Diario Viola Fiorentina

Salvezza tra noia e fischi

(Nella foto, un’ azione di gioco, di Andrea Martini)

Dopo la roboante sconfitta contro la Roma, che non mette in discussione una salvezza che aspetta solo la matematica certezza, grazie ai risultati negativi delle concorrenti, la Fiorentina torna tra le mura del Franchi, nella penultima gara in casa.

L’avversario è il Genoa, certo della permanenza nella massima serie, che come i viola, a stagione in corso, ha cambiato il tecnico in panchina, con l’arrivo di De Rossi.

Una gara che, almeno sulla carta, ha poco da dire, associata alla giornata di pioggia copiosa fino dal mattino, fa desistere diversi tifosi, ad assistere alla sfida allo stadio.

I numeri ufficiali, parlano di 19.009 biglietti emessi, ma dagli spazi vuoti nei diversi settori, il numero sembra inferiore.

Sul fronte squadra, il tecnico Vanoli recupera quasi tutti i giocatori infortunati, Parisi, Fortini e Piccoli, ad eccezione di Kean, presente in tribuna, alla prima da titolare a guidare l’attacco, il classe 2006, Braschi.

Gli undici di partenza con il modulo del 4-1-4-1 sono: De Gea, Dodo, Pongracic, Ranieri, Gosens, Fagioli, Parisi, Mandragora, Ndour, Solomon, Braschi.

Gli undici di partenza, di Andrea Martini

L’arbitro dell’incontro, il signor Massimi di Termoli, alla sua seconda designazione nella massima serie.

La squadra viola, per onorare la giornata della festa della mamma, come lo scorso anno, al posto del proprio cognome, sulla maglia viene scritto,  quello delle rispettive mamme.

Al fischio d’inizio, si apre il cielo con sprazzi di sole, così per tutta la gara, una difficoltà in meno, per i tifosi presenti.

La Fiorentina in campo, con la classica divisa viola, il Genoa bianca.

Prime battute, un incursione di Ostigard in area, con trattenuta di Pongracic, l’arbitro fa proseguire, i primi applausi per Braschi, che di tacco passa un pallone verso Solomon.

La prima conclusione verso la porta di Vitinha, De Gea blocca il pallone.

Ritmi bassi, azioni offensive al minimo, con tiri fuori dallo specchio della porta.

Alla mezz’ora, i viola reclamano un rigore, per intervento di Amorim su Parisi, minimo contatto con il pallone lontano, per l’arbitro non è sanzionabile.

Al 38esimo, la prima occasione da rete, gli ospiti con un cross dalla destra di Vitinha e colpo di testa di Ostigard, costringono De Gea ad una bella parata, che mantiene il risultato a reti inviolate.

Un minuto di recupero per la prima frazione, e si va all’intervallo.

Dagli spalti qualche fischio di dissenso, ma prevale uno stato di rassegnazione, abituati ad una squadra passiva, con poche idee ed azioni di gioco, nessuna emozione o spunti da rete.

Nella ripresa da corner, un colpo di testa di Ranieri, di poco al lato, fa sobbalzare, ma dalla parte opposta Fagioli che salva la porta su tiro di Vitinha, anche se il gioco è interrotto dall’arbitro.

Al 61esimo, Braschi tra gli applausi, lascia il posto a Piccoli.

Il canovaccio della gara non cambia, passaggi all’indietro, estenuante possesso palla.

Al 70esimo, brivido per i gligliati che rischiano di soccombere, De Gea e Gosens in area si oppongono ad Ekuban ed Ostigard, anche se in precedenza, un fallo su Ranieri, ferma l’azione.

Il secondo doppio cambio, l’ingresso di Fabbian e Brescianini, per Ndour e Mandragora.

Un’occasione per i viola, con un batti e ribatti in area, ma il tiro di Parisi colpisce Gosens, con il pallone che esce di poco.

Azione offensiva viola, di Andrea Martini

L’utimo cambio all’86esimo, Parisi lascia il posto a Gudmundsson.

Nei quattro minuti di recupero mini forcing dei padroni di casa in area, passaggi sbagliati, la difesa avversaria recupera.

Al triplice fischio, una bordata di fischi da tutti i settori, cori di dissenso eloquenti, “fate ridere”, “andate a lavorare”, “meritiamo di più”, “noi siamo la Fiorentina”, la squadra cerca di avvicinarsi verso la Curva, Gosens, spinge i compagni ad abbondonare il campo.

Uno scialbo e scontato pari, in una gara noiosa priva di agonismo, un solo tiro verso la porta, il minimo sforzo senza mai pressare, per ottenere la vittoria.

Un punto ottenuto, per la matematica permanenza in A, non cancella la stagione disastrosa, che malgrado prestazioni e risultati pessimi, ha visto una tifoseria encomiabile, che non ha mai fatto mancare il proprio supporto alla squadra.

Sulla prova collettiva, poca disanima, compitino di fine anno, senza infamia e lode, come le ultime interrogazioni a scuola, per arrivare alla risicata sufficienza.

Per la cronaca, citiamo il portiere De Gea, che salva il risultato, soprattutto nella ripresa, Gosens che fa buona guardia, Braschi non demerita, Parisi lotta con la solita volontà.

La grinta di Parisi, di Andrea Martini

Nel post gara, arrivano via social i complimenti del presidente Joseph Commisso, che si congratula con dirigenti e squadra, per il traguardo raggiunto.

In sala stampa, il tecnico Vanoli, si presenta con una t-shirt con l’immagine e la scritta “Grazie Rocco”, una dedica per il presidente scomparso.

Parla di obiettivo raggiunto, considera la salvezza un capolavoro, con una squadra non costruita da lui, un risultato importanto dopo nessuna vittoria nelle prime 15 gare, di essere diventati una squadra, nella seconda parte del campionato, rimette l’opzione del suo contratto sul prossimo anno alla società, ai dirigenti ringrazia per la fiducia.

Al di là dei commenti dei diretti interessati, le valutazioni di una stagione da cancellare, sono sotto gli occhi di tutti.

Un campionato senza soddisfazioni e coinvolgimento, con prestazioni indecorose, episodi deprecabili in campo tra giocatori, proclami iniziali frantumatie rivoluzionati in poche settimane, dalla corsa Champions, al tracollo del rischio retrocessione, record negativi, e numeri impetuosi.

A due giornate dal termine, la Fiorentina si colloca in classifica sest’ultima con 38 punti, 8 vittorie ottenute, 14 le sconfitte ed i pareggi, la quinta peggiore difesa, con 49 goal subiti, 38 realizzati.

Tra poco più di tre mesi, si arriva all’anniversario del centenario della nascita della società, un ulteriore motivo per archiviare questa avvilente stagione, per rifondare la squadra del futuro con nuova linfa ed entusiasmo, per tornare grande tra le big, per poter festeggiare traguardi di prestigio.

Autore

Patrizia Iannicelli

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