Fiorentina

La prima conferenza della nuova Fiorentina

Nella foto, a sinistra il DG Ferrari, a destra il DS Paratici)

Dopo aver raggiunto la salvezza matematica a due giornate dal termine, si chiude una stagione deludente e inaspettata, per gli obiettivi fissati al nastro di partenza.

Dall’intero ambiente, si chiede e si aspetta un cambio di marcia per il futuro, con la prospettiva di poter contare sull’esperienza e la competenza nel direttore sportivo, arrivato all’inizio dell’anno solare, Fabio Paratici.

Il dirigente avrà l’arduo compito di ricostruire, non solo il contesto sportivo dell’area tecnica, ma soprattutto compattare un ambiente depresso e demotivato dopo un campionato fallimentare.

Il primo tassello dal quale partire arriva l’otto di giugno, dopo i ringraziamenti di rito al precedente allenatore Paolo Vanoli per il lavoro svolto, la società in un comunicato, annuncia il nuovo allenatore, mister Fabio Grosso.

Il nuovo tecnico (nato a Roma il 28 novembre 1977), dopo una carriera strepitosa come giocatore, Campione del Mondo del 2006, dal 2013 inizia il percorso di tecnico nel settore giovanile della Juventus, debutta in prima squadra nel 2017, diverse esperienze, fino alla promozione del Sassuolo dalla B alla A (2024/25), con i nero verdi neopromossi, si posiziona all’undicesimo posto, nell’ultima stagione.

Nel frattempo, come annunciato in precedenza, il DG Alessandro Ferrari ed il DS Fabio Paratici, volano negli Stati Uniti, per confrontarsi con la proprietà della società, il presidente Joseph Commisso e la signora Katherine.

Nel periodo di permanenza in America, non trapela nessuna notizia, fino alla conferenza ai media del 18 giugno, dei due dirigenti, nel “Media Center”, del Rocco B. Commisso Viola Park.

Come prevedibile, nella sala stampa, tutti i quotidiani e tv nazionali e locali, le diverse testate giornalistiche on line (compresa la nostra), per sottoporre ai messimi vertici societari, domande sulle linee guida, per il futuro della squadra.

Introduce il DG Ferrari, che ringrazia il precedente allenatore Vanoli, ed il suo staff per il lavoro svolto, con serietà e professionalità.

Le domande si alternano, ora all’uno ora all’altro direttore, per comodità proseguiamo con le risposte date prima dal direttore generale poi da quello sportivo.

Intanto ribadisce Ferrari, il primo obiettivo non ripetere la stagione di quest’anno, nello stesso tempo di creare una Fiorentina solida, che possa raggiungere determinati risultati di crescita e stabilità.

Risponde anche sulla questione Antognoni (nell’ultime ore ha fatto discutere la posizione dell’ex capitano viola, bandiera e numero 10, che ha affermato di non volere partecipare alla festa del centenario della società di fine di agosto, per attriti avuti con la proprietà, ndr), dicendo che il centenario è della Fiorentina, dei tifosi, della squadra, di coloro che hanno fatto la storia.

Non è il centenario della famiglia Commisso, anzi, ribadisce, nella commemorazione del presidente Rocco, la moglie Kaherine ha apprezzato la presenza di Giancarlo.

Si augura si possa risolvere la situazione, e che possa partecipare all’evento.

Sulla permanenza in America, afferma una settimna positiva, dalla visita all’azienda Mediacom, alla conoscenza di Paratici con la famiglia Commissso, alla disponibilità inalterata, di trovare un’intesa con il Comune sulla questione stadio, a prescindere dall’iter da seguire, conferma la volonta di essere partner per la realizzazione dello stadio.

Ancora una volta, sottolinea la volontà della proprietà di non vendere la società, di proseguire nel sogno di Rocco di vincere, per creare una Fiorentina, con una forte struttura e raggiungere gli step prefissati.

Inoltre, parla di cambiamenti di figure societarie, dicendo che alcuni innesti sono stati inseriti, la scelta di Paratici è stata non solo per il mercato, ma anche per miglioarare la programmazione, struttura e metodo.

