Diario Viola Fiorentina

Vittoria in rimonta in Conference League

(Nella foto, la squadra festeggia il momentaneo pari ottenuto, di Andrea Martini)

Dopo il passaggio di turno agli ottavi (contro lo Jagiellonia, al Franchi, nei supplementari), ottenuto per il maggiore numeri di reti realizzate, l’urna mette di fronte la Fiorentina, contro la squadra polacca del Rakow, della città di Czestochowa.

La prima gara di andata, in programma al Franchi alle 21.00.

Come nelle precedenti sfide, le presenze all’interno dello stadio sono esigue, diversi i motivi, per il turno infrasettimane e lavorativo, spesso per condizioni climatiche avverse, ma soprattutto per una coppa che non ha mai portato entusiasmo, considerando gli avversari di modesto livello.

II dati ufficiali sono di 7.852 spettatori totali, circa 300 gli ospiti, nel settore preposto.

Il Rakow, società fondata nel 1921, sale agli onori di cronaca da pochi anni, torna nella massima serie dell’Ekstraklasa nel 2019, tra il 2021 e il 2022 vince 2 Coppe e 2 Supercoppe, nel 2023 conquista il titolo di campione del campionato polacco, dopo l’eliminazione nei playoff di Champions, nel 2023/24 entra in Europa League.

La squadra, dopo un decennio con il tecnico Marek Papszun, da dicembre passa alla guida di Lukasz Tomczyk, la sorpresa della Conference, con il secondo posto ottenuto nel girone unico, 4 vittorie e 2 pari, due goal subiti in sei gare.

I giocatori più rappresentativi sono: Jonatan Braut Brunes (classe 2000, 20 reti in tutte le competizioni, cugino del più famoso Haaland), il difensore Fran Tudor, nipote del tecnico Igor Tudor, il fantasista spagnolo Ivan Ivi Lopez, il franco guineiano Lamine Diaby-Fadiga, capocannoniere europeo con sei reti, il portiere Oliwier Zych, in prestito dall’Aston Villa.

Nella formazione di mister Paolo Vanoli, un‘ampia rotazione, per dare spazio a giocatori che hanno avuto poche opportunità di giocare, diversi giovani provenienti dalla Primavera in panchina, per dare la priorità assoluta alla trasferta di lunedì, a Cremona nello scontro salvezza.

Pongracic assente per squalifica, Solomon e Kean infortunati, i tre presenti in tribuna, Brescianini e Rugani non inseriti nella lista Uefa.

Tra i pali come da regolamento, sostituito Lezzerini per problemi fisici, al suo posto Christensen.

Gli undici di partenza con il 4-1-4-1 sono Christensen, Fortini, Comuzzo, Ranieri, Gosens, Parisi, Mandragora Ndour, Fabbian, Fazzini, Piccoli.

Dopo la sigla della competizione, con le due squadre schierate in campo, il direttore di gara il bulgaro Georgi Kabakov, dà inizio alla gara.

Parte bene la squadra ospite, che al secondo minuto, con Brunes impegna il portiere Christensen che manda in corner.

I viola rispondono al nono, con la prima occasione verso la porta avversaria, punizione guadagnata per fallo su Parisi, si porta sul pallone Fazzini e tacco di Gosens, con il portiere Zych che manda in angolo.

Gli ospiti adottano un lungo possesso palla, il portiere viola mai impegnato, le occasioni da rete per i viola non vengono concretizzate.

Al 28esimo, grande azione di Parisi sulla destra, con cross verso il centro, Fazzini al volo manda sulla traversa.

Una buona Fiorentina che non riesce a concretizzare, con la prima frazione che si chiude dopo un minuto di recupero, a reti inviolate.

Un avversario, tra Mandragora e Fazzini, di Andrea Martini

Nella ripresa ancora in avanti la Fiorentina, nell’ultimo passaggio imprecisa.

AL 58esimo il primo doppio cambio, Harrison e Gudmundsson, al posto di Gosens  e Fazzini.

Al 60esimo, alla prima azione offensiva dei polacchi, Brunes anticipa Comuzzo, batte Christensen sul primo palo, per il vantaggio ospite.

Arriva dopo due minuti l’immediato pareggio, passaggio di Mandragora verso Ndour, che con un destro dal limite dell’area, gonfia la rete.

La gara vibrante, con maggiore ritmo rispetto ai primi 45 minuti.

Al 68esimo altra sostituzione, Dodo al posto di Fortini.

Niccolò Fortini in un’azione di gioco, di Andrea Martini

Doppia occasione in pochi minuti per l’attaccante Piccoli, che centra la traversa dopo un’azione personale, la seconda conclusione alta sulla traversa.

All’82esimo ultimo doppio cambio, Mandragora e Piccoli lasciano il posto a Fagioli e Braschi.

Esordio in prima squadra per l’attaccante della Primavera, classe 2006, Riccardo Braschi.

Al 90esimo, su cross dalla destra di Dodo, tocco di mano di Ameyaw al limite dell’area, con l’arbitro che indica il dischetto per il rigore.

Dagli undici metri si porta Gudmundsson, che perfetto realizza il goal del vantaggio.

Grande entusiasmo per gli spettatori presenti, per una gara con poche occasioni ed emozioni, cori di sostegno e di incitamento al triplice fischio finale.

Una gara, che evidenzia ancora una volta, le problematiche della stagione, distrazioni difensive, imprecisione in fase offensiva rispetto alle occasioni create, disattenzioni che facilitano gli avversari modesti, che controllano senza pressare per un’ora, per poi colpire alla prima occasione.

I segnali positivi, oltre la mole di conclusioni, 18 in totale, 6 nello specchio della porta, che sottolinea la difficoltà realizzativa, la pronta e immediata reazione, la volontà di pressare fino al termine, con la conclusione dell’episodio favorevole che porta al rigore, la rimonta dopo essere passati in svantaggio.

Come recita il proverbio, audentes fortuna iuvat, la fortuna aiuta gli audaci, appunto.

Per la prestazione abbiamo sintetizzato l’andamento del match, la difesa non impeccabile, centrocampo ordinato, con buone manovre di gioco, attacco impreciso.

I migliori del match gli autori delle reti, Cher Ndour con un goal di pregevole fattura, che ristabilisce l’equilibrio, Albert Gudmundsson (che mancava sul tabellino marcatori dal 7 gennaio, ndr) che a parte qualche passaggio sbagliato, freddo e glaciale, realizza il prezioso vantaggio.

Una vittoria che porta fiducia e morale per la gara di ritorno tra una settima in Polonia, ma soprattutto maggiore convinzione e consapevolezza, per affrontare la difficile gara di campionato contro la Cremonese.

Uno spartiacque fondamentale, per uscire in maniera quasi definitiva dalla palude della bassa classifica, e affrontare con meno apprensione questi due mesi al termine della stagione.

La matematica permanenza nella massima serie, con un pensiero alla competizione europea, che potrebbe diventare il sogno di un trofeo conquistato.

Autore

Patrizia Iannicelli

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