Diario Viola • Fiorentina

Primo stop in Europa

Un autunno bollente per la squadra viola, che dopo dieci giornate di campionato si ritrova ultima in classifica, che porta ad uno tsunami societario e tecnico in pochi giorni.

Prima della gara contro il Lecce, le dimissioni del ds Pradè, che consapevole della situazione complicata, e con una contestazione nei suoi confronti da mesi, fa un passo indietro.

La brutta sconfitta contro un avversario alla portata, il Lecce, con la prima vera contestazione dei tifosi che non risparmia nessuno, acuisce la difficoltà della squadra, incapace di una minima reazione, ed evidenzia un rapporto ormai logorato con il tecnico, difficile da risanare.

La società, preso atto della situazione complicata e pesante, impone il silenzio stampa e il ritiro al Viola Park, da dove filtrano indicazioni delle possibili dimissioni del tecnico parmense Pioli.

Dopo l’intera giornata di lunedì, dove i dirigenti cecano di trattare la buonuscita dell’allenatore, che rifiuta senza mezzi termini, a tarda mattinata del martedì arriva l’ufficialità dell’esonero, con la squadra affidata ad interim al tecnico della Primavera, Daniele Galloppa.

Cresciuto calcisticamente nella Roma di Totti, ma protagonista con il Parma, che lo ha portato anche nella Nazionale con 2 presenze. La carriera condizionata dagli infortuni, con il ritiro nel 2018, lo conduce ad allenare, con il Santarcangelo in serie D, per poi passare nel settore giovanile.

Dal 2020 con la società viola, alla guida dell’under 17, raggiunge la finale scudetto, conquista una Coppa Italia con la Primavera nel 2023/24, l’anno dopo arriva alla finale scudetto (persa con l’Inter), che porta alla prima storica partecipazione della Youth League, la Champions del settore giovanile.

Tra i suoi ragazzi allenati, approdati nella squadra maggiore, Martinelli, Fortini, Koaudio, Comuzzo.

In attesa del nuovo tecnico, la società valuta con calma una serie di candidati, per sostituire l’ex Pioli, ma nel frattempo nel segno della continuità, Roberto Goretti viene promosso direttore sportivo, al posto del dimissionario Pradè.

Intanto in queste ore concitate, con diversi ribaltoni, la Fiorentina, con il primo allenamento di Galloppa, si prepara ad affrontare i tedeschi del Mainz, nella città di Magonza.

La terza gara del girone unico della Conference League, un’occasione da non sprecare per consolidare il primo posto, per ritrovare entusiasmo e lo spirito di squadra.

Gli avversari tedeschi arrivano alla sfida come i viola, primi a sei punti nella competizione europea, ultimi in Bundesliga. Il Mainz fondata del 1905, da cui deriva lo “05” nel nome, disputa le gare interne dal 2011, alla Mawa Arena, con una capienza di 35.000 spettatori.

Lo stadio di Magonza si prevede quasi tutto esaurito, con i supporter locali che preannunciano una coreografia, tutto lo stadio colorato in bianco rosso, circa 700 i tifosi viola.

Nella conferenza pre gara insieme a Mandragora, il tecnico Galloppa, afferma, di non effettuare rivoluzioni tattiche, ma di dare la massima fiducia al gruppo con entusiasmo, per poter superare il momento di difficoltà attuale.

Il fischio d’inizio fissato alle 18.45, il direttore di gara il belga Lawrence Visser.

La squadra viola con la terza divisa azzurra, i tedeschi con i colori sociali biancorossi.

Nella rosa dell’allenatore Bo Henriksen, due vecchie conoscenze della nostra serie A, l’ex Genoa, Amiri, l’ex Udinese Winter, ma il più rappresentativo resta il trequartista classe 2002, Paul Nebel.

Mister Galloppa, il 60° allenatore della storia viola, il 30° in Europa, deve fare a meno di Gosens fermo per problemi fisici, Gudmundsson volato in Islanda, per il processo a suo carico.

Il tecnico viola senza grandi rivoluzioni, effettua delle rotazioni, esordio in porta del portiere Tommaso Martinelli, Dodo e Fortini sulle corsie esterne, in avanti Fazzini e Piccoli.

Gli undici di partenza con il modulo del 3-5-2, sono: Martinelli, Pongracic, Pablo Marì, Ranieri, Dodo, Sohm, Nicolussi Caviglia, Ndour, Fortini, Fazzini, Piccoli.

Ritmi bassi ad inizio del tempo con fase di studio da parte delle due squadre, con la prima occasione dei tedeschi, un colpo di testa di Weiper, la pronta risposta di Martinelli.

