Diario Viola Fiorentina

Un pessimo inizio di stagione

(Nella foto, i giocatori sotto la Curva, di Paolo Giuliani)

Dopo la settimana dei festeggiamenti del centenario, la chiusura della sessione del mercato estivo, porta gli ultimi acquisti e cessioni, in rosa.

Il numero dei nuovi arrivati arriva a tredici giocatori, con gli ultimi innesti in ordine cronologico, degli esterni Alieu Njie dal Torino, Wilfried Gnonto dal Leeds, l’attaccante Beto dall’Everton, il centrocampista Pedro Goncalves, dallo Sporting Lisbona.

Tra le cessioni, oltre il centrale Pietro Comuzzo e il terzino sinistro Niccolò Fortini, lascia le rive dell’Arno il centrocampista Rolando Mandragora, proprio al gong di chiusura.

Si delinea così la squadra viola, con una vera rivoluzione, solo sei i giocatori reduci dalla precedente annata.

In questo contesto dopo settimane di nomi accostati alla squadra, e distrazioni, per celebrare il secolo di vita, finalmente la parola passa al campo.

La sfida nell’anticipo delle 15.00 al Franchi, contro il Torino del neo allenatore Ignazio Abate.

Una gara delicata per entrambe le formazioni, relegate nella bassa classifica, con la squadra granata eliminata dalla Coppa Italia.

Nell’ennesima giornata di caldo torrido, con temperature proibitive (ci chiediamo come è possibile rischiare la salute dei giocatori in campo, ma anche dei tifosi sugli spalti), la tifoseria risponde presente con 21.785 spettatori.

La Forentina parte con il modulo del 4-3-3, il tecnico Grosso schiera il nuovo acquisto Njie, che affianca Mastantuono e Pellegrino nel reparto offensivo, a centrocampo Fagioli, Oulai e Brescianini, in difesa Viery alla prima da titolare in maglia viola.

Gli undici di partenza con la divisa viola sono: De Gea (cap.), Joao Mario, Dragusin, Viery, Valdepenas, Fagioli, Oulai, Brescianini, Mastantuono, Pellegrino, Njie.

Gli undici di partenza, di Paolo Giuliani

Nella squadra granata, gli ex Comuzzo, Fortini, Mandragora, Biraghi, Simeone.

Arbitra l’incontro il signor  Davide Massa.

In tribuna il presidente Joseph Commisso, la madre Catherine (vicepresidente), i dirigenti Ferrari, Paratici, Moretti.

Primi minuti di marca viola con due chance, Mastantuono in area impegna il portiere Perri che respinge, sulla respinta Njie aggancia e tira verso la porta, Fortini sulla linea salva i granata.

Con il passare del tempo, gli ospiti con una buona manovra di gioco, offrono diversi spunti offensivi, Mandragora sfiora il goal, De Gea si oppone con una bella parata.

Il caldo è opprimente, Oulai per un problema muscolare durante il primo cooling break, al 23esimo, lascia il campo, cambio obbligato per il tecnico, che manda in campo Ndour.

La gara prosegue senza grandi sussulti, con il Torino che chiude i gigliati nella propria metà campo, il Franchi sottolinea il proprio malcontento con fischi, a più riprese.

Grande duello, tra il terzino Comuzzo e l’argentino Mastantuono.

Contrasto tra Comuzzo e Mastantuono, di Paolo Giuliani

Al 30esimo altro cooling break, dopo 4 minuti di recupero si va all’intervallo.

Nella ripresa, doppia sotituzione per i padroni di casa, Mastantuono e Brescianini lasciano il posto a Gnonto e Atta.

Si vede qualche azione offensiva, Joao Mario lancia Gnonto che arriva sul fondo, il portiere Perri para.

Al 47esimo, un sinistro da fuori area di Pellegrino, complice la non trattenuta del portiere Perri, porta al vantaggio viola.

L’argentino alla prima rete in maglia viola, festeggia con i tifosi del parterre.

L’argentino Pellegrino, alla prima rete in viola, in un contrasto di gioco, di Paolo Giuliani

La rete sembra rigenerare i gigliati, con Atta che sfiora in un paio di occasioni, il raddoppio.

