All’ingresso delle due squadre attuali femminile e maschile, ancora fischi per quest’ultima.
Sul palco viene cantata “Nessun dorma “ dal tenore americano Christopher Macchio.
Poi il saluto di Katherine Commisso, che ricorda il marito Rocco, sottolinea di continuare a voler investire nel futuro della Fiorentina.
Il tributo di Joseph Commisso, che firma e scopre la maglia numero 10, che sarà tolta in questo anno particolare, per onorare Antognoni (assente per problemi con la società), firmata da tutta la squadra.
Il presidente, con un lungo discorso, tra italiano ed inglese, esorta i giocatori a lottare, ai tifosi a sognare.
Una dedica speciale al padre Rocco, per i cospicui investimenti fatti per la società.
Un tributo al ricordo del direttore Jo Barone, e del compianto patron Rocco Commisso, con una fisarmonica (che amava suonare),con l’inno della Fiorentina, che echeggia nell’aria.
Si chiude la serata con lo spettacolo di droni, che compongono una serie di figure e scritte, immagini storiche, musica dal vivo, proiezioni dei simboli della citta e della società.

Figure di luci con i droni, nello spettacolo finale
Infine, gli effetti speciali tra il campo e i settori, spettacolari fuochi pirotecnici.

Spettacolo di luci sul Franchi
Intorno alla mezzanotte, cala il sipario, su una lunghissima giornata, che rimarca, tutto ciò che rappresenta la Fiorentina, l’amore per una città, la passione verso una maglia, spesso tra delusioni, ed amarezze, ma soprattutto di gioie ed emozioni, con ricordi indelebili che vivranno per sempre.
Buon Compleanno Fiorentina, amore infinito per tante generazioni, per i tuoi primi cento anni di vanto e gloria.

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