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L’ennesima amara sconfitta

(Nella foto, la prima rete subita dai viola, di Paolo Giuliani)

Dopo lo stop inatteso nella gara di campionato contro il Cagliari, i viola tornano in campo tra le mura del Franchi, per gli ottavi di Coppa Italia, contro il sorprendente Como (sesto in classifica), del tecnico Cesc Fabregas.

Nel pomeriggio, la società annuncia, nell’assemblea dei soci, la nomina del nuovo Presidente, Giuseppe B. Commisso, il figlio del compianto patron, con le conferme di Mark Stephan come Chief Executive Officer e Alessandro Ferrari nel ruolo di General Manager.

Nel consiglio di amministrazione, come membro, entra anche la signora Catherine.

Il nuovo Presidente al fianco della mamma, presente in tribuna, assiste alla prima gara da numero uno.

I tifosi al loro ingresso, li omaggiano con applausi, strette di mano, abbracci, il capitano De Gea, consegna alla signora un mazzo di fiori.

La gara da programma, martedì alle 21.00, serata con una leggera pioggerellina, a tratti consistente, anche se il tagliando compreso negli abbonamenti, in tanti rinunciano alla visione al Franchi, sugli spalti le presenze effettive sono 10.472.

Il tecnico Vanoli adotta un massiccio turn over, otto cambi tra i titolari rispetto all’ultima gara.

Gli undici di partenza con il modulo del 4-1-4-1 sono Christensen tra i pali, Fortini, Comuzzo, Ranieri, Balbo, Ndour, Harrison, Fabbian, Brescianini, Fazzini, Piccoli.

Gli undici di partenza, di Paolo Giuliani

Luis Balbo all’esordio in prima squadra, venezuelano 2006, proveniente dalla Primavera.

In panchina dal vivaio, Deli e Sadotti classe 2006, Bonanno, 2007.

Subito in avanti la Fiorentina, buon inizio del debuttante Balbo, che impegna il portiere Butez, con due tiri ravvicinati. Le trame offensive si concretizzano al settimo, con il vantaggio dei padroni di casa, traversone dalla destra di Fabbian a centro area per Piccoli, che anticipa Ramon, e manda il pallone sul primo palo, in rete.

I viola ancora propositivi, in contropiede Fazzini, costringe il portiere a chiudere in corner.

Al 20esimo arriva il pari degli ospiti, da corner causato da Fortini, colpo di testa di Duvikas che si ferma sul palo, area affollata con Rodriguez fermato vistosamente, (poteva essere rigore), con Sergi Roberto che più veloce, aggancia il pallone e lo manda in rete, difesa viola disattenta e poco reattiva.

Alla mezz’ora, cambio forzato dei lariani, (scesi in campo con diversi titolari in panchina), per infortunio esce l’attaccante greco Douvikas per Nico Paz.

Una buon primo tempo disputato dai viola, si chiude dopo due munti di recupero.

Nella ripresa, avvio con buon ritmo e un’occasione per parte, Brescianini in contropiede si fa recuperare, un tiro di Caqueret fermato dal portiere Cristensen.

Al 60esimo, arriva il raddoppio del Como, reparto difensivo gigliato distratto, ne approfitta Nico Paz, che realizza la seconda rete.

Al 65esimo, il tecnico Vanoli effettua un triplo cambio, escono Ndour con qualche fischio di disapprovazione, per Fagioli, Balbo che riceve applausi, per Gosens, Piccoli per infortunio, per Gudmundsson, che parte come falso nove.

Il Como recupera metri e gioca a tutto campo, Christensen respinge un paio di tiri, i viola non trovano spazi per arrivare in area avversaria. Al 73esimo esce Fazzini per Solomon.

La gara non cambia, una ammonizione per parte, Nico Paz su Gudmundsson, Comuzzo su Nico Paz. L’ultimo cambio Pongracic al posto di Comuzzo.

Il Como controlla senza rischiare, la Fiorentina inerme, non riesce a creare azioni offensive.

Nei 4 minuti di recupero, arriva il terzo gol degli ospiti, Kuhn in contropiede arriva in area e serve Morata (subentrato da pochi minuti), che solo davanti al portire manda il pallone in rete, per il definitivo 1 a 3.

Il triplice fischio chiude la gara, qualche sporadico fischio dalla tribuna, una parte della Fiesole incita la squadra con cori “forza ragazzi” e “noi vogliamo 11 leoni”, lo stadio vuoto in pochi secondi.

Un ampio turn over che presagiva la poca convinzione di poter passare il turno, anche con il divario con la squadra più in forma del campionato, con il tecnico Fabregas che esprime al meglio le qualità dei giocatori, una crescita esponenziale per la sua squadra, e ottimi risultati negli ultimi anni.

I quarti conquistati dopo 40 anni, dimostrano il momento positivo dei lariani.

La Fiorentina con una squadra completamente rivoluzionata (anche per gli infortuni dell’ultima ora, di Dodo e Mandragora), parte bene con volontà e determinazione, la rete di Piccoli, sembra indirizzare al meglio la gara, ma gli errori e le disattenzioni insieme all’ingresso di un campione come Nico Paz, cambino l’inerzia della gara, e con il passare dei minuti, evidenziano il divario netto delle due squadre.

Una serata da incubo per tutto il reparto difensivo, dal portiere ai giocatori,  anche a centrocampo poca sostanza e pochi spunti, in avanti il solo Piccoli realizza un goal di pregevole fattura, ma spesso davanti la porta manca di precisione.

Per la cronaca l’attaccante numero 91, classe 2001 (uscito per una botta alla schiena, con il referto finale di un risentimento all’adduttore della coscia sinistra), si salva dalla debacle collettiva, insieme al debuttante Balbo, che offre una buona prova anche con diversi tiri verso la porta.

A destra Balbo, nel mezzo Fortini, a sinistra Piccoli, di Paolo Giuliani

Si abbandona mestamente la competizione nazionale, quasi un intralcio, con la delicata situazione di classifica, e una salvezza da conquistare, ma non attutisce la delusione per l’ennesima amara sconfitta, tra le mura di casa.

La sconforto di vedere festeggiare gli avversari, per l’ottava volta all’interno del Franchi, è difficile da giustificare, soprattutto a coloro che con freddo e pioggia, disagi di ogni genere, ed orari assurdi, restano al fianco della squadra, con incondizionata passione.

In attesa di qualche rinforzo dal mercato, che chiude il 2 febbraio, la prossima gara di campionato è nell’anticipo pomeridiano di sabato, in trasferta con i Campioni d’Italia del Napoli.

Una gara che si presenta proibitiva sulla carta (anche se il tecnico partenopeo ha diversi infortunati), da affrontare senza timori reverenziali, per fare un passo in avanti, per guadagnare qualche posizione, per lasciare la pericolosa zona di bassa classifica.

Autore

Patrizia Iannicelli

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