Al primo affondo la Fiorentina passa in vantaggio, Nicolussi Caviglia intercetta un pallone che passa a Piccoli, il centravanti serve Sohm che di destro batte il portiere Zentner.

Piccoli e Sohm festeggiano la rete, fonte Instagram Fiorentina

I viola ancora in pressing sprecano due occasioni, prima con Piccoli il cui tiro alto sulla traversa, contropiede con Fortini che serve ancora il centravanti che colpisce il portiere.

I viola ancora pericolosi, con Dodo che sulla destra passa a Fazzini, palla deviata in corner. Si va all’intervallo con il vantaggio degli ospiti, che potevano incrementare il bottino di reti.

Nella ripresa la Fiorentina ancora in avanti, Sohm dalla sinistra serve Piccoli, il pallone termina sul fondo.

Al 59esimo doppio cambio, Mandragora e Kean al posto di Ndour e Piccoli. Al 68esimo, errore della difesa, rimpallo che facilita l’attaccante Hollerbach, che manda il pallone in rete, si riporta in pari il risultato.

Altro cambio viola, l’ingresso di Comuzzo al posto di Pablo Marì. Al 77esimo altra occasione viola, Kean in area piccola con un colpo di testa, di poco fuori.

All’81esimo ancora Kean, in diagonale manda il pallone in rete, dopo un paio di minuti di revisione al Var, la rete annullata per fuorigioco.

All’85esimo ultimo cambio Fagioli al posto di Sohm. Nei 5 minuti di recupero, Comuzzo per un retropassaggio rischia l’autorete, Martinelli decisivo su tiro di Wieper.

Negli ultimi scampoli di gara, nei cinque di recupero, al 95esimo, cross di Sano dalla sinistra e colpo di testa di Lee, che porta in vantaggio i tedeschi.

Al fischio finale, la squadra nel solito rituale, estenuante, si porta sotto il settore occupato dai tifosi, qualche coro per esortare a dare di più, nessun applauso.

La beffa finale, condanna la Fiorentina, ancora una volta con una squadra inferiore e in rimonta (quarta della stagione), più per demeriti della squadra viola, che meriti degli avversari.

Un inizio di volontà e di segnali positivi, la rete iniziale, le occasioni create e sprecate, che potevano chiudere la gara, poi i soliti errori, la difesa il principale imputato, la mediana nella seconda frazione perde campo, la poca precisione in fase conclusiva.

In base a quanto scritto, sui singoli buona la prova all’esordio di Tommaso Martinelli, classe 2006, incolpevole sulle reti, distratti e incerti i compagni di reparto, Dodo in recupero, Fortini offre una buona prova.

A centrocampo Ndour e Nicolussi con alti e bassi, buoni spunti verso gli attaccanti.

In avanti Fazzini offre una prova sufficiente, Piccoli e Kean sprecano le diverse conclusioni.

Il migliore della gara Simon Sohm, l’ex Parma, oltre a portare la gara in discesa con l’iniziale vantaggio, mette grinta ed intensità, velocità pressing e potenza fisica, sia in fase di copertura che di rifinitura, un’ottima prova di un giocatore in crescita.

Un plauso doveroso al tecnico Daniele Galloppa, che con serietà e professionalità, porta serenità e fiducia alla squadra, con senso di responsabilità nelle scelte e nelle dichiarazioni.

A Magonza arriva il primo stop in Europa, l’ennesima sconfitta (la terza consecutiva in una settimana), ancora più amara, che fa scivolare la squadra viola all’ottavo posto della classifica generale.

La delusione profonda dell’ennesimo passo falso, anche nella competizione europea, che aveva portato fino al Mainz, solo vittorie, conferma il periodo negativo, di calo fisico e mentale, da risolvere quanto prima sia a livello tattico ma soprattutto psicologico.

Dopo il terremoto dei giorni scorsi, dimissioni ds Pradè ed esonero di Pioli, la panchina sembra ormai destinata a Paolo Vanoli, ex giocatore viola, che avrà l’arduo compito di recuperare una squadra demoralizzata, ma con giocatori di tecnica e qualità.

La prossima sfida, a Marassi, contro il Genoa, che si trova con le stesse problematiche, cambio alla guida tecnica (ufficializzato già De Rossi), si presenta come scontro salvezza, da affrontare come tale, con grinta e foga agonistica.

La Fiorentina, con il peggior inizio della sua storia, non ha altra soluzione che guadagnare punti per risalire dall’ultimo posto.

In questa crisi generale, mettendo da parte polemiche e colpevoli (che non servono a nessuno, in questo momento),  ognuno faccia la propria parte, con senso di responsabilità e fiducia, l’unione un punto di forza, per uscire da questo tunnel verso la luce.

Autore

Patrizia Iannicelli

Lascia un commento