Fiorentina

Una Fiorentina ingenua e fragile

Dopo la sconfitta tra le mura del Franchi, contro il Como, i viola nel lunch match delle 12.30, sono di scena, allo stadio Giuseppe Meazza, di Milano, contro i Campioni d’Italia dell’Inter.

Una settimana caratterizzata dalle polemiche per gli errori arbitrali, con la presa di posizione della società, che in maniera ufficiale chiede alla Lega Calcio, chiarimenti sugli episodi contestati, la mancanza dell’intervento del Var sulla prima rete, il fuorigioco sul secondo goal di Pongracic.

Nello stesso tempo per la delicata e difficile sfida, dal fattore campo, si cerca di trovare una compattezza nei diversi reparti, e diverse soluzioni a livello individuale.

Sul fronte tifosi, lo zoccolo duro dei gruppi organizzati rinuncia alla trasferta, per la mancanza di prelazione sui biglietti, i presenti nel settore ospiti, circa 500, si spostano autonomamente.

Il Meazza, considerato la Scala del Calcio, come al solito esaurito in ogni settore, 74.000 spettatori, ulteriore difficoltà per gli ospiti.

La Fiorentina, in campo con la consueta divisa da trasferta bianca, l’Inter con la classica neroazzurra.

L’arbitro dell’incontro il signor Maurizio Mariani.

I viola partono con il modulo del 4-3-3, De Gea tra i pali, Jimenez, Dragusin, Pongracic, Valdepenas, Ndour, Fagioli, Brescianini, Mastantuono, Pellegrino, Njie.

Prima fase di studio nei minuti iniziali delle due squadre, diversi duelli tra i giocatori, poche occasioni offensive.

Con il trascorrere del tempo, i nerazzurri aumentato la pressione, si portano verso la porta difesa dal portiere viola, colpo di testa di Carlos Augusto, alla sinistra del portiere, ancora un colpo di testa di Mkhitaryan sulla traversa, un sinistro da fuori area di Diouf, alto.

Dalla mezz’ora, sono sempre i padroni di casa che impegnano il portiere viola, destro di Thuram e parata di De Gea che manda in corner, colpo di testa di Pio Esposito, ancora decisivo il portiere viola, che lascia la porta inviolata.

L’Inter padrona del campo, fino ai minuti finali della prima frazione, un destro di Thuram respinto con la mano dal portiere, un destro del centrocampista Barella, sfiora il palo alla destra della porta.

Senza nessun recupero, si va all’intervallo.

La ripresa inizia con le stesso canovaccio del primo tempo, Inter offensiva, i viola chiudono gli spazi.

Al 51esimo, cambio forzato per il tecnico Vanoli, esce Pongracic per problemi fisici, al suo posto Viery.

Due minuti dopo, bella azione degli ospiti, con Mastantuono per Pellegrino, il centravanti controlla, ma la difesa neroazzurra chiude.

La gara resta di marca interista, De Gea costretto agli straordinari, il francese Thuram impegna ancora il portiere, che manda in angolo.

Al 65esimo, l’inaspettato vantaggio degli ospiti, da un rinvio di Provedel, i viola recuperano un pallone a metà campo, passaggio verso destra per Jimenez, che con un gran tiro da fuori area, beffa il portiere e gonfia la rete.

Alex Jimenez, fonte Instagram Fiorentina

Lo spagnolo, sbeffeggiato per l’intera gara. con fischi e cori denigratori per il suo passato rossonero, si prende una bella rivincita anche con i supporter di casa.

La reazione interista immediata, al 68esimo proteste dei padroni di casa, per un contatto di Viery su Thuram, l’arbitro Mariani  senza controllo Var, lascia proseguire.

Al 71esimo su tiro di Calhanoglu, Carlos Alberto colpisce la traversa.

Per la Fiorentina un vero assedio, rischia in diverse occasioni, da corner, colpo di testa di Carlos Augusto e seconda traversa colpita.

Il secondo doppio cambio per i viola al 75esimo, entrano Dodo e Gnonto al posto di Mastantuono e Jimenez.

Il tecnico nerazzurro risponde con un triplo cambio, entrano Zielinski, Sucic e Di Marco, per Calhanoglu, Mkhitaryan e Carlos Augusto.

