(Nella foto, lo stadio Pier Luigi Penzo)
Un’estate torrida dal punto di vista climatico, con temperature record, ha caratterizzato la nuova stagione della Fiorentina, con i presupposti di poter costruire una squadra competitiva, un progetto a lungo termine.
L’ inizio della stagione entusiasmante, soprattutto per i festeggiamenti del secolo di vita della società gigliata, purtroppo con le delusioni dei risultati negativi in campo, con le prime tre sconfitte consecutive.
Il fine settimana precedente, una totale rivoluzione, l’ennesimo stop in casa contro il Torino, squadra alla portata, porta polemiche, malumori e dissenso nella tifoseria, con cori eloquenti verso il tecnico Grosso, invitato a lasciare la panchina.
Poche ore dopo, nella notte tra domenica e lunedì, si ribalta la situazione che sembrava di attesa per le successive gare, la società, con un breve comunicato, annuncia l’esonero dell’allenatore.
Un vero tsunami calcistico, con diverse versioni ed illazioni sulle cause del definitivo divorzio dall’ex tecnico, motivi e cause lasciano il tempo che trovano, ci sembra inutile e superfluo puntare il dito su un colpevole o su cosa abbia portato alla scelta immediata.
Un successivo comunicato, nel primo pomeriggio del lunedì, conferma il nome del nuovo allenatore, Paolo Vanoli, alla guida tecnica della prima squadra.
Dopo una rivoluzione nella rosa, con 13 nuovi innesti, torna sulla panchina, mister Vanoli, per un secondo mandato, dopo essere subentrato lo scorso novembre, senza la conferma a fine stagione.
L’allenatore firma un contratto di due anni, con opzione ad alcune condizioni, sul terzo.
La presentazione rinviata per mancanza di tempo, visto l’imminente impegno di campionato della squadra, nella trasferta allo stadio Pier Luigi Penzo, con la neo promossa Venezia.
Un ritorno al passato per l’allenatore, che ha allenato i lagunari nella stagione 2023/24 in serie B, con la promozione nella massima serie nei play off.
Il tecnico rispetto a maggio, si ritrova con una nuova squadra, con pochi giocatori reduci dalla formazione precedente, De Gea, Dodo, Pongracic, Ranieri, Fagioli, Ndour e l’infortunato Parisi.
Una gara fondamentale per entrambe le squadre, la squadra veneta a caccia di punti, dopo lo stesso avvio complicato dei viola, con i quali dividono l’ultimo posto in classifica.
Molte insidie, avversario ostico da sempre, che ha raccolto poco per le prestazioni viste in campo, il sold out dell’impianto l’ulteriore spinta verso i padroni di casa.
I gigliati dalla loro hanno al fianco un notevole supporto dalla tifoseria, finalmente dopo otto mesi, la trasferta libera anche per i residenti di Firenze e provincia, con il settore ospiti (circa 1000 biglietti), esaurito in poche ore, e con molti supporter in altri settori.
La sfida apre la quarta giornata, con l’anticipo serale del venerdì, delle 20.45.
In tribuna presenti, il presidente Joseph Commisso, la madre Catherine, i dirigenti.
La Fiorentina scende in campo con la seconda divisa bianca, si parte con il modulo del 4-3-3.
Gli undici titolari, scelti dal tecnico Vanoli sono: De Gea, Jimenez, Dragusin, Ranieri, Viery, Ndour, Fagioli, Atta, Mastantuono, Beto, Njie.
Prima azioni offensive dei viola, che nel primo quarto d’ora si portano nell’area avversaria, manca la precisione nel tocco finale.
Come spesso accade, i viola conducono il gioco, ma passano in vantaggio i lagunari, con Adams che manda il pallone sul secondo palo.
Dopo pochi minuti al 28esimo, l’argentino Mastantuono parte da destra, si accentra e con un gran mancino beffa il portiere Stankovic, risultato che torna in parità.
Un minuto dopo, ancora Mastantuono calcia ancora di sinistro con il pallone che entra sul secondo palo, viola che ribaltano in pochi secondi la gara.
I viola non trovano ostacoli e controllano senza pericoli, Njie spreca l’occasione per chiudere i conti.
Dopo due minuti di recupero si va all’intervallo.
I padroni di casa cercano di ristabilire lo svantaggio, creano azioni ma imprecisi nel tiro finale.
Al 59esimo, mister Vanoli effettua il primo cambio nel reparto offensivo, Beto lascia il posto a Pellegrino.
Tra le due panchine qualche momento di confusione, per un pallone messo fuori da un giocatore viola per un problema ad un avversario, ma che un veneziano rimette in campo per ripartire velocemente.
Tutto si risolve e prosegue la sfida.
La terza rete dei gigliati arriva con un contropiede micidiale, Fagioli lancia Pellegrino, che si porta davanti il portiere e con un diagonale, manda il pallone in rete.
La sfida è piacevole, i neroverdiarancione costruiscono azioni offensive senza esito positivo, i viola chiudono gli spazi e controbbattono.
All’80esimo, altra sostituzione, entra il campo il portoghese Goncalves per Njie.
Tre minuti dopo Ndour crossa un pallone in area, dopo la respinta del corpo del portiere, il pallone rimbalza sull’ex Real Madrid, ed entra in rete.
Incredibile tripletta del classe 2007, anche se in maniera fortunosa, ma bravo ad approfittare dell’episodio.

