Dopo aver archiviato il successo sulla Cremonese, con punti importanti guadagnati sulle dirette concorrenti, la Fiorentina si concentra sulla gara di ritorno degli ottavi di Conference League, contro i polacchi del Rakow.
I viola partono con il vantaggio del 2 a 1 ottenuto al Franchi lo scorso giovedì, con il tecnico Vanoli che adotta una minima rotazione rispetto alla precedente gara.
La sfida con fischio d’inizio alle 18,45, viene disputata nella cittadina di Sosnowiec, a 200 Km da Czestochowa, in quanto lo stadio che ospita il Rakow, con cinquemila posti disponibili, non è omologato dalla Uefa.
L’impianto della sfida è lo Stadio Arcelor Mittal Park.
La società polacca, tramite i propri canali social, qualche giorno prima della gara, annuncia il tutto esaurito, presente un buon numero di tifosi viola, circa 400, al fianco della squadra.
Il direttore di gara designato, lo spagnolo Juan Martinez Muniera, della stessa nazionalità gli assistenti, il quarto uomo, l’addetto al Var.
La Fiorentina in campo con la divisa bianca, i polacchi in tenuta rossa.
Con le squadre posizionate a metà campo, mentre parte l’inno della competizione, dalla curva dei padroni di casa, una coltre di fumo con tutto il settore colorato di rosso, copre tutto l’impianto.
La Fiorentina parte con il modulo del 4-3-3, diversi i titolari, Christensen, Dodo, Comuzzo, Ranieri, Parisi, Fabbian, Fagioli, Ndour, Harrison, Kean, Fazzini.
Il manto erboso ai limiti dell’agibilità, con evidenti difficoltà per i giocatori.
Buona partenza degli ospiti, Kean in area con un diagonale, viene chiuso dal difensore Svarnas.
Rispondono i polacchi ,con un cross dalla sinistra di Juan Carlos, Christensen esce a vuoto, ma Ranieri chiude gli spazi.
Alla mezz’ora Fagioli per Kean, l’attaccante di destro prova con una girata, ma il tiro è debole. In pieno recupero, Fagioli impegna il portiere Zych, per i polacchi possesso palla ma nessuna occasione da rete.
Si chiude la prima frazione a reti inviolate.
Nella ripresa, dopo appena 22 secondi, il Rakow sblocca la gara con il goal di Struski, azione che parte dalla sinistra, arriva al mediano polacco che tira sul primo palo, disattenta la difesa ed il portiere Christensen.
I polacchi pareggiano le reti, nei due diversi incontri.
Dopo aver subito il colpo, i viola non trovano trame di gioco, fase di confusione della gara.
Al 60esimo, prime sotituzioni per il tecnico Vanoli, lasciano il campo Kean (visibilmente contrariato) e Fazzini, per Piccoli e Gosens.
Dai nuovi entrati la rima occasione da rete, al 66esimo traversone di Gosens dalla sinistra, colpo di testa di Piccoli che si ferma sul palo.
Il pari arriva due minuti dopo, con una percussione dalla destra di Parisi dentro l’area, palla che arriva a Ndour che dalla distanza calcia verso la porta, con la deviazione fortuita di Piccoli.
La Uefa a fine gara assegna la rete all’attaccante viola.
Nella fase finale, controllo e buone giocate, Parisi di sinistro sfiora la porta, Fagioli con un tiro dal limite impegna con una grande parata Zych.
All’84esimo, l’arbitro Muniera fischia un rigore per il Rakow per fallo di Christensen su Brunes, ma dopo il controllo Var revoca il penalty, e ammonisce il giocatore per simulazione.
Terza sostituzione all’88esimo, Pongracic prende il posto di Dodo.
Nei sei minuti di recupero, gli ultimi cambi, Harrisison e Fagioli lasciano il posto a Gudmundsson e Mandragora.
Il Rakow in pressing, tenta l’ultimo assalto con mischie continue in area, anche il portire Zych partecipa al forcing lasciando la porta sguarnita, così da un lancio di 50 metri per allontanare il pallone, Pongracic vede rotolare il pallone in porta, per il definitivo 1 a 2.
Grande entusiasmo a fine gara, con tutta la squadra che festeggia, sotto il settore occupato dai tifosi viola.
La Fiorentina dopo la vittoria al Franchi, sempre in rimonta, conferma una continuità di risultati, con il terzo successo ottenuto in una settimana, ma soprattutto dimostra carattere e reazione, dopo lo svantaggio iniziale.
Come già visto, gli avversari della competizione mostrano limiti tecnici e poca qualità, anche se i viola hanno spesso sofferto più per demeriti propri che per superiorità altrui.
In questo caso il tecnico Vanoli adotta meno rotazione, mandando in campo la formazione migliore, con il perno del centrocampo Fagioli e il centravanti Kean, reduce da un infortunio, messaggio chiaro di voler passare il turno.
La gara non semplice, anche per le condizioni del terreno di gioco, non è stata certo di grandi emozioni, anche se le poche azioni da rete, nella prima frazione sono di marca gigliata, nella seconda frazione, dopo lo svantaggio, la squadra reagisce e con la qualità dei singoli, alza il ritmo e chiude il match, anche se con una rete rocambolesca e fortuita.
Buona la prestazione di squadra, il reparto difensivo, a parte la disattenzione della rete, merita la sufficienza con una buona guardia, a centrocampo Fagioli una certezza, uno dei migliori, anche se penalizzato dal terreno, in attacco buono il rientro di Kean.
Un discorso a parte per Ndour e Pongracic, il primo parte a rilento, lascia spazio per la rete del vantaggio, ma si riscatta con il tiro che vale il pari, con la deviazione vincente di Piccoli, il secondo subentrato, entra non al meglio con passaggi sbagliati, ma realizza la rete del definitivo vantaggio.
I giocatori in evidenza, Parisi che conferma il suo stato fisico eccellente, prova con diversi tiri verso la porta, avvia l’azione del pari, Piccoli, che ringrazia Ndour per aver propiziato la rete a lui assegnata, altri progressi nel suo rendimento in fase offensiva.
La Fiorentina approda ai quarti di finale, per il quarto anno consecutivo, a dimostrazione di essere tra le migliori otto della Conference League.
La strada verso la finale che si disputerà a Lipsia il 27 maggio, passa dal successivo doppio turno con gli inglesi del Crystal Palace (vittoriosi sui ciprioti del AEK Larnaca ai supplementari), una sfida avvincente per caratura dell’avversario, e per l’obiettivo da raggiungere.

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