I viola, al 78esimo sfiorano il raddoppio, con un sinistro di Gnonto, il portiere nerazzurro Provedel respinge.

Le ultime sostituzioni tra gli ospiti all’82esmo, escono Pellegrino e Njie per Beto e Joao Mario.

Il tecnico Chivu, risponde con l’inserimento di un altro attaccante, il 2006 Matteo Lavelli.

I minuti finali un forcing dei nerazzurri, un destro di Thuram sopra la traversa, ancora De Gea protagonista sulla respinta del destro di Sucic, sotto porta.

Nei sei di recupero, arriva la rimonta dei padroni di casa, al 91esimo Thuram con un sinistro da fuori area sul secondo palo batte De Gea, e riporta il risultato in parità.

Il goal mette ancora più grinta ai padroni di casa, che al 96esimo per un intervento di Valpedenas su Thuram, ottengono un rigore, assegnato dall’arbitro Mariani.

Sul dischetto si porta Zielinski, che con un gran destro batte De Gea.

Dopo altri due ulteriori minuti, il triplice fischio chiude la gara, con la vittoria dell’Inter, che mantiene il primato della classifica.

Una sfida considerata proibitiva, per valori in campo, con i Campioni d’Italia che in questa stagione, partiti in svantaggio, realizzano incredibili rimonte, anche frutto delle seconde linee, che in tante squadre sarebbero titolari.

La Fiorentina, cerca di arginare le incursioni, con una ardua difesa nel primo tempo, inaspettato quanto importante il vantaggio di Jimenez, che sembra indirizzare il risultato verso un successo eclatante, anche per la prestazione di un super De Gea.

I viola cedono metri e campo ai forti avversari, che nei minuti finali trovano la vittoria, meritata per quello visto in campo, ma che lascia il solito amaro in bocca, per una Fiorentina ingenua e fragile, rinunciataria, con le solite difficoltà realizzative.

Sulla prestazione di squadra e dei singoli, la sintesi della sfida racchiude la prova generale, gara impostata sul contenimento e sulla difesa, che poi con il miglior attacco del campionato, diventa un autorete.

Per 90 minuti grazie al protagonista della gara De Gea, alla rete del vantaggio, l’illusione di realizzare un’impresa, purtroppo svanita per diverse circostanze.

La difesa anche se non concede molto nella prima parte, impreparata nei minuti finali, la mediana lascia l’iniziativa agli avversari, in avanti nessuna concretezza.

Sul banco degli imputati anche il tecnico Vanoli, per l’impostazione iniziale difensivista al massimo, ma soprattutto per i cambi che arretrano la squadra, rinunciando a giocatori offensivi come Mastantuono.

L’argentino sempre il più propositivo del reparto.

Sul podio, per il capolavoro realizzato, Alex Jimenez, lo spagnolo alla terza rete, si conferma con qualità e buone prestazioni.

Il migliore in campo, il portiere spagnolo David De Gea, spesso criticato ingiustamente, evita passivi più pesanti, decisivo in tante occasioni, tiene aperta la gara, determinante, si oppone e contrasta l’attacco stellare nerazzurro, incolpevole sulle reti subite.

Il migliore della gara, il portiere David De Gea

La terza sconfitta consecutiva, della gestione Vanoli, la sesta totale su otto gare, con un terz’ultimo posto con 4 punti, 19 reti subite, peggiore difesa del campionato, un campanello d’allarme, da non sottovalutare.

Una squadra deludente che mostra reparti in difficoltà, giocatori insufficienti che non incidono, arrivati con alte aspettative e costi elevati, poche idee di gioco, mancanza di personalità e di un leader.

Dopo l’ennesima occasione sprecata, si torna in campo giovedì, nel turno infrasettimanale, tra le mura del Franchi, contro l’Atalanta del tecnico toscano Sarri, molto considerato da queste parti.

Una sfida che sembra meno difficile rispetto alle precedenti annate, con diversi titolari infortunati, ma con un unico imperativo, quello di vincere, conquistare punti e muovere una classifica orripilante.

Se non è da considerarsi come ultima spiaggia, poco ci manca.

Autore

Patrizia Iannicelli

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