Prosegue dicendo, che ci saranno altri cambiamenti, come già avvenuto in area revenue, con l’ingresso di una persona che lavorava con l’aziena automobilistica Ferrari, per una crescita anche a livello internazionale.

L’idea, ha continuto, è di costruire un modello societario che si distingue in competenza, preparazione, per migliorare anche lo staff interno.

Infine due battute sullo sponsor, il principale dal primo anno dell’era Commisso, l’azienda Mediacom.

Il direttore afferma, che si cercherà di portare il brand a livello internazionale, e se ci fossero altre occasioni saranno considerate, per diminuire il contributo, che la famiglia Commisso continuerà a dare, o modificare totalmente con un diverso sponsor.

Al direttore sportivo Paratici, come nomale, domande sul badget, sulle scelte da fare, entrateed uscite per la rosa da costruire, sugli obiettivi sportivi.

Anche lui inizia con i ringraziamenti di rito, sull’unità avuta da parte di tutti i giornalisti, come richiesto nella precedente conferenza di febbraio (presentazione, ndr), che ha portato benefici alla causa finale.

Parla di bellissimo impatto avuto con la famiglia Commisso, proprietà forte e solida, che ha ribadito la volontà di costruire una Fiorentina competitiva e duratura.

Concetto sottolineato più volte, ma nello stesso tempo per la realizzazione, conferma, servono anni, non 3 meesi o settimane.

Il budget non arriva solo dal mercato, ma da una totalità di cose, entrate, uscite, ricavi stadio, commerciale.

Sul mercato, non ancora aperto, ribadisce, non si possono dire cosa avviene nei diversi incontri, nelle interlocuzuioni tra giocatori ed entourage.

Sull’attaccante Moise Kean, parla di giocatore di valore, patrimonio nazionale, lo conosce fin da bambino (il centravanti nasce nelle giovanili bianconere, ndr), si augura possa essere il numero 9 viola, , ma spesso aggiunge, non sono le società a decidere il destino del giocatore, ma le dinamiche del mercato, nel mondo del calcio.

Sugli obiettivi futuri, parla di una Fiorentina che possa competere negli anni, facendo le cose per bene.

Per mentaliità personale aggiunge, di essere competitivo, non accetta di arrivare per 4 volte all’ottavo posto, si può partire dalla 14esima posizione, per salire al sesto, settimo posto.

Il concetto viene analizzato, con più dettagli,  la conferma di costruzione negli anni, dice, può portare  anche a critiche, che si accetteranno, ma progredire non è solo comprare un giocatore, ma costruire una società internazionale, facendo piu punti possibili, anche se realizzato in pochi mesi o in due anni.

Un sogno può diventare un obiettivo, anche se le due cose sono correlate, prima un obiettivo realistico, poi il sogno può diventare obiettivo.

La scelta dell’allenatore Fabio Grosso, arriva dopo aver dato massimo supporto a Vanoli fino al termine del campionato, bravissimo ad uscire da una gravissima situazione.

Poi le scelte vengono fatte per il bene del club, e dopo un tempo di riflessione, la scelta è stata su Grosso, unico candidato, per il suo profilo personale.

Inoltre afferma, ci aspettiamo che ragioni in maniera dirigenziale, oltre ad allenare sul campo, deve conoscere la struttura societaria e saper comunicare, presupposti che sono emersi dalla sua persona.

Sulle cessioni e sul badget ridimensionato, il direttore Paratici,  con grande spirito di realismo afferma che 60 giocatori sotto contratto o si vendono oppure è necessario costruire un altro centro sportivo.

Sul momte ingaggi da ridurre (settimi in campionato, ndr), parla che le classifiche non sono correlate al monte ingaggi, costruire qualcosa di solido non è correlato al singolo giocatore.

Sulle aspettive che tutta la piazza ripone nella sua professionalità, risponde, sono stato fortunato nella vita, perché da sempre ho avuto tante pressioni, di essere severo con me stesso, tale che la severità degli altri è minima, ciò significa competere per qualcosa di importante.