L’attaccante Franco Mastantuono, autore della tripletta, foto di repertorio di Andrea Martini
Quando ormai si aspetta il fischio finale, disattenzione in costruzione, con l’ultima azione del Venezia, Haps crossa in mezzo, Hainaut con un gran destro al volo, beffa De Gea, per il definitivo 4 a 2, per i gigliati.
Inifluenti gli ultimi cambi nei minuti finali, esce Ranieri per Pongracic, e Mastantonio in un tripudio di applausi, per Brescianini.
Dopo il recupero di 4 minuti termina la sfida.
Grande entusiasmo a fine gara con tutta la squadra, ed il presidente Joseph sotto il settore ospiti, a festeggiare la prima fondamentale vittoria, con i tifosi, che instancabili continuano a cantare con cori incessanti.

Il presidente Joseph Commisso con la squadra, sotto il settore ospiti
Dopo un periodo complicato, la buona ripartenza dei viola, capaci di sfruttare le situazioni avute, i singoli fanno la differenza, ma soprattutto, ottima la reazione di grinta e personalità dopo lo svantaggio.
Nessun proclama, nell’affermare che tutti i problemi sono risolti, in un sola sola gara, il cambio allenatore ha dato una scossa, anche se la squadra resta da assemblare, con schemi e moduli di gioco.
Si consideri l’avversario di modesta qualità, con diverse assenze, che crea, ha maggiore possesso palla, mai pericoloso sotto porta, i gigliati, con totale pressing concretizzano, senza sprecare le azioni offensive.
Il protagonista assoluto, con classe e doti tecniche da fuoriclasse, il 2007 Franco Mastantuono, ribalta e sale sugli onori di cronaca, il match winner della gara, che scrive una pagina di storia, con una serie di record.
Il giocatore più giovane della Fiorentina a segnare più reti, il primo classe 2007 e nello stesso tempo il primo straniero a segnare una tripletta, nel campionato di massima serie.
Complimenti, elogi e beniamino dei tifosi, l’argentino con le sue giocate, un talento con caratteristiche da fuoriclasse.
Buona la prestazione anche del connazionale, ex Parma, Mateo Pellegrino, che chiude di fatto la gara, in un momento difficile, ma anche la compattezza del centrocampo, con Fagioli, uno dei migliori, che pennella un assist per Pellegrino.
Una menzione doverosa, per i progressi visti nel francese Atta, il buon secondo tempo di Ndour.
Il nuovo inizio per la squadra viola dovrà essere confermato nelle prossime gare, entrambe tra le mura di casa al Franchi, la prima martedì 15 con i sedicesimi di Coppa Italia nel derby contro il Pisa, e domenica 20 contro il Napoli di mister Allegri.
Dopo aver interrotto la striscia negativa, si ricomincia con un poker di reti, un successo che porta fiducia, morale e serenità nell’ambiente.
Una squadra giovane, con ampi margini di crescita e miglioramento, necessita di tempo e pazienza, ma anche la possibilità, di poter sognare qualcosa di importante, nel prossimo futuro.

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