Dopo la vittoria in campionato contro il Verona, che ha permesso di distanziare la zona pericolosa a 5 punti, la Fiorentina affronta il primo quarto di andata della Conference League, contro il Crystal Palace.
La squadra del quartiere di Croydon nel sud di Londra, dopo gli storici successi in FA e nel Community Shield, nello scorso anno, i primi di una storia ultracentenaria del club (nato nel 1905), le Eagles, penalizzati d’ufficio, declassati dall’Europa League alla Conference.
Attualmente il club inglese è al 14esimo posto in Premier, con 39 punti in 30 giornate.
La gara si gioca nello stadio Selhurst Park, piccolo impianto con una capienza di 25mila posti, in sold out subito dopo l’apertura della vendita dei tagliandi.
A supporto della squadra viola, la carica dei 1600 arrivati dal capoluogo toscano, da tuto il mondo, dai componenti del viola Club Londra.
Torna a disposizione del tecnico viola Paolo Vanoli, Dodo dopo l’infortunio, e Mandragora.
Si parte con il modulo del 4-1-4-1, De Gea tra i pali, Dodo, Pongracic, Ranieri, Gosens, Fagioli, Harrison, Ndour, Fabbian, Gudmundsson, Piccoli.
L’arbitro della gara, il lituano signor Donatas Rumsas.
La Fiorentina in campo con la divisa bianca, gli inglesi con la classica rossoblu.
Prima della gara, viene effettuato un minuto di silenzio in memoria del tecnico rumeno Mircea Lucescu, scomparso pochi giorni fa.
Una coreografia con fuochi ai bordi del campo e delle strisce dei colori del Crystal nella Curva dei tifosi di casa, prima del fischio d’inizio.

La coreografia dei supporters inglesi
Primi minuti a ritmo alto, punizione dei viola, batte Fagioli sulla destra, non aggancia Gosens.
Ancora i gigliati propositivi, Fabbian dalla destra per Gosens che aggancia e passa a Piccoli, il cui tiro fuori dalla porta.
Al 17esimo gli inglesi pericolosi, con il cross di Munoz e il tiro di Kamada di poco fuori.
Subito dopo altra azione offensiva con il pallone che termina tra le braccia di De Gea. Gli inglesi ancora in avanti con il tiro verso la porta di Sarr, nulla di fatto.
Al 21esimo, Guessand in area dalla sinistra calcia verso il centro area, ostacolato da Dodo in scivolata che rinvia in corner, per l’arbitro c’è il contatto con il giocatore inglese, aspetta il controllo Var, dopo aver ammonito il terzino brasiliano.
Il giocatore diffidato salterà la gara di ritorno.
Il Var conferma il penalty, con l’arbitro che indica il dischetto.
Dagli undici metri si porta Mateta, che di destro spiazza De Gea, e porta in vantaggio il Crystal.
La spinta degli inglesi incalzante, si concretizza alla mezz’ora, Munoz dalla destra crossa nel mezzo, De Gea rinvia su Mateta, pallone che resta in area e top in di Mitchell, che manda il pallone in rete.
Dopo il consueto controllo Var, l’arbitro convalida la rete, per il raddoppio dei padroni di casa.
Si gioca in una sola metà campo, i viola in balia degli avversari, ennesima discesa di Munoz, da corner, colpo di testa di Lacroix.
Dopo tre minuti di recupero si va all’intervallo.
Nella ripresa qualche minuto di ritardo per lanci di rotoli bianchi lanciati in campo, sotto la porta difesa da De Gea, il personale raccoglie il materiale, l’arbitro fischia l’ inizio del secondo tempo.
Al 50esimo, ottima discesa sulla destra di Dodo, cross nel mezzo con tiro di Fabbian, che si ferma sulla traversa.
Sfortunata la squadra di Vanoli che poteva dimezzare lo svantaggio.
I viola sembrano avere altro passo, bella azione tambureggiante dei viola, con tiro finale di Gudmundsson parato dal portiere Henderson.
Un minuto dopo, cross di Dodo e tiro di Piccoli bloccato dall’estremo difensore.
Il Crystal in dieci per qualche istante per la sostituzione di Guessand per Pino.
Ammonito Piccoli per fallo su Lacroix.
Il ritmo cala, poche occasioni da entrambe le squadre, Dodo sulla destra per Fabbian, un difensore chiude in corner.
Batte Harrison nulla di fatto, nessun effetto positivo. Giallo anche per Richards per fallo su Ndour.
Al 76esimo prime sostituzioni per il tecnico viola, esce Gosens per Balbo ed Harrison per Fazzini.
Al 79esimo errore della difesa viola, con Mateta che di testa manda di poco fuori.
Altro cambio all’82esimo con l’ingresso di Comuzzo al posto di Pongracic.
Minuti finali di pressing dei padroni di casa, Sarr fermato davanti la porta, De Gea ancora determinante su un tiro.
Al 90esimo arriva la terza rete delle Eagles, cross teso di Kamada e colpo di testa di Sarr.
Una doppia sostituzione nel tempo regolamentare, escono Fagioli e Gudmundsson per l’esordio del Primavera, Giorgio Puzzoli, e Mandragora.
Nei 4 minuti di recupero Dodo evita la quarta rete, dalla destra un rasoterra sul quale non arriva nessun giocatore inglese.
Il triplice fischio chiude la gara.
La squadra si porta sotto il settore, con il tecnico Vanoli che accenna ad un applauso rivolto ai tifosi, che delusi rimandano con cenni eloquenti, indicando l’uscita dal campo.
L’entusiasmo iniziale dei tifosi, con tifo incessante per tutta la gara, si trasforma in rabbia e profonda delusione.
I viola partono con ordine e sembrano ostacolare gli avversari, ma dopo la rete subita con il rigore, mostrano la solita fragilità, commettendo anche i soliti errori difensivi.
Il pressing avversario non facilita una manovra di gioco, Fagioli ingabbiato non riesce a creare, la mancanza di un centravanti come Kean pesa molto nella fase offensiva, Piccoli resta isolato in avanti, e non porta pericoli nell’area avversaria.
La squadra inglese non ai vertici, e neanche tra le più titolate della Premier, mostra aggressività, maggiore fisicità e qualità tecnica, contrasti vinti, forcing a tratti incessante, evidente difficoltà dei viola nel contrastare.
Nella debacle generale del gruppo, ci sembra ingiusto puntare il dito su uno o l’atro giocatore, prestazione sottotono e mediocre collettiva, troppo pochi gli spunti che sembrano poter cambiare le sorti della gara.
Una menzione di merito, per il solo capitano De Gea, che anche se incassa tre reti e nella seconda parte resta inoperoso, cerca di evitare un bilancio passivo più pesante.
La cocente disfatta subita mette a serio rischio il passaggio verso le semifinali, anche se nel calcio niente è definitivo.
Un’amara notte europea per tutto l’ambiente viola, che non cancella il cammino di quattro anni della competizione, fatto di alti e bassi, di entusiasmi e delusioni, con l’orgoglio di rappresentare i colori della città del giglio, in giro per il mondo.

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