I granata, con ordine cercano varchi e creano buone occasioni, il tecnico Abate inserisce forze fresche, con Braganca e Simeone, al posto di Gineitis e Comuzzo.

Al 70esimo altro cooling break.

Dopo 4 minuti, da fuori area un gran sinistro di Mandragora, batte De Gea sul primo palo, e porta il Torino in parità.

L’ex viola non esulta, anzi con grande sportività si rivolge agli ex tifosi, con un gesto di scuse.

Mandragora dopo la rete del pari, si scusa con i tifosi viola, di Paolo Giuliani

La tifoseria apprezza e gli dedica un coro: “Rollo uno di noi”.

Al 76esimo esce Pellegrino, applaudito, per Beto, subito in evidenza l’attaccante, con una rovesciata che termina sul fondo.

Arriva anche l’ingresso, al 79esimo, del nuovo acquisto, del portoghese Gonsalves, per Njie.

All’82esimo, Valdepenas si lascia superare da Belghali sulla destra, il granata crossa verso il centro area, con Addams che in acrobazia, manda in rete, nell’occasione Joao Mario incerto sull’avversario.

La seconda rete del Torino, di Paolo Giuliani

Una doccia gelata per il Franchi, che esprime tutto il proprio dissenso, con bordate di fischi, cori di disapprovazione, si esorta al rispetto della maglia ed altro atteggiamento.

Bersagliato il tecnico, con il solito “salta la panchina”, il mister chiama i giocatori sotto la Curva, applaude e dopo aver percorso il campo, si porta verso gli spogliatoi.

La squadra resta a prendere tutta la delusione dei tifosi, con fischi e cori.

Tanti gli applausi verso i giocatori del Torino, che sotto il settore ospiti ringraziano i propri tifosi, resta inalterato lo storico gemellaggio tra le due tifoserie.

Mandragora (4 anni in viola) e Biraghi, si portano sotto la Curva per ricevere applausi e cori di “grazie ragazzi”, per gli anni in maglia viola.

Una situazione incredibile e inimmaginabile alla terza giornata, con la prima contestazione del pubblico, verso giocatori e tecnico.

Come nelle precedenti gare, non ha senso puntare il dito contro l’uno o l’altro giocatore, nessun giudizio o condanna, la squadra completamente rinnovata con diversi giovani, in prospettiva con buoni profili, deve assimilare gli schemi di gioco, trovare un amalgama di squadra.

Questo non giustifica i problemi emersi, che vanno oltre le doti tecniche ed i moduli.

Si nota la mancanza di un leader che trascina la squadra, il carattere e la personalità del gruppo, che dopo ogni svantaggio, si scioglie come neve al sole, senza una minima reazione, nel sovvertire la situazione avversa.

La costruzione della nuova squadra, aveva dato grande entusiasmo, a furor di popolo, eliminati coloro che avevano quasi portato alla retrocessione, osannato il progetto per una Fiorentina competitiva.

Nel post gara, come al solito, il tecnico si presenta alla stampa, parla di buoni spunti, spiega le scelte, conferma che non darà le dimissioni, ma di certo comprende il momento di difficoltà.

La società aspetta le prossime gare, la fiducia di certo non sarà infinita nei confronti di Grosso, la dura legge del calcio purtroppo, decreta che il solo allenatore, paghi per gli errori della squadra.

Un pessimo inizio di stagione, con la terza sconfitta consecutiva, ci proietta al lontano 1935/36, novantuno anni fa, un record negativo, scovato negli archivi del passato, ma che deve essere di monito per invertire il periodo non semplice.

Il calcio si sa, nell’arco di 90 minuti può sovvertire pareri e commenti, con nuove valutazioni.

Le occasioni da sfruttare sono nelle prossime sfide (Venezia, neopromossa in trasferta, Pisa nei sedicesimi Coppa Italia, e Napoli in casa), prima della lunga sosta.

Tre gare da affrontare con determinazione e motivazione, che potranno dare i primi responsi, da un immediato riscatto,  a drastiche decisioni per invertire la rotta.

Autore

Patrizia Iannicelli

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