Ha aggiunto, di essere arrivato con il massimo entusiasmo, che sarebbe stato uguale anche per la sua citta natale che è Piacenza, la stessa serietà e le stesse ore di lavoro.

Per superare la diffidenza esterna, ribadisce, è necessario mandare messaggi equilibrati e credibili, e questo diventa il lavoro anche dei giornalisti, che fanno da veicolo.

Sul calcio mercato, afferma di avere equilibrio, valutando le singole occasioni, un giocatore bravo è facile individuarlo, costruire la squadra è molto più difficile.

Sui singoli giocatori dopo aver ribadito più volte, di non poter dire colloqui con giocatori ed agenti, si sofferma su Comuzzo, un giocatore giovane ed importante proveniente dalle giovanili viola, da considerare con cura e maggiore attenzione, per realizzare un suo percorso di livello.

Sull’autofinanziamento, come colmare il gap, e se la Fiorentina non ha più appeal, ha risposto, i risultati non determinano l’appeal, il Liverpool non ha vinto per anni, ma si considera un club storico, la Champions è certo più attrattiva.

Le società come Como e Bologna in Champions, significa che le società, hanno lavorato bene negli anni, sviluppando una cultura sportiva, con persone competenti nei posti giusti.

Ancora su possibili rinnovi di Ndour e Dodo, sul primo ha affermato che il giocatore è al centrro del progetto, deve confermarsi, ma nello stesso tempo non si può beatificare dopo 12 giornate, o condannare.

Su Dodo ha 28 anni e altre ambizioni, come del resto la Fiorentina.

Il mercato, ha continuano il dirigente, è in continua evoluzione, si parte da un prospetto, con una nostra idea, poi succedono nella stessa giornata diverse offerte sia alla società che al giocatore, si deve di conseguenza modificare.

Sul possibile inserimento in prima squadra, dei giovani, riferito ai ragazzi vincitori della Primavera, al di là dei complimenti per il traguardo raggiunto, Paratici afferma, che la cosa importante il lavoro svolto negli anni, anche senza scudetto sarebbero stati da applaudire.

Per la seconda squadra, il direttore afferma di poterla costruire quando ci sarà un percorso di crescita, una maturazione, una formazione adeguata.

Bisogna individuare quale strada affrontare, ribadisce, i giovani per farli diventare buoni giocatori, per arrivare in prima squadra.

Nel recente Mondiali  quali giocatori potrebbe aver individuato da inserire nella squadra, la risposta è stata che non si aspetta una competizione per la conoscenza dei giocatori, ci sono altri parametri per capire quando sono bravi.

Infine conclude, non posso promettere quello che non succede, si lavora per far sì che le cose avvengono, lavorare e costruire qualcosa di importante per poter sognare.

Tutti partono sognando di vincere il campionato, perchè si raccontano cose che non possono succedere.

Un club forte e duraturo, di alto livello, afferma, lo deve essere anche nella comunicazione, con il tempo necessario per pensarlo ed attuarlo, nel modo più sincero possibile, per sognare e poter divertire.

Diventa così, quasi un mantra il Paratici pensiero, prima costruiamo poi organizziamo.

Dopo una lunghissima conferenza, di più di un’ora, si conclude con principi e basi fondamentali, che rimarcano con chiarezza e sincerità, i due  principali dirigenti.

La stagione con la finestra di calcio mercato, la fase principale smaltire soprattutto un esercito di esuberi, inserire giocatori funzionali, valorizzare i giovani dal vivaio, parte a fine giugno, poi  ci sarà la presentazione del nuovo tecnico Fabio Grosso, e la fase del ritiro della squadra che si andrà a formare, nella prima settimana di luglio.

Con la serietà, la professionalità, la competenza, l’esperienza del direttore sportivo Paratici, il supporto del direttore generale Ferrari, inizia così un nuovo ciclo, della quasi centenaria, Fiorentina.

Autore

Patrizia Iannicelli

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