(Nella foto, il tecnico Paolo Vanoli, di Andrea Martini)
Siamo ormai alle battute finali della stagione calcistica, la 35esima giornata di campionato, con i primi verdetti arrivati nel fine settimana.
Campione d’Italia l’Inter (21esimo scudetto), del tecnico Cristian Chivu, al primo anno sulla panchina nerazzurra, le prime due squadre retrocesse, Pisa e Verona.
Nei posticipi del lunedì, la Lazio batte la Cremonese, che resta al terz’ultimo posto, con i viola che mantengono inalterato il distacco di 9 punti sui lombardi.
La Fiorentina, chiude il turno con il monday night, delle 20.45, all’Olimpico, contro la Roma, di Gian Piero Gasperini, ancora in lotta per una posizione Champions, mentre ai viola basta un punto per la salvezza matematica.
Alla vigilia della gara, buone notizie dal fronte infortuni, per il tecnico Paolo Vanoli, recupera Gosens e Parisi.
Pongracic al rientro dopo il turno di squalifica, resta l’emergenza in attacco, con Kean assente per motivi familiari, Piccoli per problemi fisici, oltre al centravanti della Primavera, Riccardo Braschi, convocato Antonio Pirrò, classe 2008, dall’U18.
Gli undici di partenza, con il modulo del 4-1-4-1 sono: De Gea tra i pali, Dodo, Pongracic, Ranieri, Gosens, Fagioli. Harrison, Brescianini, Ndour, Solomon, Gudmundsson come falso nove.
Gli ospiti con la divisa bianca, i padroni di casa con la classica giallo rossa.
Sugli spalti un’autentica bolgia, con circa 60mila spettatori, un ostacolo in più per la squadra viola.
Arbitra l’incontro il signor Zufferli di Udine.
Inizia la gara con la Fiorentina pericolosa, cross dalla destra e difesa giallorossa che chiude in corner.
Al 12esimo arriva il primo squillo offensivo dei giallorossi, Malen in contropiede salta Pongracic, un tiro verso la porta, la traversa salva i viola.
Il goal nell’aria, arriva un minuto dopo, da corner, Mancini con un colpo di testa anticipa la difesa sul primo palo, e porta in vantaggio la Roma.
Subito dopo, al 16esimo, altra ripartenza dei giallorossi con Soulè che in area trova Hermoso, tocco per Wesley, che trova l’angolino della porta, De Gea incolpevole.
Il raddoppio, blocca le minime speranze dei viola, che subiscono passivamente, senza trovare una minima reazione per contrastare gli avversari.
Alla mezz’ora, ancora un duello a favore della Roma, Konè supera Fagioli, entra in area e passa verso Mario Hermoso, il difensore spagnolo, non può che mandare in rete il pallone.
In pochi minuti, si chiude la gara con un tris micidiale dei padroni di casa.
Al 36esimo, provvidenziale parata di De Gea che si oppone a Malen, la Roma padrona del campo, che non trova nessun ostacolo da parte degli avversari.
Nei minuti finali, al 42esimo, qualche azione offensiva dei viola, Dodo crossa fuori, in area il tiro di Gosens chiuso da Mancini, Fagioli da fuori area per Ndour, con la deviazione di Wesley.
Si va all’intervallo dopo un minuto di recupero, con la gara ormai chiusa per i viola, con tre reti da recuperare.
Nella ripresa, il tecnico Vanoli affettua un triplo cambio, entrano Parisi, Comuzzo e Braschi per Pongracic, Harrison e Gudmudsson.
Il neo entrato Braschi, sfiora la rete, il primo pallone toccato, dal limite dell’area si ferma sul palo, peccato per il centravanti classe 2006, che avrebbe meritato altra fortuna.
Al 52esimo, ancora in avanti Malen in area, con deviazione difensive, De Gea alza sulla traversa, per il secondo legno dei giallorossi.
Qualche incursione di Dodo dalla destra, ma sempre la Roma, al 58esimo, che gonfia la rete con il quarto sigillo.
Malen dalla sinistra, crossa verso il centro area dove Pisilli, salta su tutti e manda il pallone in rete.
Poker di reti, per la Roma che colpisce con facilità, una gara a senso unico, in pratica decisa dalle prime battute.
Nel quarto d’ora finale, giallo per Parisi per proteste su un fallo, che il Var conferma fuori area, girandole di sostituzioni tra le due squadre.
Tra i viola, al 75esimo, lasciano il campo Brescianini e Fagioli, per Fazzini e Fabbian.
Nelle ultime fasi di gioco, qualche occasione per la Roma, dopo 2 minuti di recupero, il triplice fischio chiude la gara.
Una prestazione senza appello per la squadra viola, che forse appagata del risultato della precedente gara (Cremonese-Lazio), si lascia surclassare in tutte le zone del campo, da una Roma con forti motivazioni, per la ghiotta opportunità, di poter affiancare le concorrenti in lotta per la Champions.
La sconfitta eclatante e alquanto roboante per le reti subite, evidenziano nei viola, un approccio sbagliato e la mancanza di reazione e grinta, i giallorossi di certo più forti, nei singoli e nel gruppo (22 punti di differenza), trovano incontrastati terreno fertile, dove poter spaziare e portare la sfida a loro favore.
Un commento sulla pessima figura alla quale abbiamo assistito, inutile e superfluo, per non fare differenze dell’uno rispetto all’altro giocatore, o ai reparti tutti insufficienti, una difesa assente, un centrocampo inefficace, un attacco evanescente.
Nella serata horror generale, per la cronaca, il portiere De Gea, evita un passivo pesante, Riccardo Braschi all’esordio nella massima serie, mette volontà ed impegno.

Il portiere David De Gea, di Andrea Martini
Una debacle totale, frutto di una stagione deludente che tutti aspettano di archiviare quanto prima, sconfitte umilianti, anche con squadre inferiori, obiettivi sfumati, salvezza acquisita per demeriti altrui, più che meriti personali.
Una Fiorentina troppo brutta per essere vera, la rosa almeno per tecnica e doti, superiore a tante squadre che sono ben salde in classifica, un gruppo che nelle difficoltà non ha mai dato l’impressione, di uscire dalla mediocrità di prove e risultati, ma al contrario si è lasciata trasportare dagli eventi negativi.
Restano le ultime tre gare, due in casa al Franchi, una in trasferta con la Juventus, non cambieranno l’inerzia di tutto l’anno, ma forse lecito chiedere al tecnico e ai giocatori un minimo d’orgoglio, in nome di quello che rappresentano, per la maglia, la città, i tifosi.
Terminato il campionato a fine maggio, sarà il tempo delle decisioni, dei programmi, delle scelte, da parte di società e dirigenti, per analizzare ed evitare errori e problemi vissuti, per costruire con solide basi, la Fiorentina del futuro.

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